Reddito di cittadinanza: Grillo svela il piano completo del Movimento 5 Stelle

Il reddito di cittadinanza è solo l’inizio? Grillo shock: “Eliminiamo il salario, i cittadini devono scegliere liberamente come impiegare il loro tempo”.

Il reddito di cittadinanza è uno dei temi centrali di questo post elezioni 2018; le forze politiche opposte al Movimento 5 Stelle, infatti, incolpano i pentastellati di aver conquistato l’elettorato - specialmente quello delle Regioni più povere - con la promessa di un contributo mensile per tutti coloro che non hanno un lavoro e per i pensionati che si trovano al di sotto della soglia di povertà (grazie alla pensione di cittadinanza).

Che il reddito di cittadinanza sia stato uno dei tanti fattori che ha spinto buona parte dell’elettorato a votare Movimento 5 Stelle è confermato dal fatto che in questi giorni molti cittadini meridionali si sono recati nei CAF della loro zona per richiedere il reddito di cittadinanza, convinti che questo strumento fosse già in vigore dopo il risultato ottenuto dai 5 Stelle alle elezioni del 4 marzo.

Ciò è confermato anche dal grafico delle ricerche Google Trends: basta vedere il picco del 5 marzo 2018 per capire qual è stato uno dei motivi alla base del successo del M5S.

Di Maio promette che il reddito di cittadinanza diventerà realtà con il Movimento 5 Stelle al Governo, ma prima bisognerà provvedere ad una riforma dei centri dell’impiego.

Del reddito di cittadinanza ne abbiamo parlato nella nostra guida dedicata, nella quale abbiamo provato a capire da dove il Movimento 5 Stelle intende reperire le risorse necessarie per attuare questo ambizioso progetto.

Quello che Luigi Di Maio non dice, però, è che il reddito di cittadinanza potrebbe essere il primo step di una riforma più universale che potrebbe rivoluzionare tutto il mercato del lavoro. È stato il fondatore del Movimento 5 Stelle - Beppe Grillo - a parlarne qualche anno fa - era il 2016 - in un’intervista tenuta per Corriere TV; secondo Grillo il reddito di cittadinanza dovrebbe essere solo il primo passo per l’introduzione di un reddito universale garantito a tutti, indipendentemente dal lavoro ricoperto.

Quando Di Maio dichiara che il reddito di cittadinanza non è uno strumento che favorisce i disoccupati - come invece ritengono i detrattori del M5S - va contro quelle che sono le idee di Grillo (sempre che questo nel frattempo non abbia cambiato idea): per il fondatore del Movimento 5 Stelle, infatti, vista l’evoluzione futura del mercato del lavoro bisognerà garantire un reddito “universale” a tutti, facendo scegliere ai cittadini se impiegare il tempo libero per lavorare oppure per “attività creative”.

Quindi mentre il reddito di cittadinanza è condizionato dalla ricerca di un lavoro da parte del beneficiario - il quale perde il diritto al contributo dopo aver rifiutato tre offerte di lavoro - il reddito universale è slegato da qualsiasi obbligo, così da permettere al cittadino di scegliere come vivere la propria vita.

Ma qual è il motivo per cui secondo Beppe Grillo bisogna riformare interamente l’attuale società e introdurre un reddito universale? Secondo il fondatore del M5S questa necessità è dettata dalla piega che prenderà il mercato del lavoro nei prossimi anni.

Più robot meno lavoro per i cittadini

Beppe Grillo è convinto che entro il 2025 - “come confermato dai signori della Silicon Valley” - verranno introdotti 500mila robot nel mercato del lavoro; una terza rivoluzione industriale che provocherà milioni di disoccupati.

Il problema è che in questo modo la produttività aumenta - visto l’ingresso dei robot - ma il reddito dei cittadini diminuisce a causa dell’incremento della disoccupazione; chi comprerebbe quindi i prodotti realizzati dalle macchine? Nessuno secondo Grillo, dal momento che la “classe media sta scomparendo” a causa dell’aumento della povertà.

Ecco perché in questo “passaggio epocale” è necessario introdurre prepotentemente un reddito universale per tutti, così da dare ai cittadini le risorse per acquistare i beni prodotti. Un passaggio fondamentale che dovrà partire con l’introduzione di un reddito di cittadinanza.

L’inizio è il reddito di cittadinanza, ma il sogno è un reddito universale”, ha dichiarato Grillo ispirato probabilmente da quanto teorizzato da Marx nel celeberrimo “Frammento sulle macchine” del 1858.

Il reddito universale permette al cittadino “di vivere come vuole

Con l’introduzione del reddito universale il cittadino verrebbe messo al centro del sistema. Secondo Grillo infatti bisogna prendere atto che il lavoro salariato sta finendo e per questo è giunta l’ora di attuare le giuste contromisure.

Ed è qui che Grillo smentisce Di Maio sul fatto che il reddito di cittadinanza non favorirà la disoccupazione; secondo il fondatore dei 5 Stelle, infatti, con il reddito universale non sarà più il mercato del lavoro al centro del sistema perché sarà il cittadino a decidere se e quanto lavorare.

Magari non faccio niente perché sono un creativo” ha dichiarato Grillo, sempre più convinto che questa sia l’unica soluzione possibile per adeguarsi alle dinamiche del mercato.

Come finanziare il reddito universale?

Se il Movimento 5 Stelle conta di finanziare i 20 miliardi di euro necessari per il reddito di cittadinanza riducendo gli sprechi nella Pubblica Amministrazione, per il reddito universale trovare le risorse sarà ben più difficile.

Grillo però ha già individuato la ricetta giusta: eliminare le tasse sul reddito e sul lavoro e sostituirla con una tassa sui consumi. “La domanda è chi fa il pane di notte o chi lo compra al mattino?” si chiede Grillo, il quale naturalmente pensa che quest’onere spetti all’acquirente.

In questo modo cambierebbe quindi il rapporto tra il datore di lavoro e il prestatore d’opera; sì perché per Grillo nonostante l’introduzione di un reddito universale ci sarà ancora chi avrà intenzione di lavorare, almeno l’80% dei cittadini (“lo dicono i dati”). C’è gente che continuerebbe a fare lo stesso lavoro perché è appassionata, altri che continueranno a farlo ma per meno tempo della giornata; solo un 10% invece sfrutterebbe il reddito universale per “non fare niente durante il giorno” o per dedicarsi ad esempio a delle attività creative.

In questo modo non sarebbe più “il lavoro a scegliere il cittadino” bensì il contrario; oggi, infatti, le persone non hanno un posto di lavoro ma un “posto di reddito” e sarebbero disposte a qualsiasi impiego pur di sopravvivere; “ma non è vita”, conclude il fondatore del M5S.

Ora quello che c’è da capire e se la visione di Di Maio sia la stessa di quella di Grillo oppure se il leader del M5S abbia deciso di prendere le distanze dal progetto “visionario” del fondatore del Movimento.

Nel primo caso aspettiamoci, dopo l’eventuale introduzione del reddito di cittadinanza, che i cittadini comincino a chiedersi quando verrà introdotto un reddito universale (magari recandosi al CAF per chiedere il modello per la richiesta).

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