Il Pallone d’Oro 2026 sta per andare agli archivi, con un pronostico mai così aperto: ma quanto vale il riconoscimento più prestigioso per un calciatore?
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Quanto vale il Pallone d’Oro? La domanda torna d’attualità ogni anno, a ridosso di quella che è la cerimonia più attesa dai top player mondiali. E anche in questo ottobre la curiosità ritorna: proprio oggi, lunedì 26 ottobre, al London Palladium di Londra, verrà assegnato il Pallone d’Oro 2026. Si tratta della settantesima edizione e per la prima volta la cerimonia lascia Parigi per la capitale inglese, scelta da France Football per rendere omaggio a Stanley Matthews, primo vincitore della storia del premio.
Il successore di Ousmane Dembélé uscirà da una lista di 30 candidati che premia l’intera stagione 2025/2026, Mondiale compreso. Stando alle quote SNAI più recenti, il favorito è Harry Kane (1,50), forte di 73 reti in 65 presenze con il Bayern Monaco, seguito da Lamine Yamal (3,00), secondo lo scorso anno e ora campione del mondo con la Spagna. Più staccati Lionel Messi e Kylian Mbappé, entrambi a 33, e Khvicha Kvaratskhelia a 50.
Oltre a essere un riconoscimento simbolico che iscrive il vincitore di diritto nella storia del calcio internazionale, il premio ha anche un valore economico.
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Quanto vale il Pallone d’Oro? I dati e i numeri
Il Ballon d’Or, meglio conosciuto da noi come Pallone d’Oro, è il premio che dal 1956 la rivista sportiva francese France Football assegna al calciatore che si è maggiormente distinto. Nato per volontà del giornalista ed ex calciatore Gabriel Hanot, inizialmente era riservato ai giocatori europei e il primo a vincerlo fu l’inglese Sir Stanley Matthews. Dal 1995 è stato aperto agli stranieri dei club europei e dal 2007 ai calciatori di tutto il mondo: per questo nell’albo d’oro mancano Pelé e Maradona.
Dal 2022 il premio valuta la stagione sportiva e non più l’anno solare. Su una lista di 30 candidati vota una giuria di 100 giornalisti, uno per ciascuna delle prime 100 nazioni del ranking FIFA, mentre dal 2024 la cerimonia è co-organizzata con la UEFA.
Dal punto di vista materiale, però, il riconoscimento riserva molte meno soddisfazioni. Il trofeo, realizzato dal 1956 dalla gioielleria parigina Mellerio dits Meller, misura 31 cm di altezza per 23 di larghezza e altrettanti di profondità, ma supera i 10 chili di peso, tanto che i vincitori devono sollevarlo con due mani.
Il pallone è formato da due semisfere di ottone saldate tra loro e riempite di cemento, poi bagnate nell’oro e incastonate su un blocco di pirite. La lavorazione richiede circa 100 ore di lavoro artigianale e comincia sei mesi prima della cerimonia.
Non si tratta quindi di oro massiccio e il valore dei materiali viene stimato in circa 3.000 euro.
Ben diversa la cifra che il trofeo può raggiungere sul mercato: nel 2017 Cristiano Ronaldo ha donato la replica del suo Pallone d’Oro 2013 a un’asta benefica della Make-A-Wish Foundation, aggiudicata per 600.000 euro al miliardario israeliano Idan Ofer.
Quanto guadagna chi vince il Pallone d’Oro?
Il Pallone d’Oro non prevede alcun premio in denaro. I guadagni arrivano per altre vie, a partire dalle clausole inserite nei contratti con club e sponsor. Nel 2018 Luka Modrić ha incassato un bonus da 800.000 euro, negoziato con il Real Madrid solo all’ultimo rinnovo. Neymar, al suo arrivo al Barcellona nel 2013, aveva ottenuto una clausola da 425.000 euro, mentre il contratto con il Psg ne prevedeva una da 3 milioni.
Secondo i documenti di Football Leaks, l’accordo tra Cristiano Ronaldo e Nike garantiva 4 milioni extra in caso di Pallone d’Oro o Best FIFA, e anche il rinnovo di Lamine Yamal con il Barcellona fino al 2031 include, secondo Mundo Deportivo, un bonus per ogni Pallone d’Oro vinto. La vittoria, o anche solo la presenza tra i 30 finalisti, pesa inoltre nelle trattative per rinnovi e nuovi contratti.
Articolo revisionato da Emanuele Di Baldo il
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