I piani di Giuseppe Conte per il nuovo M5S

Alessandro Cipolla

07/06/2021

07/06/2021 - 11:17

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A fine giugno Giuseppe Conte diventerà ufficialmente il nuovo capo politico del Movimento 5 Stelle: l’obiettivo è quello di incalzare Mario Draghi sui temi cari ai pentastellati, dalla giustizia all’ambiente, ma la grande tentazione sarebbe quella di uscire dal Governo prima di settembre.

I piani di Giuseppe Conte per il nuovo M5S

Giuseppe Conte è pronto a fare il suo ritorno sulla scena politica, ma con un ruolo da protagonista e non da comprimario. Trovato ormai l’accordo con la Casaleggio, a fine giugno l’avvocato sarà proclamato nuovo capo politico del Movimento 5 Stelle.

Se in questi primi mesi del governo Draghi i pentastellati, nonostante siano il maggiore gruppo parlamentare, sono finiti in secondo piano adombrati dalla perdita di diversi ministeri chiave e dalla continua querelle tra Salvini e Letta, la musica presto potrebbe cambiare.

L’avvocato infatti non sembrerebbe essere intenzionato a fare sconti a Mario Draghi: dall’ambiente alla corruzione fino al lavoro, l’ex Presidente del Consiglio sarebbe pronto a incalzare il suo successore a Palazzo Chigi su diversi temi da sempre cari ai 5 Stelle.

Ma c’è di più. Le ultime voci che si susseguono nei corridoi di Palazzo andrebbero a prefigurare una svolta clamorosa: Giuseppe Conte potrebbe spingere per far uscire il Movimento 5 Stelle dal Governo, con i grillini che tornerebbero all’opposizione nella speranza di riprendere a salire nei sondaggi e di recuperare lo spirito battagliero delle origini.

Nuovo M5S: il programma di Conte

Dopo un lungo braccio di ferro con Davide Casaleggio, Giuseppe Conte ha annunciato che “siamo finalmente in possesso dei dati degli iscritti ed è stato raggiunto l’accordo con l’associazione Rousseau”.

Ci prendiamo solo qualche giorno per verificare i dati e predisporre tutte le attività preliminari alle operazioni di voto - ha spiegato l’avvocato - Subito dopo presenteremo il nuovo Statuto e la Carta dei principi e dei valori: sarà aperta una fase per le osservazioni degli iscritti ed entro la fine di questo mese ci sarà la pronuncia con un voto online prima sullo Statuto e successivamente sul nuovo leader del M5S”.

Entro il mese di giugno i 5 Stelle sono così pronti a cambiare pelle: un nuovo Statuto e la proclamazione di Giuseppe Conte a capo politico. Una svolta attesa con trepidazione dal popolo pentastellato, visto lo stallo degli ultimi mesi che avrebbe provocato un netto calo di consensi stando ai sondaggi.

Ma come sarà il nuovo Movimento 5 Stelle targato Conte? L’idea è di un sostanziale ritorno alle origini, anche se non sarà facile mettere d’accordo l’ala radicale dei grillini a quella più governativa.

Di certo l’ex Presidente del Consiglio, una volta ottenuta l’investitura ufficiale, sarebbe pronto a incalzare Mario Draghi. Tra i pentastellati infatti è forte il malumore per diverse decisioni prese dal Governo: il paradosso è che il gruppo più numeroso in Parlamento, sostanzialmente con la nascita del nuovo esecutivo non sta “toccando palla”.

La musica a breve potrebbe però cambiare. Il primo terreno di scontro con Palazzo Chigi sarà così quello del lavoro, con i 5 Stelle pronti a dare battaglia sulla scottante questione del blocco dei licenziamenti.

Poi c’è l’ambiente, soprattutto in considerazione di quelle che sono state le prime mosse di Roberto Cingolani: acclamato da Beppe Grillo, ora il super ministro della Transizione Ecologica è già stato scaricato dai grillini dopo le prese di posizione su trivelle ed energia.

Infine nell’agenda di Conte ci sarebbe la volontà di tornare a non fare sconti sul tema della corruzione, specie adesso che come previsto dal decreto Semplificazioni i controlli dall’Anac passeranno agli uffici governativi.

Fuori dal Governo?

Giuseppe Conte nella azione di nuovo capo politico del M5S potrebbe però non limitarsi soltanto a fare la voce grossa all’interno della maggioranza. La grande tentazione sarebbe infatti quella di uno strappo ad agosto, quando grazie al semestre bianco non sarà possibile sciogliere le Camere fino all’elezione del prossimo Presidente della Repubblica a febbraio.

Servirebbe però la classica pistola di Sarajevo, un casus belli per rompere con la maggioranza e uscire dal Governo. Tornato all’opposizione, il Movimento 5 Stelle potrebbe così ritrovare lo spirito di un tempo con la speranza di tornare a crescere nei sondaggi.

Agosto sarebbe l’occasione giusta anche per presentarsi all’appuntamento delle elezioni amministrative e delle regionali in Calabria, in programma a ottobre, con una veste nuova. Sarebbe però un problema a quel punto continuare a tessere la tela di quella alleanza organica con il Partito Democratico da tempo paventata.

Ci sarebbe poi da fare i conti con chi non sembrerebbe avere alcuna intenzione di abbandonare il Governo, vedi Luigi Di Maio, senza contare il fatto che i 5 Stelle si andrebbero a sfilare proprio nel momento in cui arriveranno i tanti miliardi del Recovery Plan da gestire.

Chi invece potrebbe rientrare è Alessandro Di Battista, che non ha escluso un possibile ritorno a patto che il Movimento 5 Stelle non faccia più parte del Governo.

Anche senza un addio, di certo la volontà di Giuseppe Conte è quella di tornare a essere protagonisti e non subire più passivamente le decisioni prese da Palazzo Chigi. Il sentore è che come scatterà il semestre bianco, per Mario Draghi sarà molto difficile tenere a bada i variegati partiti che formano la sua maggioranza.

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