Pensioni, perché rifinanziare Quota 100 ora è quasi impossibile

Quota 100, insieme al reddito di cittadinanza, rischiano di sparire: servono 38 miliardi nella prossima manovra per il loro rifinanziamento, soldi questi che al momento non ci sono.

Pensioni, perché rifinanziare Quota 100 ora è quasi impossibile

A poco servono le rassicurazioni di Luigi Di Maio sulla stabilità di Quota 100 e reddito di cittadinanza. La crisi di governo, che si voti la sfiducia di Conte e si torni alle urne a fine ottobre o si instauri un governo tecnico, ha un peso relativo sul piatto della bilancia previdenziale.

Si perché al di là della Tav, usata come buona scusa per mettere in discussione il governo, è in realtà l’impossibilità di realizzare la legge di Bilancio, promessa tanto dai 5 stelle quanto dalla Lega, a fare la differenza: come scritto nel Def, per mantenere Quota 100 e reddito di cittadinanza servono oltre 113 miliardi in tre anni, con 38 miliardi che devono essere trovati già da quest’anno per i loro rifinanziamento.

Quota 100, i fondi che non ci sono

113 miliardi in tre anni, 38 miliardi solo per il prossimo anno. Queste le cifre, incise nero su bianco nel Def scritto dai gialloverdi, necessarie a rifinanziare le misure di Quota 100 e reddito di cittadinanza. Tanti soldi che il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha chiaramente fatto capire che non ci sono.

A meno di non affrontare uno scontro diretto con l’UE per portare il deficit anche oltre il 3%, riducendo l’avanzo primario e portando il debito alle stelle. In altre parole, a meno di non aprire la strada a una nuova procedura d’infrazione.

Ed ecco il vero problema, basta spulciare il Def per capire che serve coraggio nel buttare giù una legge di Bilancio dura, con meno promesse e più sostanza per il Paese.

La manovra da realizzare in autunno appare essere una missione impossibile: oltre ai 38 miliardi per rifinanziare Quota 100 e reddito, ci sono anche i 23 miliardi per scongiurare l’aumento dell’Iva.

Oltre alle difficoltà di cassa, ci sono poi tutte le problematiche politiche scaturite dalla crisi in atto. Matteo Salvini continua a ripetere che in caso di vittoria elettorale ha già pronta la legge di Bilancio, dove ci sarà anche una riforma fiscale, anche se non è stata proferita parola su quali potranno essere le eventuali coperture.

Tanti soldi che la Lega dovrà trovare per mantenere i suoi impegni e che, al momento, non si capisce da dove possano uscire fuori. Inoltre il nuovo governo dovrà mettere in atto un’autentica corsa contro il tempo per approvare la manovra entro la fine dell’anno.

I rischi per il Paese

Intanto al Quirinale il quadro è chiaro: tornare al voto significherebbe aumento dell’Iva e porterebbe l’Italia all’esercizio provvisorio per la prima volta nella storia. Uno spettro che Sergio Mattarella cercherà in ogni modo di evitare, nonostante i margini di manovra stretti.

Per sterilizzare l’Iva servono 23 miliardi di euro, si legge spulciando ancora il Def, e mentre il ministro dell’Economia sarebbe sempre stato favorevole ad un aumento selettivo per finanziare un taglio dell’Irpef, i vicepremier Salvini e Di Maio non se ne sono mai convinti.

Il vero problema rimangono i Mercati poiché come l’ex ministro dell’Economia, Pier Paolo Padoan, aveva commentato durante il Festival dell’Economia di Trento:

per gli investitori internazionali non è più una questione di se l’Italia ristrutturerà il debito, ma di come e quando questo accadrà. Si diffonde il comune sentire che il Paese sia spacciato”.

Lo spread continua infatti a salire e se il ministro Tria con la promessa all’Europa di un graduale miglioramento, unito al Bce, aveva tenuto sotto controllo il suo andamento, ora sono circa 150 miliardi i titoli di Stato da rifinanziare entro fine anno. Il repentino aumento dello spread non potrà che tradursi in un nuovo salasso per le casse dello stato.

La crisi, è probabile fine del governo, si traduce in una nuova promessa mancata nel Def, mettendo in pausa il lavoro di revisione della spesa pubblica per mirare a ridurre il rapporto tra spesa corrente e Pil, aumentando la spesa per gli investimenti. La legge di Bilancio è un procedimento fondamentale per il futuro del Paese, me nessuno sembra volersene fare carico.

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2 commenti

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GGM • 5 giorni fa

Grazie per aver scritto in modo preciso, semplice e chiaro quali sono le principali difficoltà della prossima legge finanziaria.

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GGM • 1 settimana fa

Grazie per aver avuto il coraggio di scrivere chiaramente, nero su bianco, i veri motivi della crisi: una fuga dalle proprie responsabilità! I suoi tempi, calcolati preventivamente, impediranno di fatto al nuovo esecutivo di redigere una legge che possa rispettare le promesse precedentemente fatte (al massimo si potrà sperare in una sterilizzazione delle clausole di salvaguardia). è evidente che se non si sa dove trovare i soldi per l’IVA, non ce ne possono essere per il tutto resto. Ma in realtà neanche l’anno scorso c’erano i soldi per RdC e quota 100, infatti la scorsa legge di bilancio ha sfruttato quei margini della gestione precedente, che erano stati ideati per ridurre il rapporto deficit/PIL. Infatti senza ulteriori aggravi di spesa quest’anno il deficit si sarebbe fermato all’1,2%. Con lo 0,8% in più (circa 13 miliardi) si sono finanziati quota 100 e RdC, che sono partiti ad Aprile (e per molti statali, come gli insegnanti, più tardi a Settembre) poco prima delle elezioni europee. L’anno prossimo con 12 mesi da finanziare e un numero di beneficiari maggiori, ovviamente i soldi non bastano. Grazie per questo articolo: preciso, chiaro, semplice!

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