Esercizio provvisorio del Governo: cos’è e cosa si rischia

L’esercizio provvisorio del Governo è un lasso di tempo in cui i Ministri restano in carica con poteri limitati all’ordinaria amministrazione. Si rischiano l’aumento dell’Iva e del prezzo di benzina e gasolio.

Esercizio provvisorio del Governo: cos'è e cosa si rischia

Con la crisi di Governo imminente, le forze politiche chiedono nuove elezioni che, se fossero confermate, ci sarebbero nella prima metà di ottobre. Le elezioni, tuttavia, portano con sé il rischio dell’esercizio provvisorio del Governo. Ma di cosa si parla esattamente?

L’esercizio provvisorio del Governo, come stabilito dall’articolo 81 della Costituzione, è un periodo transitorio in cui il Consiglio dei Ministri resta in carica con poteri fortemente limitati. In questo lasso di tempo - che può durare al massimo 4 mesi - il Governo può svolgere solamente funzioni di ordinaria amministrazione. In altre parole, i poteri dell’esecutivo risultano notevolmente compressi, soprattutto in campo economico, con pesanti ripercussioni sull’Iva, sul prezzo della benzina e sulla credibilità nei confronti degli investitori.

In questo articolo cercheremo di spiegare in maniera chiara e lineare cosa si intende con l’espressione “esercizio provvisorio”, quanto dura e quali sono i poteri del Governo in questo periodo di tempo.

Cos’è e come funziona l’esercizio provvisorio

La possibilità di elezioni anticipate mette a rischio l’approvazione della Legge di Bilancio, la quale deve essere presentata alle Camere entro il 20 ottobre e approvata entro il 31 dicembre 2019.

Tuttavia, se si tornasse alle urne, sarebbe impossibile formare un nuovo Governo entro quella data, di conseguenza troverebbe applicazione la fattispecie prospettata dall’articolo 81 della Costituzione, ovvero l’esercizio provvisorio, che scatta quando il Governo non firma la Legge di Bilancio.

Il dettato costituzionale prevede che, in caso di mancata presentazione del disegno di legge di Bilancio entro i termini, per il Governo debba scattare un periodo transitorio, chiamato per l’appunto “esercizio provvisorio”, in cui il Consiglio dei Ministri ha poteri notevolmente limitati.

Questo periodo non può superare i 4 mesi, durante i quali il Consiglio dei Ministri si può occupare solo delle questioni di ordinaria amministrazione, ad esempio i pagamenti degli stipendi o dei debiti.

Le restrizioni durante l’esercizio provvisorio del Governo sono soprattutto economiche: infatti i margini di spesa del Consiglio dei Ministri vengono ponderati in tanti dodicesimi quanti sono i mesi di esercizio provvisorio che si rivelano necessari. La spesa del 2019 viene divisa per dodici, il risultato di questa operazione sarà quanto il Governo potrà spendere.

Insomma, detto a parole semplici, il Consiglio dei Ministri può spendere solo lo stretto necessario, senza poter fare investimenti.

Esercizio provvisorio, quali rischi si corrono?

Come abbiamo anticipato, l’esercizio provvisorio del Governo porta con sé pesanti ripercussioni sul piano economico e fiscale del Paese. Cerchiamo di fare chiarezza.

Innanzitutto, la prima conseguenza è senza dubbio la perdita di fiducia degli investitori, i quali sarebbero spaventati dalla instabilità e dalla crisi di Governo. In secondo luogo, l’esecutivo non potrebbe provvedere agli investimenti necessari ad attuate la manovra di Bilancio.

Ma non finisce qui: si rischia anche la mancata sterilizzazione delle clausole di salvaguardia, con il conseguente aumento delle aliquote IVA e delle accise sulla benzina.

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