Pensioni, Di Maio blinda Quota 100: “Non si tocca”

Per Di Maio Quota 100 e reddito di cittadinanza non si toccano, mentre Salvini replica e pensa già all’introduzione di Quota 41 con un nuovo governo.

Pensioni, Di Maio blinda Quota 100: “Non si tocca”

La crisi di governo in atto, che si è aperta pochi giorni fa dopo il voto sulla Tav, ha aperto una serie di dubbi e perplessità riguardanti anche i due principali provvedimenti dei gialloverdi: Quota 100 e reddito di cittadinanza.

Viste le problematiche che ci potrebbero essere per il rifinanziamento delle due misure, Luigi Di Maio ha voluto subito specificare che sia per Quota 100 che per il reddito di cittadinanza non ci saranno problemi.

In parallelo, anche l’ormai ex alleato di governo Matteo Salvini ha speso parole simili a quelle del pentastellato, aggiungendo poi come la Lega sarebbe pronta a portare avanti pure Quota 41 anche se resterebbe da capire come finanziare questo provvedimento.

Pensioni, Di Maio conferma Quota 100

A rispondere sulla crisi e le sue possibili conseguenze sulle riforme ci ha pensato il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio che, dal suo account Facebook rivolgendosi agli italiani ha tranquillizzato su Quota 100.

Dopo un anno di fatiche e anche di speranza, non vi meritavate che qualcuno aprisse una crisi di Governo l’8 agosto. Perché una crisi di governo ora è assurda, ma soprattutto è pericolosa. Porta con sé la preoccupazione che a dicembre possa aumentare l’Iva. Che possa saltare Quota 100 per chi voleva andare in pensione o che possa scomparire la tassazione al 15% per chi ha una partita Iva. Perché causare tutto questo? La risposta a voi. Credo che l’abbiate ben compresa

Per il vicepremier e capo politico dei 5 Stelle, non sarebbe quindi a rischio il rifinanziamento di Quota 100 anche se, visto l’attuale caos politico, rimangono comunque dei dubbi visto che al momento ancora non si capisce chi potrà materialmente realizzare la prossima manovra.

Pensioni, Salvini rilancia Quota 41

La crisi di governo si fa sentire nel settore previdenziale dove in molti si chiedono se la riforma delle pensioni con quota 100 rischia di essere smantellata. La pensione anticipata con quota 100 fa però parte di una misura che il governo giallo-verde ha pianificato e finanziato per diversi anni.

Salvo interventi correttivi da parte di un possibile nuovo governo, quota 100 almeno per il tempo stabilito dai finanziamenti, ovvero fino al 2021, rimane un punto fermo e l’Inps continuerà a processare le pratiche di accesso per il pensionamento anticipato con quota 100 senza intoppi.

Sulla riforma anticipata delle pensioni si è espresso anche il leader leghista Matteo Salvini che, durante il comizio di Peschici del suo Estate italiana tour, ha ribadito il lavoro svolto:

Abbiamo smontato la legge Fornero e con quota 100 restituito diritti a centinaia di migliaia di italiani

Non ha poi perso occasione per ribadire il prossimo passo sulla riforma pensioni, l’agoniata quota 41, dichiarando che “il prossimo Governo arriverà all’obiettivo che dopo 41 anni di lavoro la pensione è un diritto acquisito”.

Reddito di cittadinanza, braccio di ferro Salvini-M5S

Dall’altra parte, la crisi di governo tocca invece il reddito di cittadinanza che ha visto Matteo Salvini esprimersi in maniera poco entusiasta già durante il vertice al Viminale di martedì scorso dove, nell’incontro con le parti sociali, aveva dichiarato le sue perplessità:

“Non si possono garantire reddito di cittadinanza a tutti e salario minimo, prima bisogna dare lavoro, creare ricchezza, sennò cosa ridistribuisci?”

Il vicepremier leghista continua inoltre ad alimentare l’idea per cui il reddito di cittadinanza abbia contribuito in larga parte all’aumento di mancanza di manodopera qualificata. Che il sussidio contro la povertà e la disoccupazione voluto dai cinquestelle non sia mai davvero piaciuto al Capitano, in fondo è sempre stato chiaro.

Dalla segreteria del M5s invece è un susseguirsi di note che poco velatamente alludono ai reali motivi che hanno spinto Salvini verso la sfiducia di Conte. Insieme a queste, non mancano però dichiarazioni di rassicurazione al Paese, soprattutto in tema di riforme quota 100 e reddito di cittadinanza dove il M5s ne ribadisce propositi e risultati:

Quota 100 ci ha permesso di smantellare l’assurda riforma Fornero, che ha creato squilibri devastanti nel mercato del lavoro. Con il Reddito e la Pensione di Cittadinanza abbiamo cominciato a rimediare a problemi che erano stati ignorati per anni dai governi precedenti. In 10 anni la povertà in Italia era aumentata del 75%: noi abbiamo voluto aiutare proprio loro, gli ultimi, gli invisibili che lo Stato aveva dimenticato.

I dubbi e le perplessità rimangono, come sempre durante una fase di crisi di governo, e se per quota 100 e reddito di cittadinanza il futuro, almeno a breve termine, sembra stabilito, sono tutte quelle riforme ancora prive di consenso e attuazione, come il salario minimo e la tutela sui rider, a destare preoccupazioni.

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