Rider, arriva l’intesa Lega-M5s: cosa cambia dalla retribuzione all’assicurazione

Con l’intesa raggiunta dal governo Lega-M5s, i riders sembrano vicini all’adozione di una nuova normativa che gli garantirà copertura sanitaria e sicurezza retributiva.

Rider, arriva l'intesa Lega-M5s: cosa cambia dalla retribuzione all'assicurazione

Corrono da una parte all’altra della città, sfidando pioggia, vento e caldo torrido. Perché solo così si può guadagnare la giornata e portare a casa un’entrata. Questa l’istantanea dei riders italiani, i fattorini che trasformano gli ordini online in consegne a domicilio e che non conoscono festivi, weekend o notturni.

Ormai è passato più di un anno dall’insediamento del nuovo governo e quella che avrebbe dovuto essere la priorità della componente pentastellata, ovvero garantire una maggiore tutela agli oltre 10mila riders italiani, sembra aver finalmente trovato casa in una proposta di legge che tuteli i contratti dei lavoratori della gig economy.
Di seguito vediamo in che modo cambierà la retribuzione dei fattorini e quali saranno le principali novità.

Riders: chi sono e come lavorano

I riders vengono considerati al pari di un lavoratore autonomo, anche se in realtà non spetta a loro concordare la paga né tantomeno decidere in che modo gestire l’attività. Vanno dove li porta l’ordine.
Il datore di lavoro non è infatti l’esercizio ristorativo ma una piattaforma di food delivery: Deliveroo, Uber Eats, Just Eat o Glovo sono solo alcuni dei marchi più famosi che, grazie all’esercito su due ruote, riescono a soddisfare ordini 24 ore su 24.

Un rider ha così bisogno solo di due cose, buone gambe che lo portino da una parte all’altra della città e uno smartphone con cui rispondere alle consegne.

Quanto guadagna un rider?

Il guadagno del rider dipende dall’azienda per cui lavora e per cui effettua le consegne. Deliveroo, ad esempio, offre un contratto di collaborazione occasionale e la paga non rientra in alcuna categoria, né a cottimo né oraria. Questa prevede un incentivo minimo orario di una consegna e mezza di 7,50 euro lordi, applicata ai riders che accettano di fare consegne e pagata anche nel caso in cui non arrivassero ordini sulla piattaforma.

Una sorta di minimo garantito che fa però storcere il naso ai fattorini. Gli ordini minimi vengono infatti mutati con un garantito fisso, mentre il modello precedente prevedeva un fisso di 5,60 euro per ora di lavoro. In questo modo viene pagata l’inattività, a patto che non venga offerta alcuna corsa ai riders.

Il modello attuale prevede così 5 euro lordi a consegna, oppure per chi sceglie il dynamic free un compenso di 2 euro a consegna più 1 euro al ritiro.

Cosa cambia con il decreto

L’intesa M5s-Lega sulla questione ciclofattorini è cosa fatta. La nuova norma, come confermato dal vicepremier Luigi Di Maio, è pronta e dovrebbe entrare nel decreto sulle crisi aziendali.

La bozza normativa stabilisce prima di tutto livelli minimi di tutela. I riders vedranno infatti la stipulazione di un’assicurazione obbligatoria Inail contro infortuni e malattie. Sarà l’impresa titolare della piattaforma a dover compiere tutti gli adempimenti chiesti al datore di lavoro

La norma lavora anche sull’adeguamento retributivo optando per un mix tra cottimo e paga oraria. Come si legge nel documento i riders «possono essere retribuiti in base alle consegne effettuate, purché in misura non prevalente».
Inoltre sarà riconosciuta una retribuzione base oraria a patto che, per ogni ora lavorata, il rider accetti almeno una chiamata.

Infine, al ministero del Lavoro nascerà un Osservatorio permanente costituito sia dai datori di lavoro che dai lavoratori della food delivery dove si andranno a monitorare e verificare gli effetti delle nuove disposizioni. L’Osservatorio potrà contare sui dati di Inps, Inail e Istat e, in base all’andamento del mercato del lavoro, proporre revisioni. i componenti non riceveranno alcun compenso.

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