Pensione dopo cassa integrazione e Naspi: quando si apre la finestra?

Con la cassa integrazione e la successiva Naspi è possibile centrare i requisiti contributivi per accedere alla pensione anticipata?

Pensione dopo cassa integrazione e Naspi: quando si apre la finestra?

Per chi è vicino al raggiungimento dei requisiti contributivi di accesso alla pensione anticipata, sorge il dubbio che la cassa integrazione e la successiva Naspi non possano essere utili al pensionamento.

Rispondiamo ad una lettrice di Money.it che ci scrive:

“Ho 40 anni e 4 mesi ha fine settembre 2020 sono in cassa integrazione fino a ottobre poi si prevede il licenziamento a metà novembre vorrei sapere se con la disoccupazione riesco a raggiungere la pensione e quando mi si apre la finestra. Ho fatto richiesta dell’eco cert ma.ancora non ho ricevuto risposta finisco 60 anni a luglio 2020”

Pensione anticipata dopo Naspi

Durante la fruizione della cassa integrazione si accumulano, in ogni caso, contributi validi sia al diritto che alla misura della pensione. Ovviamente i contributi in questione sono più bassi rispetto a quelli derivanti dal lavoro effettivo ed in qualche modo nel calcolo della pensione possono essere anche penalizzanti (soprattutto nel calcolo della quota retributiva) ma permettono, in ogni caso, di sommare al contributi al proprio montante contributivo.

Se terminata la cassa integrazione la sua azienda provvederà al licenziamento avrà diritto a percepire la Naspi per la metà delle settimane di contributi versate nei precedenti 4 anni (se ha sempre lavorato, quindi, avrà diritto a 24 mesi di indennità di disoccupazione).

Durante la fruizione della Naspi, così come accade per la cassa integrazione, si ha diritto alla copertura figurativa per tutto il periodo.

Di fatto, quindi, se lei ha maturato, a settembre, 40 anni e 4 mesi di contributi a questi deve sommare i contributi per la cassa integrazione di ottobre ed i contributi figurativi derivanti dalla Naspi. Al raggiungimento dei 41 anni e 10 mesi di contribuzione maturata, essendo lei donna, potrà accedere alla pensione anticipata con decorrenza 3 mesi dopo.

Nei 3 mesi di finestra di attesa può continuare a fruire dell’indennità di disoccupazione chiedendo, poi, che la stessa venga interrotta alla decorrenza del trattamento pensionistico.

Se ha sempre lavorato negli ultimi 4 anni, con i contributi derivanti dall’indennità di disoccupazione potrà raggiungere agevolmente la pensione anticipata.

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