Naspi, quale lasso di tempo tra un contratto e l’altro per non perdere il diritto?

Lorenzo Rubini

14/05/2021

21/05/2021 - 11:11

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Se al termine di un lavoro non si percepisce la Naspi quale lasso di tempo deve intercorrere con il lavoro successivo per mantenere il diritto?

Naspi, quale lasso di tempo tra un contratto e l'altro per non perdere il diritto?

La Naspi spetta solo al lavoratore dipendente che perde involontariamente il rapporto di lavoro. Non spetta, quindi, in caso di dimissioni. Ma attenzione, i contributi versati durante l’attività dalla quale ci si è dimessi contano per la Naspi, ecco fino a quando.

Rispondiamo ad una lettrice di Money.it che ci scrive:

“Buongiorno
vorrei porle un quesito in merito alle dimissioni; se mi dimetto dopo 7 anni da un lavoro a tempo indeterminato non ho diritto alla Naspi pur rispettando 2 dei 3 requisiti richiesti. Se però dopo tre mese trovo un lavoro a tempo determinato al termine del contratto se non rinnovato posso richiedere la Naspi?
E soprattutto c’è un lasso di tempo massimo per essere riassunti a termine e beneficiare della naspi senza perderne il diritto?
Grazie mille”

Naspi e diritto dopo nuovo lavoro

Fermi restando i requisiti per avere diritto all’indennità di disoccupazione Naspi, che ricordiamo essere:

  • disoccupazione involontaria
  • 13 settimane di contributi accreditate nei 4 anni precedenti
  • 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti (non è richiesto di soddisfare questo requisito per gli eventi di disoccupazione che si sono verificati nel 2021)

Il calcolo dell’importo e della durata della Naspi si effettua sui contributi versati e sulle retribuzioni medie del quadriennio precedente la presentazione della domanda. Questo cosa significa? Che non solo l’ultimo contratto contribuisce alla durata e all’importo dell’indennità ma anche rapporti di lavoro precedenti.

Di fatto l’INPS eroga la Naspi per la metà delle settimane di contributi accreditate nel quadriennio precedente e sulla media delle retribuzioni sempre del quadriennio precedente.

Nella fattispecie che descrive, quindi, trovando un nuovo lavoro dopo le dimissioni da un contratto, al termine del nuovo lavoro se il contratto non verrà rinnovato si avrà diritto alla Naspi per una durata che terrà conto anche del rapporto di lavoro dal quale si sono presentate le dimissioni.

Per quanto riguarda la sua ultima domanda sul lasso di tempo: per non perdere il diritto alla disoccupazione derivante dal lavoro precedente, il nuovo lavoro deve essere trovato in tempi brevi poiché ogni mese che passa senza contribuzione abbasserà sia la durata che l’importo della Naspi spettante poiché i due elementi di basano sempre sui 4 anni precedenti, sia che si abbiano contributi da lavoro versati, sia che non si abbiano.

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