Naspi e collaborazione con ritenuta d’acconto: cosa succede?

Lorenzo Rubini

8 Giugno 2021 - 12:24

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Per il titolare di sussidio di disoccupazione sono previsti limiti di durata e importo per i redditi prodotti con lavoro autonomo e subordinato.

Naspi e collaborazione con ritenuta d'acconto: cosa succede?

La Naspi può essere mantenuta anche se si inizia una nuova attività lavorativa (non con contratto a tempo indeterminato, poiché in quel caso il sussidio decade), ma è necessario rispettare i limiti di reddito imposti dalla normativa di riferimento.

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Buongiorno. Io il 30 giugno avrò il termine del mio contratto di lavoro che poi mi riprenderà a settembre. Avevo una domanda da porvi. Nell’arco di quel tempo ferma, se decidessi di attivare la naspi per i mesi di luglio ed agosto, potrei intraprendere un lavoro con contratto in ritenuta d’acconto (a chiamata) percependo contemporaneamente la naspi senza problemi? Se si come mi verrebbe calcolata? Grazie.”

Naspi e ritenuta d’acconto

E’ bene chiarire che c’è una grossa differenza tra lavoro occasionale con ritenuta d’acconto e contratto di lavoro a chiamata.

La Naspi, infatti, è interamente cumulabile con lavoro occasionale con ritenuta d’acconto entro i 5000 euro l’anno così come previsto dall’articolo 54 bis del decreto legge numero 50 del 2017. Tali prestazioni lavorative, infatti, non incidono sullo stato di disoccupazione e pertanto è possibile svolgerle senza che esse vadano a diminuire l’importo del sussidio spettante.

In base, poi, a quanto previsto dalla circolare INPS numero 174 del 23 novembre 2017, entro i 5000 euro di reddito con ritenuta d’acconto per lavoro occasionale il titolare della Naspi non è tenuto neanche a dare comunicazione all’INPS dei compensi percepiti con l’attività occasionale.

Il contratto a chiamata, invece, si configura come lavoro intermittente e, solo nel caso non sia abbia obbligo di disponibilità, la Naspi viene interrotta solo nei giorni di lavoro prestato. Nei casi, invece, ci sia obbligo di disponibilità con l’erogazione dell’indennità di disponibilità occorre verificare il reddito che l’attività produce e solo se il guadagno è inferiore agli 8mila si mantiene la Naspi.

Di fatto, quindi, può in ogni caso richiedere la Naspi ed accettare il lavoro tenendo presente che se si tratta di lavoro occasionale che da luogo a guadagni inferiori ai 5mila euro non è tenuta a darne comunicazione all’INPS. Se si tratta di lavoro con contratto a chiamata, invece, dovrà comunicare all’INPS ogni giornata che lavora (per la quale è prevista la sospensione della Naspi).

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