Naspi con dimissioni per giusta causa: il caso dell’aspettativa non retribuita

Lorenzo Rubini

2 Aprile 2021 - 17:02

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Il lavoratore che si dimette per giusta causa ha diritto a percepire l’indennità di disoccupazione Naspi.

Naspi con dimissioni per giusta causa: il caso dell'aspettativa non retribuita

Il rapporto di lavoro è un contratto che può essere sciolto a scadenza, per licenziamento o per dimissioni del dipendente. Le dimissioni, però, sono dette per giusta causa quando il dipendente è “costretto” a presentarle perché determinate circostanze gli impediscono di portare avanti il rapporto di lavoro.

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Salve
L’azienda dove lavoravo a tempo indeterminato, a novembre ha perso l’appalto e per il divieto di licenziamento dovuto alle misure statali anti Covid e mi ha collocato (senza consultarmi) in «aspettativa Non Retribuita»
Di conseguenza da dicembre 2020 non percepisco stipendio e non posso fare Naspi perché il rapporto è ancora in essere, con il divieto di licenziamento (ultim’ora) prorogato fino a giugno...
Posso chiedere in questo caso le dimissioni per giusta causa e fare domanda Naspi?”

Domanda di Naspi con dimissioni per giusta causa

Una sentenza del 26 aprile 2011, la numero 9346, della Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile, stabilisce che il datore di lavoro non può collocare un dipendente in aspettativa non retribuita unilateralmente. Un comportamento di questo tipo, infatti, viola l’immodificabilità unilaterale del contratto di lavoro visto che il datore di lavoro sospende l’obbligo della retribuzione.

L’aspettativa non retribuita, infatti, può essere concessa solo quando a richiederla è il lavoratore stesso. Anche in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo l’eventuale sospensione del rapporto di lavoro deve essere concordata con il lavoratore e non imposta, soprattutto alla luce del fatto che il datore di lavoro può utilizzare gli ammortizzatori sociali per affrontare un periodo di carenza di lavoro.

Se il suo datore di lavoro, quindi, l’ha posta in aspettativa non retribuita senza il suo accordo ha compiuto un inadempimento contrattuale e questo prevede non solo che lei possa presentare dimissioni per giusta causa (potendo di fatto accedere anche alla Naspi) ma anche che ha diritto al risarcimento del danno causato.

Le conseguenze risarcitorie di un inadempimento contrattuale sono previste dall’articolo 1453 del Codice Civile e prevedono non solo il pagamento della retribuzione per il periodo di sospensione imposto, ma anche il versamento dei relativi contributi come se lei avesse lavorato.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

Argomenti

# Naspi

Iscriviti alla newsletter

Money Stories