NAspi, può richiederla chi è titolare di Partita Iva?

Lorenzo Rubini

7 Giugno 2021 - 11:54

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La Naspi, se si rispettano determinate condizioni, può essere richiesta anche dal dipendente che è anche titolare di Partita Iva.

NAspi, può richiederla chi è titolare di Partita Iva?

La Naspi è un sussidio di disoccupazione che viene riconosciuto al dipendente, sia a tempo determinato che a tempo indeterminato, che perde in modo involontario l’occupazione e che rispetti determinati requisiti contributivi.

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Buongiorno!
Sono dipendente di una ditta in crisi ormai da anni.
In seguito a questo anni fa ho aperto una partita IVA per una attività in proprio. Ora, può essere che allo sblocco dei licenziamenti, la ditta decida di ridurre il personale, appunto, licenziando qualche operaio.
In questa ottica vorrei sottoporvi queste domande:
1) È possibile accedere alla NASPI se al momento del licenziamento sono già in possesso di p.i. ?
2) È possibile riceverla anticipata anche con p.i. già avviata?
3) Il reddito da autonomo da non superare è di € 4800?
4) Il reddito presunto da lavoro autonomo è da comunicare solo per l’anno in corso o anche per il secondo anno?
5) Il reddito presunto: quando e come comunicarlo?
6) Cosa succede se supero il reddito?
Ringrazio anticipatamente! In attesa delle preziose risposte porgo cordiali saluti!”.

Naspi a titolare di partita IVA

Essere titolari di Partita IVA in sé non è ostativo per richiedere la Naspi. Se, quindi, il lavoratore dipendente ha anche partita IVA può richiedere la Naspi a patto che rispetti i limiti di reddito imposti per il lavoro autonomo in costanza di Naspi.

Il reddito da non superare nell’anno solare con il lavoro autonomo è di 4800 euro. Per quanto riguarda, invece, la comunicazione da presentare all’INPS sul reddito presunto è riferito all’anno solare in cui si richiede l’indennità di disoccupazione (l’anno successivo, poi, si dovrà presentare nuova comunicazione sul reddito presunto).

Il reddito presunto si comunica all’INPS con il modello Naspi Com e solitamente, va presentato per chi è già in possesso di Partita Iva contestualmente alla domanda di disoccupazione (o comunque entro 30 giorni dalla presentazione della domanda). Per gli anni successivi al primo di fruizione, invece, il reddito presunto va comunicato entro il 31 gennaio pena la sospensione del sussidio fino all’avvenuta comunicazione.

Se si supera, nell’anno solare, il reddito limite di 4800 euro il sussidio di disoccupazione decade. In ogni caso l’importo di Naspi spettate viene decurtato dell’80% dell’ammontare del reddito prodotto con lavoro autonomo.

Per il disoccupato che è titolare di Partita Iva è possibile richiedere la Naspi anticipata: la domanda di anticipo va presentata entro 30 giorni dalla presentazione di domanda Naspi. Richiedendo l’anticipo, in ogni caso, viene meno il limite di reddito da lavoro autonomo e si potrà fatturare qualsiasi importo nel corso dell’anno. Va però sottolineato che per tutta la durata dell’anticipo (fa fede la scadenza originaria della Naspi) non sarà possibile accettare contratto di lavoro subordinato pena la restituzione di tutto l’anticipo ricevuto.

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