Inizia una nuova era per i mercati finanziari. È tempo di global credit

Tommaso Scarpellini

20 Maggio 2023 - 07:37

Torna l’interesse per gli strumenti del «global credit» in prospettiva di un cambiamento economico strutturale. Cosa potrebbe significare questo per i mercati finanziari?

Inizia una nuova era per i mercati finanziari. È tempo di global credit

Rispetto agli ultimi 10 anni, l’economia dei Paesi occidentali ha subito un sostanziale cambiamento strutturale che, secondo alcuni rinomati analisti e investitori, potrebbe rappresentare l’inizio di una «nuova era» per i mercati finanziari.

Il repricing dei rendimenti delle obbligazioni societarie e governative modifica infatti sensibilmente la visione complessiva dei mercati, ampliando il book di scelte possibili per gli asset manager e investitori retail, alimentando le aspettative dei gestori riguardo una complessiva ridistribuzione dei capitali da parte degli operatori.

In questo scenario, gli strumenti del global credit diventano un’opzione interessante per i gestori di portafoglio, forse addirittura un’alternativa più intrigante allo stesso mercato azionario, componente centrale della maggior parte dei portafogli degli investitori dal 2010 a oggi.

Sale l’interesse per gli strumenti «global credit»

Gli investitori e gestori patrimoniali sono tornati a interessarsi a fondi che investono in investment grade oppure in high yield dei mercati avanzati ed emergenti, mantenendo un occhio di riguardo a tutti i subordinati finanziari e verso forme di flexible credit o alternative credit.

L’interesse per il mercato del global credit sembra essere sensibilmente aumentato rispetto a solo un anno fa, grazie all’aumento dei tassi d’interesse e un’inflazione più appiccicosa del previsto. Il termine «global credit» si riferisce a un ampio mercato di credito globale, che comprende un’ampia varietà di strumenti di credito come obbligazioni, prestiti, titoli di debito e altri strumenti di finanziamento.

Questi strumenti finanziari negli ultimi 10 anni sono stati poco apprezzati dal grande pubblico degli investitori, in quanto mostravano rendimenti poco allettanti. Adesso, però, il contesto macroeconomico sembra aver risvegliato l’interesse dormiente di buona parte dei gestori, i quali sono tornati a considerarli nelle proprie strategie di gestione del portafoglio.

Inizia una nuova era per i mercati finanziari?

La rigidità del mercato del lavoro e la crescita dei salari potrebbe rendere l’inflazione una componente più difficile del previsto da far abbassare. In questo scenario, sarebbe plausibile aspettarsi una lateralizzazione dei rendimenti, in attesa dell’inizio della tanto attesa contrazione economica.

Storicamente, questo scenario ha spesso incentivato all’acquisto di strumenti a reddito fisso, comportando un deflusso di capitali dal mercato azionario, a vantaggio di quello obbligazionario. Nonostante questo, il mercato azionario non sembra affatto risentire di questi «venti di cambiamento».

L’S&P 500 è cresciuto oltre il 5% da inizio anno, mentre l’Euro Stoxx 50 oltre il 10%, tornando addirittura in prossimità dei propri massimi del 2021. L’S&P equal-weighted invece mostra un andamento minore, evidenziando come, a far crescere le quotazioni degli indici, sia stato l’interesse degli investitori per le big cap.