Le grandi aziende europee stanno tornando a finanziare liquidità e capitale circolante con le commercial paper. Ecco cosa sono, come funzionano e perché il mercato europeo sta accelerando nel 2026.
Le grandi aziende europee stanno tornando a finanziarsi con le commercial paper. Dopo anni di dipendenza quasi totale dal credito bancario, molte società stanno riaprendo i canali sul mercato monetario per gestire liquidità e fabbisogni di cassa a brevissimo termine.
Per gruppi con rating elevato, raccogliere denaro direttamente dagli investitori istituzionali può oggi risultare più rapido e in alcuni casi anche meno costoso rispetto alle tradizionali linee bancarie.
A marzo 2026 Banca Ifis ha lanciato un nuovo programma da 1 miliardo di euro destinato agli investitori istituzionali. Terna continua a utilizzare emissioni a brevissima scadenza per ottimizzare la gestione finanziaria quotidiana e Cassa Depositi e Prestiti mantiene attivi i propri programmi di cambiali finanziarie negoziabili sul mercato istituzionale.
Negli ultimi mesi si sta muovendo anche Bruxelles. L’obiettivo è costruire in Europa un sistema della liquidità a breve termine più standardizzato e simile al modello americano, dove le commercial paper rappresentano da anni una delle principali fonti di raccolta per le grandi corporation.
Cosa sono le commercial paper
Assimilabile alla cambiale finanziaria, la commercial paper è uno strumento del mercato monetario utilizzato dalle imprese per raccogliere fondi nel breve termine.
Anche se spesso viene confusa con la polizza di credito commerciale, si tratta di uno strumento completamente diverso. La commercial paper è infatti stata introdotta in Italia proprio attraverso la disciplina delle cambiali finanziarie prevista dalla legge 43/1994.
Cambia soprattutto la natura dello strumento: la commercial paper è a tutti gli effetti un titolo di credito. Il documento rappresentativo è costituito da un pagherò cambiario non garantito emesso generalmente da società con elevata affidabilità finanziaria.
Le aziende la utilizzano soprattutto per finanziare esigenze operative di breve periodo, come gestione della liquidità, capitale circolante o fabbisogni temporanei di cassa, raccogliendo denaro direttamente dagli investitori istituzionali.
Negli Stati Uniti il mercato delle commercial paper è uno dei pilastri del finanziamento a breve termine delle grandi corporation. In Europa il settore è ancora piccolo e frammentato, ma negli ultimi anni la crescita delle emissioni sta accelerando.
Commercial paper: come funziona?
La commercial paper è uno strumento di finanziamento a breve termine utilizzato soprattutto da grandi imprese e gruppi bancari con elevata affidabilità finanziaria.
Questi strumenti vengono utilizzati soprattutto per finanziare esigenze operative immediate: capitale circolante, gestione della cassa o fabbisogni temporanei di breve periodo.
La durata può arrivare fino a 270 giorni, cioè circa 9 mesi, anche se nella pratica molte emissioni restano comprese tra 30 e 90 giorni.
L’investitore acquista il titolo e riceve il rimborso alla scadenza con il rendimento incorporato nell’operazione. Trattandosi di un titolo di credito non garantito, il rendimento riflette direttamente il rischio di credito dell’emittente: più il mercato considera solida la società, minore sarà il tasso richiesto dagli investitori.
Per le società con rating elevato questo tipo di raccolta può risultare più conveniente rispetto al credito bancario tradizionale, soprattutto sulle scadenze più brevi.
Proprio per questo, storicamente solo le imprese e le banche più grandi hanno utilizzato in modo continuativo le commercial paper, spesso ricorrendo direttamente ai mercati internazionali e in particolare a quello statunitense.
Tra i principali acquirenti ci sono fondi monetari, banche, assicurazioni e investitori istituzionali. I tagli elevati delle emissioni rendono invece questo mercato poco accessibile ai piccoli investitori retail.
Chi compra e come vengono collocate le commercial paper
Sul mercato internazionale le commercial paper vengono collocate principalmente presso investitori istituzionali. Tra i principali acquirenti ci sono fondi monetari, banche, assicurazioni, tesorerie aziendali e grandi operatori finanziari alla ricerca di strumenti a breve termine considerati relativamente sicuri e facilmente rinnovabili.
Essendo assimilabile alla cambiale finanziaria disciplinata dalla legge 43/1994, la commercial paper deve avere una durata compresa tra 3 e 12 mesi e un taglio minimo superiore a 51.645,69 euro. Anche per questo motivo il mercato resta quasi interamente riservato agli investitori professionali, lasciando fuori la maggior parte dei piccoli risparmiatori.
Il collocamento può avvenire direttamente tra emittente e investitore istituzionale oppure tramite banche e intermediari finanziari che distribuiscono i titoli sul mercato.
Nel 2026 la seconda modalità continua a essere la più utilizzata, soprattutto nei programmi di Euro Commercial Paper (ECP) gestiti dai grandi gruppi europei. In questi casi le banche operano spesso come dealer, occupandosi del collocamento presso investitori professionali e della gestione operativa delle emissioni.
La vendita diretta resta invece più frequente tra grandi istituzioni finanziarie o società con accesso molto consolidato ai mercati monetari internazionali, che preferiscono raccogliere liquidità senza l’intermediazione di altri operatori.
Le commercial paper non vengono emesse una sola volta. Le aziende aprono generalmente un plafond massimo all’interno del quale continuano a collocare titoli a brevissima scadenza che vengono rimborsati e rifinanziati continuamente in base alle esigenze di cassa e alle condizioni del mercato.
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