L’Euro Stoxx 50 raccoglie 50 grandi società dei Paesi dell’Eurozona, scelte tra le più capitalizzate dei principali settori, ed è l’indice azionario più seguito dell’area euro. Nel grafico compare con il simbolo STOXX50E.
Chi lo calcola e come
Lanciato il 26 febbraio 1998, è calcolato da STOXX, oggi parte di ISS STOXX, società del gruppo Deutsche Börse. Il peso dei titoli è proporzionale alla capitalizzazione del flottante, con un tetto del 10% per singola società. La revisione principale del paniere avviene ogni anno a settembre, con verifiche trimestrali. La versione di riferimento è quella di prezzo in euro, affiancata da varianti con dividendi reinvestiti e in altre valute.
L’indice è la base di ETF, prodotti strutturati e dei future FESX negoziati su Eurex, tra i derivati azionari più scambiati in Europa.
Francia e Germania in testa
Francia e Germania forniscono la maggior parte dei componenti e del peso, seguite da Paesi Bassi, Spagna e Italia. Tra i titoli più pesanti figurano ASML, SAP, LVMH, Siemens, TotalEnergies, Allianz, Schneider Electric, Sanofi e Airbus; la Spagna è rappresentata da Santander, Iberdrola e Inditex.
La presenza italiana è cambiata nel tempo: tra le società del nostro Paese nel paniere figurano Enel, Intesa Sanpaolo e UniCredit, rientrata dopo l’esclusione del 2016. Deutsche Bank invece non fa più parte dell’indice.
Cosa muove l’Euro Stoxx 50
La forte presenza di banche, assicurazioni, energia, lusso e semiconduttori lega l’indice alla politica monetaria della BCE, al prezzo del petrolio, alla domanda cinese per il lusso e al ciclo della tecnologia. Il cambio euro-dollaro influisce sugli utili dei gruppi più esposti alle esportazioni.