La settimana inizia nel migliore dei modi per le borse europee con un’apertura positiva per l’EU50. Nel frattempo, la spinta dei titoli dei produttori di chip, unita a quella del settore automobilistico, contribuisce all’apprezzamento dei mercati, mentre altri evidenziano alcune scadenze ed eventi che potrebbero ribaltare completamente il quadro borsistico questa settimana.
EU50: un inizio settimana positivo
L’indice borsistico europeo, Euro Stoxx 50, rappresentativo delle 50 società maggiormente capitalizzate d’Europa, apre la settimana con un buon rialzo. Nelle prime contrattazioni mattutine, registra una variazione positiva rispetto alla dubbiosa chiusura della scorsa settimana.
Buona parte del recupero è attribuita alla ripartenza delle azioni dei produttori di chip, dopo le buone prospettive di crescita dichiarate da Taiwan Semiconductor Manufacturer riguardo ai ricavi del 2024, che dovrebbero subire un forte incremento positivo grazie alla spinta dell’intelligenza artificiale. Questo ha determinato un aumento generalizzato del prezzo delle azioni del settore, che si è esteso poi al comparto dei titoli tecnologici.
Un’altra protagonista della mattinata di negoziazione è il comparto automobilistico, una componente particolarmente incisiva nella composizione dell’indice. Anche il settore del lusso, ampiamente penalizzato dalle pessime prospettive di crescita dell’anno, sembra aver registrato una buona performance negli ultimi giorni della scorsa settimana, posizionandosi bene anche in questa, con le azioni di Richemont in crescita del 10,4% dopo i dati promettenti sulle vendite in Cina. Insieme, anche il colosso LVMH chiude la fine settimana in positivo, creando buoni auspici per la nuova.
Buone performance si registrano anche fra i vari indici borsistici del continente, a differenza del nostro indice FTSE MIB 40, che sembra attualmente muoversi in territorio negativo.
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Grafico a candele settimanali dell'indice EU50. Fonte: teletrader.com
Quali eventi della settimana preoccupano i trader azionari europei?
Prima di tutto, l’indice relativo alla fiducia dei consumatori della zona euro sarà condiviso martedì 23 gennaio alle ore 16:00. In contemporanea negli Stati Uniti, sarà pubblicato l’indice Fed Richmond. In attesa anche dell’indice PMI di mercoledì 24 gennaio alle ore 10:00, relativo ai servizi, al composto e a quello manifatturiero. Tutti questi elementi rivestono un’importanza cruciale per stimare la probabilità legata alla prossima mossa delle banche centrali dei Paesi occidentali. Sulla base di tali indicatori, il mercato forma le proprie aspettative e, di conseguenza, il prezzo dei vari asset si muove.
Cosa appesantisce le quotazioni dei mercati europei?
Nella mente degli investitori continua a balenare il dato relativo al fatto che l’economia tedesca si è contratta dello 0,3% nel 2023 e secondo alcuni analisti, come quelli di ING, il 2024 sarà anch’esso un anno di contrazione. In contemporanea, una dissonanza importante: molti funzionari della BCE continuano a mostrarsi falchi e la stessa presidente Christine Lagarde non si è ancora sbilanciata affatto a favore di un ridimensionamento del tasso d’interesse. L’ultimo dato sull’IPC, non a caso, segnala un leggero aggravamento sul tasso d’inflazione, anche rispetto alle stime di consensus.