Incubatore di startup: cos’è e a cosa serve

Incubatore di startup: ecco cos’è e a cosa serve l’organizzazione che accelera e rende sistematico il processo di creazione di nuove imprese

Incubatore di startup: cos'è e a cosa serve

Quando si parla di startup e di innovazione non si può non parlare dell’incubatore di startup. Esso infatti da una parte accelera lo sviluppo economico di un territorio, dall’altra aumenta il tasso di sopravvivenza della startup e rappresenta un ponte tra le imprese innovative e le aziende.

Per dare una definizione ufficiale di incubatore di startup e quindi capire cos’è, bisogna affidarsi alle parole delle Commissione europea che spiega: “L’incubatore d’impresa è un’organizzazione che accelera e rende sistematico il processo di creazione di nuove imprese”.

Incubatore: a cosa serve?

L’incubatore d’impresa, ha molteplici funzioni e ha quindi il ruolo di aiutare le startup in diversi modi. Tra questi:

  • fornire una sede fisica ai nuovi imprenditori;
  • garantire agli imprenditori un finanziamento a fondo perduto;
  • inserirli in una rete sociale e imprenditoriale fertile e attiva;
  • fornirgli contatti e consulenze.

Bisogna anche ricordare che una startup può “vivere” all’interno di un incubatore per un periodo di tempo che solitamente non supera i 36 mesi.
Inoltre, va anche fatto una distinzione tra:

  • incubatori pubblici: che solitamente hanno come obiettivo quello di sostenere la strategia di innovazione e competitività di un Paese o di un’area geografica ben precisa;
  • incubatori privati: dove l’obiettivo economico si traduce nella partecipazione azionaria al capitale dell’impresa nascente, che sarà quindi remunerata attraverso l’exit, ossia la vendita delle quote dell’azienda.

Il 90% degli incubatori sono organizzazioni no profit

Lo studio “Gli incubatori d’impresa in Italia” della Banca d’Italia evidenzia che solitamente la loro natura è pubblica. Il 90% degli incubatori mondiali sono infatti organizzazioni no profit e quindi sostenuti sostanzialmente dalle risorse pubbliche.

In alcuni casi però gli incubatori sono gestiti secondo logiche imprenditoriali e i contributi pubblici sono integrati da fondi privati, oltre che dai proventi generati dai servizi di incubazione.

Anche se in minima parte, poi è possibile anche riscontrare l’esistenza di incubatori di startup totalmente finanziati da enti privati, soprattutto da grandi imprese high tech.

  • Non è quindi un caso se si possono riscontrare 4 categorie di incubatori:
  • Business Innovation Centres (BICs);
  • incubatori universitari;
  • incubatori privati indipendenti;
  • incubatori privati dipendenti da grandi imprese.

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