Il piano dell’Africa per il vaccino anti-Covid, scontro con le Big Pharma

Riccardo Lozzi

2 Agosto 2021 - 16:07

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Due aziende farmaceutiche sudafricane sono decise ad avviare un hub per la produzione di vaccini anti-Covid a mRNA nel continente africano, ma è scontro con le Big Pharma.

Il piano dell'Africa per il vaccino anti-Covid, scontro con le Big Pharma

L’Africa ha pronto un piano per riuscire a produrre in house un vaccino anti-Covid, per non dipendere più dalla distribuzione delle case farmaceutiche occidentali e, in futuro, riuscire a realizzare dei propri farmaci per combattere malattie endemiche come malaria, tubercolosi ed Ebola.

Un progetto ambizioso guidato da due società sudafricane, Afrigen Biologics e Biovac, le quali hanno manifestato la propria volontà di aprire un hub per consentire il trasferimento tecnologico dei nuovi vaccini mRNA, che rappresentano la vera innovazione sviluppata nella lotta contro il coronavirus.

Secondo gli esperti, infatti, l’utilizzo del cosiddetto RNA messaggero, avrebbe enormi potenziali per cure oltre il Covid-19, tra cui perfino HIV e contro i tumori. Se i Paesi africani potessero quindi sviluppare una produzione interna di questo nuovo genere di farmaci, si potrebbero ipotizzare scenari futuri positivi per l’intero continente.

Il programma è stato fortemente incoraggiato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la quale da tempo preme affinché si proceda con questo trasferimento tecnologico, ad esempio attraverso la sospensione dei brevetti. Tuttavia, una prospettiva di questo tipo sembra incontrare delle resistenze da parte delle Big Pharma.

Il piano dell’Africa per produrre il vaccino anti-Covid

L’opposizione da parte dei giganti del settore farmaceutico internazionale rischia di mettere in pericolo questi sviluppi, poiché senza un coinvolgimento attivo delle Big Pharma sarebbe molto difficile riuscire ad avviare il processo per la realizzazione interna dei vaccini anti-Covid a mRNA.

Moderna e Pfizer si sono trincerate negli ultimi mesi dietro alle motivazioni che, per procedere a un trasferimento delle proprie tecniche di produzione, sia necessario da parte delle aziende destinatarie assicurare standard molto elevati per quanto concerne la forza lavoro impiegata, i macchinari utilizzati e altre garanzie nei processi produttivi.

Per alcuni osservatori, però, queste sembrano essere delle giustificazioni messe in campo con l’obiettivo di non condividere una tecnologia appena coniata, che potrebbe avere uno sviluppo potenzialmente enorme per le nuove cure.

I motivi dello scontro con le Big Pharma

Un altro motivo attraverso cui le Big Pharma si starebbero opponendo al supporto per la creazione di questo hub è legato ai tempi, per cui si impiegherebbero tra i 12 e i 18 mesi per riuscire ad avviare una produzione a pieno regime.

In contrasto a queste ragioni, Petro Terblanche, Managing Director di Afrigen Biologics, oltre a sottolineare la necessità dei vaccini contro il coronavirus anche oltre tale orizzonte temporale per nuovi richiami e inoculazioni periodiche, nei suoi ultimi interventi pubblici ha insistito sui benefici per l’intera Africa di poter contare sulla tecnologia dell’RNA messaggero.

La stessa Terblanche, inoltre, ha affermato come il coinvolgimento dei colossi farmaceutici sarebbe importante nell’accelerazione dei processi, ma, al tempo stesso, ha dichiarato che “l’hub è pronto ad andare avanti senza di loro se necessario”.

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