Governo Meloni, i possibili ministri: da Salvini a Sgarbi, ecco il toto-nomi

Alessandro Cipolla

26 Settembre 2022 - 15:53

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I possibili ministri di un governo Meloni: non mancherebbero i tecnici, sfida tra Salvini e La Russa per il Senato mentre Sgarbi potrebbe tornare a guidare i Beni Culturali.

Governo Meloni, i possibili ministri: da Salvini a Sgarbi, ecco il toto-nomi

Come sarà un governo Meloni? Una domanda questa di grande attualità visti i risultati delle elezioni politiche: ampia maggioranza sia alla Camera sia al Senato per il centrodestra e Fratelli d’Italia primo partito con il 26% dei voti.

Un esito che automaticamente proietta Giorgia Meloni verso un incarico per formare il nuovo governo, anche la scelta spetterà al presidente Sergio Mattarella una volta che saranno terminate le consultazioni. Visto il particolare momento economico e sociale, il sentore è che si cercheranno di serrare i tempi per cercare di approvare la legge di Bilancio entro la fine dell’anno.

Meloni di recente più volte ha dichiarato di essere pronta per Palazzo Chigi, con il risultato del voto che rafforza questa sua candidatura. Prima delle elezioni, parlando da presidente del Consiglio in pectore, ha specificato poi ad Adnkronos che il suo potrebbe essere un governo politico con la presenza però anche di ministri tecnici.

Credo che Fratelli d’Italia e il centrodestra abbiano una classe dirigente perfettamente adeguata, credo che in alcuni casi si possono sicuramente valutare personalità nel campo dei conservatori che non sono state elette - ha spiegato Giorgia Meloni - Questo lo valuteremo in un secondo momento sulla base dei risultati elettorali. Dobbiamo trovare qualcosa di diverso rispetto a Toninelli…

Ma chi potrebbero essere i ministri di un governo di centrodestra guidato da Giorgia Meloni? Come da buona tradizione italica da settimane sono tanti i nomi che circolano a riguardo, ma non sarà facile per la numero uno di FdI accontentare i suoi due alleati Matteo Salvini e Silvio Berlusconi.

Governo Meloni: i ruoli per Salvini e Berlusconi

Alle elezioni politiche il centrodestra ha raccolto il 44% dei voti, con Fratelli d’Italia al 26%, la Lega al 9%, Forza Italia all’8 e Noi Moderati all’1%. Con questi numeri logico che la grande favorita per il ruolo di prossimo presidente del Consiglio è Giorgia Meloni.

I risultati così hanno rispecchiato i sondaggi della vigilia, tanto che nelle ultime settimane già si è fatto un gran parlare della composizione di un eventuale governo Meloni compreso l’immancabile toto-nomi per quelli che potrebbero essere i futuri ministri.

Se alla fine Mattarella dovesse affidare a Meloni l’incarico di formare il prossimo governo, la presidente di Fratelli d’Italia per prima cosa si troverebbe ad affrontare il nodo del ruolo da affidare a Matteo Salvini e Silvio Berlusconi.

Non è un mistero che Salvini gradirebbe molto un ritorno al Viminale ma, se dovessero sorgere dei problemi a riguardo, Meloni potrebbe offrire al leghista la poltrona della presidenza del Senato.

Silvio Berlusconi infatti si sarebbe tirato indietro per il ruolo di seconda carica dello Stato, con l’alternativa ai due leader che sarebbe quella di Ignazio La Russa mentre Vannia Gava, deputata del Carroccio ora sottosegretaria della Transizione Ecologica, dovrebbe succedere a Roberto Fico alla presidenza della Camera.

Berlusconi però, in qualità di probabile senatore più anziano tolti tre senatori a vita, potrebbe presiedere le prime sedute a Palazzo Madama proprio durante le votazioni per eleggere il presidente del Senato.

I possibili ministri del governo Meloni

Come spiegato da Giorgia Meloni, in un suo ipotetico governo ci sarebbe spazio anche per dei ministri tecnici che potrebbero occupare alcuni dei dicasteri chiave. La casella più importante ca va sans dire è quella del Mef, dove tutte le strade sembrerebbero portare a Fabio Panetta, attuale membro del comitato esecutivo della Bce.

Panetta però alla fine potrebbe scegliere di non traslocare dalla Bce, con i nomi alternativi che sarebbero quelli di Luigi Buttiglione e dei due ex ministri del Tesoro Giulio Tremonti e Domenico Siniscalco.

Altri ministeri riservati ai tecnici dovrebbero essere quello degli Esteri (in lizza i diplomatici Giulio Terzi di Sant’Agata e Stefano Pontecorvo) e quello della Salute (in pole Francesco Rocca, presidente della Croce Rossa Internazionale, ma c’è da registrare anche l’auto candidatura di Matteo Bassetti).

Possibile una riconferma di Roberto Cingolani alla Transizione Ecologica, mentre Guido Crosetto che non è candidato potrebbe avere il dicastero della Difesa. Se dovesse essere creato un ministero dell’Energia, a quel punto tutte le strade potrebbero portare al presidente del Milan Paolo Scaroni.

Per gli Interni in caso di mancato approdo di Matteo Salvini, il nome più caldo sarebbe quello dell’ex prefetto Giuseppe Pecoraro anche se appaiono in rialzo le quotazione dell’attuale numero uno meloniano del Copasir Adolfo Urso.

Gli altri ministeri di un eventuale governo Meloni dovrebbero essere invece tutti riservati ai politici. Maurizio Lupi, in rappresentanza di Noi Moderati, potrebbe avere così il delicato ministero del Lavoro, anche se ci potrebbe essere la concorrenza dell’onnipresente Guido Crosetto.

Altro candidato della lista Noi Moderati in odore di ministero è Vittorio Sgarbi, con il critico d’arte che potrebbe tornare ai Beni Culturali dove però ci sarebbe la concorrenza di Giulio Tremonti.

La Lega invece dovrebbe vedere riconfermati i ministri Giancarlo Giorgetti, Erika Stefani e Massimo Garavaglia, con l’aggiunta dell’Agricolutra a Riccardo Molinari e i Trasporti a Edoardo Rixi oltre al ritorno di Giulia Bongiorno alla Pubblica Amministrazione.

A Forza Italia invece dovrebbe spettare la vicepresidenza con Antonio Tajani, mentre avrebbero già un ministero assicurato Licia Ronzulli e Annamaria Bernini, due fedelissime di Silvio Berlusconi, con Paolo Barelli invece destinato allo Sport.

E Fratelli d’Italia? Giorgia Meloni potrebbe “accontentarsi” di Carlo Nordio alla Giustizia, Marcello Pera alle Riforme e Raffaele Fitto al Sud. Se dovesse nascere il ministero per il Mare, la sfida infine sarebbe tutta tra Francesco Lollobrigida e Giovanni Donzelli.

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