Chi è Carlo Nordio e qual è il suo ruolo nel centrodestra

Luna Luciano

12/09/2022

13/09/2022 - 11:09

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Carlo Nordio, l’ex-magistrato di Tangentopoli, scende in campo con FdI. Una decisione inaspettata dato che ha sempre negato una sua candidatura. Ecco chi è e quale sarà il suo ruolo nel centrodestra.

Chi è Carlo Nordio e qual è il suo ruolo nel centrodestra

Sicuramente uno dei colpi di scena di queste elezioni politiche 2022 è la discesa in campo di Carlo Nordio. L’ex-magistrato che ha fatto la storia, prendendo parte alle indagini di Tangentopoli, ha sempre dichiarato convintamente che non sarebbe mai e poi mai sceso nell’agone politico.

Ormai in pensione, l’ex-magistrato da sempre presentatosi come moderato liberale, è stato a lungo corteggiato dai partiti di centrodestra, ma solo Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, è riuscita a strappare quel “sì” dalle labbra di Nordio.

L’aspirante premier può quindi vantare nelle sue liste un nome di un tecnico colto e competente. Un’ottima risorsa, dato che è opinione comune che la giustizia resterà uno dei temi centrali del prossimo governo.

Anche per questo Nordio svolge un ruolo fondamentale all’interno della coalizione di centrodestra. Non solo. Sembra che Meloni abbia grandi progetti per il suo candidato.

Atlantista convinto, appassionato di letteratura e convinto antifascista, antinazista e anticomunista. Ecco tutto quello che c’è da sapere su Carlo Nordio: chi è e qual è il suo ruolo nel centrodestra.

Chi è Carlo Nordio: l’ex magistrato di Tangentopoli

Uno dei magistrati che ha fatto la storia italiana. Carlo Nordio, trevisano classe 1947, prima ancora di diventare un magistrato, nel 1967 ha preso la sua prima e unica tessera, quella del partito liberale. È poi diventato magistrato nel 1977, portando avanti una lunga carriera, ricca anche di inchieste giudiziarie importanti e “scomode”.

Nordio ha infatti preso parte all’inchiesta su Mani Pulite, e alle successive di Tangentopoli che portarono al crollo degli storici partiti della prima Repubblica. Non solo, Nordio, come ricorda il Corriere, negli anni Ottanta ha condotto diverse indagini sulle Brigate Rosse venete e sui sequestri di persona. La sua ultima e più importante inchiesta è quella sul Mose di Venezia, di cui è stato procuratore aggiunto fino al suo pensionamento nel 2017.

Nordio, che si è sempre rifiutato di entrare in politica ma mai di concedere una consulenza, è stato consulente della Commissione Parlamentare per il terrorismo. Ancora, l’ormai ex-magistrato è stato anche presidente della Commissione Ministeriale per la riforma del Codice penale durante il secondo governo Berlusconi.

Alla sua carriera da magistrato, Nordio ha affiancato l’amore per la lettura e scrittura, collaborando come giornalista pubblicista con diverse riviste giuridiche e quotidiani - tra tutte Il Messaggero. Anche scrittore di libri di storia, per due anni è stato anche presidente del Premio Campiello, uno dei riconoscimenti italiani più prestigiosi nel mondo dell’editoria. Inoltre, dal 2018 è membro del Cda della Fondazione Luigi Einaudi Onlus.

Chi è Carlo Nordio e qual è il suo ruolo nel centrodestra?

A oggi, come riporta Linkiesta, Carlo Nordio ricopre un ruolo importante all’interno del centrodestra, essendo l’autore del programma di politica giudiziaria della coalizione. Infatti, leggendo l’ultima parte del suo libro “Giustizia ultimo atto” è possibile ritrovare i punti che oggi sono parte del programma elettorale dell’alleanza per il settore giudiziario.

Nordio durante la sua lunga carriera ha sempre lucidamente evidenziato quelle che sono le carenze del sistema giudiziario italiano e non è un caso che all’interno del programma di destra si possano leggere punti come:

  • riforma della giustizia e dell’ordinamento giudiziario: separazione delle carriere e riforma del Csm;
  • riforma del processo civile e penale: giusto processo e ragionevole durata, efficientamento delle procedure, stop ai processi mediatici e diritto alla buona fama;
  • riforma del diritto penale: razionalizzazione delle pene e garanzia della loro effettività, riforma del diritto penale dell’economia, interventi di efficientamento su precetti e sanzioni penali.

Benché l’articolo di Linkiesta evidenzi alcuni punti ancora non chiari nel programma di Nordio, è importante comprendere come la giustizia, tema cruciale nella precedente legislatura, sarà probabilmente - se non di sicuro - di nuovo fondamentale per il prossimo governo, motivo per cui avere un regista come Nordio, che possa indicare le riforme da attuare, è veramente un asso nella manica.

Ma non finisce qui. Sembra infatti che Meloni veda Nordio come possibile prossimo ministro della Giustizia. Nel caso in cui la coalizione di centrodestra dovesse vincere le elezioni, è probabile quindi che vedremo Nordio scendere in campo per portare a termine delle riforme nel sistema giudiziario. Spesso, infatti, quando si parla del timore per un possibile ritorno del fascismo, Nordio è solito rispondere:

«Il fascismo vive ancora ma nei tribunali perché il Codice è firmato da Benito Mussolini e continua ad essere applicato. A chi sostiene che siamo sull’orlo del fascismo io dico: per toglierne le scorie liberiamoci da questo Codice».

Nordio intanto sembra non avere dubbi sulla sua scelta di scendere in campo, dichiarando, come riporta il Corriere, di non aver mai perso l’«odio per le dittature, nazifascismo e comunismo», concludendo che è significativo il fatto che Meloni apprezzi i suoi valori.

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