Forze Armate: il Capo di SMD parla di risorse, personale e ricongiungimento familiare (VIDEO)

Garantire il ricongiungimento familiare del personale militare è una priorità per il Capo di Stato Maggiore della Difesa, il gen. Enzo Vecciarelli.

Il nuovo Capo dello Stato Maggiore della Difesa, il generale Enzo Vecciarelli ha preso parte ad un’audizione di fronte alle Commissioni Difesa di Camera e Senato riunite congiuntamente.

Un incontro che è servito per fare il punto della situazione sul futuro delle Forze Armate, sia in campo internazionale che nazionale, e durante il quale il generale Enzo Vecciarelli ha parlato anche del delicato tema risorse per il comparto Difesa.

Della prima uscita del Capo di SMD è disponibile il video completo sul sito della Camera dei Deputati; di seguito trovate le dichiarazioni più importanti, mentre all’inizio dell’articolo vi è un estratto del video del suo intervento.

Prima di andare avanti è bene dire che i sindacati non si sono detti particolarmente soddisfatti per l’esito dell’incontro, poiché alcune risposte del Capo di SMD sono state descritte come deludenti. Lasciamo a voi la libertà di farvi un’opinione in merito; continuate a leggere per capire qual è il futuro che aspetta le Forze Armate italiane.

Gen. Enzo Vecciarelli: “Perché l’Italia non può abbassare lo stato di allerta

Il nuovo Capo di Stato Maggiore della Difesa nell’illustrare le sue linee programmatiche è partito spiegando la situazione dell’attuale quadro internazionale. In particolare c’è preoccupazione per:

  • minacce che provengono dalla Regione balcanica”;
  • perduranti processi di radicalizzazione islamista”;
  • crisi regionali”;
  • terrorismo internazionale e flussi migratori”.

Sempre in ambito internazionale c’è da segnalare l’aumento di influenza della Repubblica popolare cinese, non solo sul fronte finanziario e commerciale ma anche su quello militare.

Questo quadro di “allarme” - secondo le parole di Vecciarelli - è stato persino acuito dall’insorgere di alcuni fenomeni destabilizzanti di lungo periodo, quali ad esempio il cambiamento climatico, l’esplosione demografica e la scarsità di risorse.

È per questo motivo che l’Italia non può abbassare l’allerta e deve mantenere “alte e credibili” le capacità di difesa nel sistema integrato delle alleanza, tra le quali spicca quella con la NATO (ma non bisogna dimenticare quella con l’Unione Europea e con l’ONU per le questioni di sicurezza internazionale).

Il problema risorse nel comparto Difesa

Allo stesso tempo però Vecciarelli è d’accordo con coloro che ritengono che in Italia ci sia un problema risorse per il comparto Difesa. A tal proposito Vecciarelli ha descritto come un “tasto dolente” quello delle spese che lo Stato sostiene per la Difesa, tant’è che siamo molto lontani dalle medie di riferimento indicate dalla NATO e auspicate dall’Unione Europea.

Servirebbero più risorse per migliorare un comparto che oggi conta 14.000 militari, di cui 7.550 sono impiegati in patria mentre 6.500 all’estero (38 operazioni in 27 Paesi differenti). A differenza degli altri Paesi alleati - che stanno portando gli stanziamenti per la Difesa al 2% del PIL - l’Italia è ancora ferma all’1,15%, anche perché quest’anno il livello è rimasto pressoché invariato rispetto al 2018.

A tal proposito il Capo di SMD ha fatto chiarezza su come vengono utilizzate le risorse che ogni anno vengono stanziate per il comparto Difesa. Nel dettaglio, queste sono così distribuite:

  • 80% personale;
  • 10% esercizio;
  • 9% investimento.

Anche la distribuzione delle risorse, secondo Vecciarelli, non è soddisfacente per l’Italia visto che questa rappresenta l’evidente “insostenibilità funzionale del sistema a fronte di un riferimento internazionale” dove, generalmente, la spesa per il personale equivale solamente al 50% del costo totale, al quale si aggiunge un 25% ciascuno per esercizio e investimento.

Forze Armate: gli obiettivi per il personale militare

Nonostante non si sia soffermato sul tema delle retribuzioni del personale militare, il gen. Vecciarelli ha comunque parlato di alcuni aspetti che interessano gli appartenenti alle Forze Armate. Nel dettaglio, questo ha detto di puntare ad una “valorizzazione della condizione e della professionalità di tutte le categorie”, confrontandosi anche con le associazioni sindacali militari una volta che queste saranno pienamente operativi.

Nessuna parola, invece, per le associazioni sindacali civili - già esistenti e operanti - ma non ancora incontrate da Vecciarelli nonostante il suo mandato abbia avuto inizio già da 120 giorni.

Infine, il Capo di SMD ha detto di impegnarsi personalmente nel garantire i ricongiungimenti familiari dei militari (tema di cui recentemente ha parlato anche il Ministro della Difesa), nonché della messa a norma del parco infrastrutturale delle Forze Armate, così da prevedere anche delle aree di aggregazione per militari e familiari, con accessibilità anche al personale civile.

Senza trascurare la tutela della salute del personale militare, con la revisione delle indennità per coloro che si fanno male in servizio.

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