Il Fisco si ferma, ma solo per poco: tutte le tasse da pagare a giugno 2020

Uno stop temporaneo alle scadenze fiscali: il Fisco si ferma ad aprile e maggio, per riprendere la sua corsa a partire da giugno 2020, mese in cui si concentrano una serie di versamenti, tra imposte sui redditi, pace fiscale, e recupero di IVA, ritenute e contributi sospesi. Una mole di tasse da pagare.

Il Fisco si ferma, ma solo per poco: tutte le tasse da pagare a giugno 2020

Stop alle scadenze fiscali di aprile e maggio: se la proroga di IVA, ritenute e contributi consentirà alle partite IVA di respirare, c’è da mettere subito in conto la mole importante di tasse da pagare nel mese di giugno 2020.

Il Fisco si ferma solo per poco e, nonostante la drammatica situazione economica, busserà alle porte di imprese, professionisti e cittadini a partire dal mese di giugno. Questo è da sempre il mese delle tasse: tra imposte sui redditi (Irpef, Ires ed Irap) e IMU.

A giugno 2020 è fissato inoltre l’importante appuntamento con la pace fiscale: entro il 1° giugno bisognerà pagare due rate della rottamazione delle cartelle e la seconda rata del saldo e stralcio.

Ad un mese già impegnativo dal punto di vista delle tasse da pagare, si aggiunge la ripresa delle scadenze “sospese” dal Decreto Liquidità: il 30 giugno 2020 bisognerà pagare IVA, ritenute e contributi di aprile e maggio.

Il Fisco si ferma, ma solo per poco: tutte le tasse da pagare a giugno 2020. Si parte con la pace fiscale

La scadenza della pace fiscale sarà il primo importante appuntamento del mese di giugno 2020. Entro lunedì 1 sono chiamati alla cassa tutti coloro che hanno aderito alla rottamazione ter e al saldo e stralcio delle cartelle.

Sono ben 3 le rate in scadenza:

  • la rata della rottamazione ter del 28 febbraio;
  • la rata della rottamazione ter del 31 maggio che, cadendo di domenica, slitta al 1° giugno;
  • la rata del saldo e stralcio del 31 marzo.

Se la proroga delle scadenze prevista dal Decreto Cura Italia ha concesso un po’ di respiro alle famiglie, a giugno bisognerà mettere mano al portafoglio per versare quanto dovuto. Il primo salasso del mese, sul quale è stato lo stesso Senato a lanciare l’allarme: c’è il rischio che a causa della crisi economica molti contribuenti non riescano a pagare.

A giugno anche la scadenza dell’acconto IMU: si paga entro il 16

Il 16 giugno sarà il giorno del debutto per la nuova IMU, con la scadenza dell’acconto della tassa sulla casa, la prima rata dell’imposta che colpisce chi possiede una seconda abitazione o immobili di lusso.

Da quest’anno l’IMU si fonde con la TASI; una semplificazione che non determina una riduzione della somma dovuta. Il mese di giugno 2020 chiama quindi alla cassa i possessori di immobili diversi dalla prima casa, e c’è attesa per le scelte degli enti locali.

Questi, secondo quanto anticipato, potranno scegliere di prorogare la scadenza dell’IMU; alcuni Comuni hanno già disposto il differimento della data di pagamento. Scelte in ordine sparso, che mirano ad evitare un aggravio economico per famiglie ed imprese.

Il tax day del 30 giugno 2020: partite IVA alla cassa per Irpef, Ires ed Irap

Sono le scadenze di fine giugno a preoccupare di più imprese e non solo. Come ogni anno, entro il giorno 30 bisognerà pagare le tasse sui redditi.

L’esborso maggiore sarà per Irpef, Ires ed Irap: i titolari di partita IVA dovranno versare il saldo e la prima rata di acconto. Quest’ultima potrà essere pagata utilizzando il metodo previsionale di calcolo, che consente di tener conto di perdite di fatturato subite nel corso dell’anno.

Non saranno applicate sanzioni se lo scostamento tra quanto emerso dalla dichiarazione dei redditi 2020 e quanto pagato non sia superiore al 20%. Un’agevolazione, prevista dal Decreto Liquidità, che non elimina però la “chiamata alla cassa”.

Pur non escludendo nuove proroghe, per il momento la scadenza resta incardinata alla data del 30 giugno. Si può differire il versamento a luglio, pagando una maggiorazione dello 0,40%.

La scadenza del 30 giugno riguarda anche i lavoratori dipendenti ed i pensionati che hanno affittato immobili applicando la cedolare secca. Entro tale data bisognerà versare l’acconto, pari al 40% del totale dell’imposta, qualora l’importo complessivamente dovuto sia superiore a 257,52 euro.

IVA, ritenute e contributi di aprile e maggio: entro il 30 giugno pagamento a rate o in un’unica soluzione

La proroga delle scadenze fiscali di aprile e maggio è come un cane che si morde la coda: alla fine di giugno, mese già ricco di tasse da pagare, bisognerà regolarizzare IVA, ritenute fiscali e contributi sospesi.

Come previsto dal Decreto Liquidità, chi ha beneficiato della proroga bimestrale delle scadenze, è tenuto a pagare quanto dovuto entro il 30 giugno 2020, in un’unica soluzione o a rate.

Un vero e proprio salasso che mal si concilia con le difficoltà economiche del periodo. Anche a fronte delle segnalazioni da parte delle associazioni di categoria, non si esclude però un alleggerimento del carico fiscale del mese ed un nuovo rinvio delle scadenze.

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