Pace fiscale a rischio: per rottamazione e saldo e stralcio ingorgo di scadenze

Rottamazione e saldo e stralcio delle cartelle, ingorgo di scadenze fiscali il 1° giugno 2020. La pace fiscale è a rischio e per i contribuenti in crisi di liquidità si presenterà il problema di come pagare le rate oggetto di proroga. Un monito al Governo arriva dal Senato, e non si escludono ulteriori novità.

Pace fiscale a rischio: per rottamazione e saldo e stralcio ingorgo di scadenze

Pace fiscale a rischio: molti contribuenti avranno difficoltà a pagare le rate di rottamazione e saldo e stralcio entro la scadenza del 1° giugno 2020.

Dopo una sospensione temporanea, il 1° giugno 2020 sarà il grande giorno della pace fiscale, ma la proroga e l’accavallarsi delle scadenze mette in serio pericoli gli incassi stimati dall’Erario.

Il termine originario fissato dal Decreto economico n. 18 del 17 marzo 2020 è il 31 maggio che, cadendo di domenica, viene automaticamente differito al lunedì immediatamente successivo.

Stando a quanto previsto dal Decreto Cura Italia quindi, entro tale data sarà possibile regolarizzare la rata della rottamazione ter scaduta il 28 febbraio e pagare la seconda rata del saldo e stralcio delle carelle, prevista per il 31 marzo 2020.

La stessa data coincide inoltre con la scadenza della nuova rata della rottamazione delle cartelle.

Dal Senato arriva un chiaro monito al Governo: c’è il serio rischio che la crisi economica causata dal coronavirus impatti anche sulla definizione agevolata delle cartelle.

Pace fiscale a rischio: per rottamazione e saldo e stralcio ingorgo di scadenze il 1° giugno

Accanto alla possibilità di pagare la rata della rottamazione ter scaduta lo scorso 28 febbraio 2020, entro il 1° giugno bisognerà versare anche il rateo successivo della definizione agevolata.

Sempre il 1° giugno 2020, dopo la sospensione delle scadenze relative alle cartelle esattoriali, bisognerà eseguire il versamento della seconda rata del saldo e stralcio delle cartelle.

L’appuntamento interesserà migliaia di contribuenti che hanno aderito alla pace fiscale, e sarà fondamentale rispettare la scadenza: nel caso di mancato versamento delle rate è infatti prevista la decadenza dalla definizione agevolata.

Ed è a fronte di ciò che nelle note di lettura pubblicate dal Senato arriva un avvertimento circa le stime di incasso riportate dal Governo nella relazione tecnica:

“occorre chiarire se la RT abbia tenuto conto dei possibili riflessi del differimento della rata del 28 febbraio in ordine alle concrete possibilità di incasso del rateo successivo in relazione al quale è verosimile ipotizzare che almeno una parte significativa dei contribuenti ammessa al piano di rateazione possa avere difficoltà a corrispondere tutto il dovuto.”

Pace fiscale a rischio nel 2020. Il Senato avverte: molti contribuenti avranno difficoltà a pagare

L’inevitabile crisi economica causata dal coronavirus e dallo stand-by obbligato per molte imprese e dipendenti è un aspetto da valutare con particolare attenzione.

L’avvertimento del Senato in merito al rischio che molti contribuenti non riescano ad onorare i pagamenti della pace fiscale è uno degli aspetti che il Governo è chiamato a valutare attentamente.

Il pacchetto di misure introdotte per favorire la regolarizzazione dei debiti tributari avvantaggia non solo il contribuente, ma anche l’Erario. Gli incassi complessivi stimati per la rottamazione ter delle cartelle ammontano a 21 miliardi di euro; 6,5 quelli previsti invece per il saldo e stralcio delle cartelle.

Un tesoretto che rischia di essere intaccato dal coronavirus e dalle ricadute economiche causate dall’emergenza sanitaria.

Il Senato evidenzia, per quel che riguarda la rottamazione ter delle cartelle, che la proroga delle scadenze prevista dal Decreto Cura Italia è una sorta di boomerang: “le disposizioni in commento infatti non determinano lo slittamento di tutto il piano di rateazione ma della sola rata del mese di febbraio.”

Insomma, ci saranno più mesi per pagare, ma con quali soldi?

In termini di bilancio, si chiede al Governo di essere prudente sulle stime di incassi. In considerazione delle possibili difficoltà economiche di molti contribuenti si spera, invece, in una ridefinizione del piano di scadenze della pace fiscale.

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