Proroga scadenze fiscali nel decreto Rilancio: le novità sugli adempimenti

Proroga scadenze fiscali 2020, il decreto Rilancio ha spostato gli adempimenti e i versamenti di aprile e maggio al 16 settembre. Vediamo anche le novità relative alla pace fiscale e sui controlli dell’Agenzia delle Entrate.

Proroga scadenze fiscali nel decreto Rilancio: le novità sugli adempimenti

Proroga scadenze fiscali 2020, il decreto Rilancio porta con sé tante novità.

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 maggio, il provvedimento dà nuova forma al calendario fiscale dei prossimi mesi.

Le scadenze per il versamento di ritenute, contributi, IVA e non solo (ovvero i pagamenti sospesi per i mesi di aprile e maggio) vengono rinviati al 16 settembre 2020.

Potranno beneficiare della nuova proroga anche nuovi destinatari, come istituti di bellezza, servizi di pompe funebri e lavanderie.

Gli appuntamenti con la pace fiscale invece slittano al 31 agosto.

Pronta anche la cancellazione di saldo e acconto Irap 2020 prevista per il 30 giugno. Il taglio dell’imposta non riguarda quanto dovuto per il 2019.

Sono davvero tante le novità del decreto Rilancio: facciamo una panoramica delle nuove scadenze fiscali a cui dovremo adeguarci nei prossimi mesi, e che abbiamo semplificato nella seguente infografica.

Proroga scadenze fiscali nel decreto Rilancio: IVA, contributi e ritenute

Il decreto Rilancio contiene tantissime novità in merito alla proroga delle scadenze fiscali.

La prima proroga riguarda i versamenti sospesi per i mesi di aprile e maggio, con scadenza precedentemente rimandata al 30 giugno: la nuova data da segnare in rosso sul calendario è il 16 settembre.

Si tratta dei seguenti versamenti:

  • ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati;
  • trattenute relative all’addizionale regionale e comunale;
  • IVA;
  • contributi previdenziali e assistenziali;
  • premi per l’assicurazione obbligatoria.

Non cambiano i requisiti dei soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, o degli enti non commerciali, per poter usufruire di tale proroga, stabiliti dall’articolo 18 del decreto Liquidità:

  • soggetti con calo di fatturato
    • di almeno il 33% per ricavi/compensi sotto i 50 milioni;
    • di almeno il 50% sopra tale soglia;
  • soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno iniziato ad operare dal 1° aprile 2019.

I residenti delle 5 province più colpite dall’emergenza sanitaria (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza) usufruiscono della sospensione del versamento IVA se hanno subìto una riduzione del fatturato di almeno il 33% a prescindere dalla soglia di fatturato dei 50 milioni.

Il pagamento può essere effettuato in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o in 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020.

Non è previsto il rimborso di quanto già versato e non saranno applicati interessi e sanzioni.

Proroga scadenze fiscali, rinvio al 16 settembre anche per gli enti sportivi

In un primo momento, la bozza del decreto prevedeva una proroga molto specifica, riguardante il versamento di ritenute e contributi al 31 luglio ma solo per determinate categorie.

Il documento ufficiale invece prevede l’equiparazione delle date di scadenze, con il versamento di ritenute e contributi al 16 settembre anche per i seguenti soggetti, particolarmente colpiti dall’emergenza sanitaria:

  • federazioni sportive nazionali;
  • enti di promozione sportiva;
  • associazioni e società sportive, sia professionistiche che dilettantistiche.

Il termine di ripresa della sospensione è prorogato dal 30 giugno 2020 al 16 settembre 2020, con le medesime modalità di rateizzazione, ovvero 4 rate di pari importo a partire dal 16 settembre.

Rinvio scadenze fiscali: documenti IVA disponibili dal 2021

Nel decreto Rilancio è c’è anche il rinvio al 1° gennaio 2021 del processo sperimentale che prevede la predisposizione delle bozze dei registri IVA e delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA da parte dell’Agenzia delle Entrate.

L’avvio sperimentale del processo quindi riguarderà le operazioni IVA effettuate dal 1° gennaio del prossimo anno.

Tale modifica si rende necessaria in quanto le difficoltà legate alla situazione emergenziale comporterranno un ritardo nell’adozione del nuovo tracciato della fattura elettronica approvato con provvedimento del 28 febbraio 2020, nonché - in capo agli esercenti con volume d’affari inferiore a 400.000 euro - un probabile ritardo di adeguamento all’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi entro il termine del 1° luglio 2020.

Scadenze fiscali 2020, proroga procedura automatizzata di liquidazione dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche

Il decreto Rilancio prevede anche una proroga al 1° gennaio 2021 per la procedura di integrazione da parte dell’Agenzia delle Entrate dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche inviate tramite il Sistema di Interscambio che non recano l’annotazione di assolvimento dell’imposta.

La proroga è necessaria per evitare di introdurre una nuova procedura, che richiede aggiornamenti dei software gestionali e un confronto a distanza con le imprese sui dati elaborati dall’Agenzia delle Entrate, in un periodo in cui gli operatori economici già sono chiamati a fronteggiare l’emergenza epidemiologica.

Proroga scadenze fiscali del contenzioso tributario

Nel decreto Rilancio c’è spazio anche per i contenziosi col Fisco.

Il provvedimento prevede la rimessione in termini per i pagamenti in scadenza l’8 marzo 2020 e il giorno di entrata in vigore del decreto Rilancio.

La novità varrebbe anche per le rateazioni in corso, per le somme richieste tramite comunicazioni degli esiti di controllo, così come le comunicazioni degli esiti della liquidazione dei redditi soggetti a tassazione separata.

Inoltre, è prevista anche la sospensione dei pagamenti in scadenza tra l’entrata in vigore del decreto e il 31 maggio 2020.

I versamenti possono essere effettuati in un’unica soluzione entro settembre 2020 o in 5 rate mensili di pari importo, sempre a partire settembre 2020.

Sempre per dare maggiore liquidità a imprese e famiglie, è stata proposta anche la sospensione della compensazione tra credito d’imposta e debito iscritto a ruolo.

La norma proposta consente di effettuare i rimborsi nei confronti di tutti i contribuenti senza applicare la procedura di compensazione.

Decreto Rilancio: nuove date per pace fiscale e controlli dell’Agenzia delle Entrate

Novità nel decreto Rilancio anche per quanto riguarda la pace fiscale. I pagamenti previsti al 31 maggio della rottamazione ter e del saldo e stralcio delle cartelle in scadenza al 28 febbraio e al 31 marzo 2020 possono essere effettuati entro il 10 dicembre 2020.

A questo termine, però, non verranno applicati i cosiddetti “5 giorni di tolleranza”.

I pagamenti delle cartelle esattoriali sono invece sospesi fino al 31 agosto. Inoltre, è stata inserita una norma che prevede i controlli fiscali in due tempi, ovvero: il Fisco emette gli atti entro il prossimo 31 dicembre, ma la notifica al contribuente avverrà nel 2021.

Infine, la norma propone che per i piani di dilazione in essere alla data dell’8 marzo 2020 e ai provvedimenti di accoglimento emessi con riferimento alle richieste presentate fino al 31 agosto 2020, la decadenza del debitore dalle rateazioni accordate dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, si determina in caso di mancato pagamento di dieci, anziché cinque, rate, anche non consecutive.

Scadenze fiscali, proroga in materia di accisa

Nel decreto Rilancio vi è anche il differimento di alcuni adempimenti in materia di accisa, tramite delle modifiche al decreto Fiscale 2020.

Si tratta, in particolare, del differimento dell’efficacia di talune disposizioni che prevedono l’introduzione di nuovi e specifici adempimenti di forte impatto sia per l’Agenzia delle Entrate con riguardo all’approntamento e alla sperimentazione delle procedure telematiche, sia per gli operatori economici in merito all’organizzazione gestionale degli impianti.

Il Governo infatti ritiene che tali adempimenti, in relazione alla particolare situazione emergenziale dovuta alla pandemia, debbano essere rinviati per un limitato periodo di tempo.

Proroga scadenze fiscali aprile e maggio 2020: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

A fornire chiarimenti sulla proroga delle scadenze fiscali di aprile e maggio 2020 è la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 9/E del 13 aprile 2020.

Il calo del fatturato andrà determinato separatamente per ciascun mese:

  • per le scadenze di aprile bisognerà verificare la differenza tra marzo 2019 e 2020;
  • per le scadenze di maggio, invece, il calcolo andrà effettuato sul mese di aprile, verificando la percentuale di perdita tra 2019 e 2020.

Per quel che riguarda le operazioni da considerare, l’Agenzia delle Entrate specifica che dovrà essere considerata la data di effettuazione: per le fatture differite, quindi, bisognerà tener conto della data indicata nel documento di trasporto.

Circolare AdE n. 9 del 13 aprile 2020
Decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, recante “Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali”.

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1 commento

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daniele • 1 mese fa

Cosa cambia da Maggio a Giugno? Se qualcuno non ha possibilità di pagare in maggio perchè dovrebbe averla a Giugno? Per gli incassi fatti nel frattempo?!

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