Euribor, previsioni 2020: cosa aspettarsi sui mutui variabili

Il 2019 è stato l’anno in cui i tassi dei mutui sono scesi ai minimi storici. Quali sono le previsioni Euribor per il 2020?

Euribor, previsioni 2020: cosa aspettarsi sui mutui variabili

I tassi di interesse bancari sui mutui non sono mai stati così bassi. L’Euribor, che è già negativo dal 2015, è rimasto ampiamente sotto zero per tutto il 2019. E secondo tutte le previsioni resterà ai minimi storici anche nei prossimi anni. Vediamo quali saranno gli scenari sui mutui a tasso variabile e cosa aspettarsi nel 2020.

I tassi dei mutui sono scesi soprattutto in seguito alle decisioni della Banca centrale europea, che negli ultimi anni, come ha voluto dall’ex presidente Mario Draghi e come sembra verrà confermato anche per il prossimo periodo dalla nuova governatrice Christine Lagarde, ha mantenuto una politica monetaria rivolta a lasciare i tassi di interesse invariati ai minimi storici.

Previsioni Euribor: cosa aspettarsi nel 2020

L’Euribor è il parametro di riferimento dei mutui a tasso variabile che dal 2020 adotterà un nuovo sistema di calcolo per i nuovi contratti di mutuo e inizierà un periodo di transizione fino al 2022, quando tutti i mutui variabili ancorati all’Euribor utilizzeranno il nuovo calcolo.

Dalla riforma non dovrebbero esserci sorprese, già dalle prossime rilevazioni dell’indice. I tassi dei mutui, secondo tutte le previsioni, e in particolare basandosi sui futures sull’andamento dell’Euribor trimestrale, proiettano il parametro a livelli ancora molto bassi per i prossimi anni. Nel 2020, l’Euribor è previsto addirittura in leggero ribasso (-0,10%) rispetto all’attuale valore a causa di un possibile taglio dei tassi sui depositi presso la BCE, dall’attuale -0,50% ad un possibile -0,60%.

Oggi, la maggioranza dei mutuatari che sottoscrivono un mutuo o una surroga sceglie il tasso fisso, ma chi opta per il tasso variabile o ha già un contratto indicizzato potrebbe tranne un vantaggio grazie all’andamento dell’Euribor e dunque pagare meno interessi rispetto a chi ha un mutuo a rata costante. Infatti, l’Eurirs, il riferimento dei mutui a tasso fisso, dallo scorso agosto ha registrato un aumento di oltre mezzo punto percentuale.

Al contrario, l’Euribor si è mantenuto stabile. Oggi le scadenze mensili e trimestrali dell’indice sono rispettivamente pari a -0,44 e -0,39, con una media di circa -0,10 rispetto all’inizio del 2019.

Perché scegliere il tasso variabile nel 2020

Come detto, la politica monetaria della Banca centrale europea, che influenza direttamente l’andamento dei tassi bancari sui mutui, e in particolare l’Euribor, andrà nella direzione di mantenere invariata la linea tracciata da Mario Draghi, ovvero quella lasciare i tassi di riferimento agli attuali livelli, o inferiori, per tutto il tempo necessario o almeno fino a quando non verrà raggiunto il target di inflazione, poco sotto il 2%, come confermato dalla stessa Christine Lagarde.

Chi oggi sceglie un mutuo a tasso variabile ha dunque più probabilità di risparmiare sulla quota di interessi da restituire alla banca grazie al tasso di interesse più basso. A supportare questa opinione, basta confrontare gli indici Euribor e Eurirs degli ultimi 20 anni, periodo in cui solamente in pochi frangenti il parametro dei tassi fissi è stato più elevato. Chiaramente, rispetto al mutuo a tasso fisso, chi sottoscrive un mutuo a tasso variabile corre maggiori rischi perché la rata potrebbe subire un rialzo. Ma sulla base delle previsioni dei tassi, possiamo affermare che per un importo di mutuo relativamente basso, sotto i 100.000 euro e per durate non superiori ai 15 anni, il mutuo indicizzato all’Euribor potrebbe rivelarsi la mossa giusta.

Facciamo un esempio concreto. Sottoscrivendo un mutuo di 80.000 euro per 10 anni a tasso fisso, ipotizzando uno spread dell’1%, oggi avremmo un tasso finito dell’1,17% (ultima rilevazione IRS 10 anni 0,17) e una rata mensile di 706,75 euro con un totale da rimborsare negli anni di 84.810 euro.

Scegliendo un mutuo a tasso variabile, invece, la rata sarebbe pari a 685,66 euro (tasso 0,56 - Euribor 1 mese -0,44 + spread 1%) e il totale da rimborsare, nell’ipotesi in cui l’Euribor rimanesse invariato, sarebbe di 82.279 euro. In questo caso si avrebbe un risparmio di oltre 2.500 euro di interessi, che potrebbe ridursi in caso di aumento dell’Euribor.

Il mutuo a tasso variabile potrebbe non essere conveniente soltanto se l’Euribor dovesse salire di oltre 3 punti percentuali entro i primi anni di ammortamento del finanziamento, scenario considerato molto improbabile da ogni previsione.

Surroga mutuo: opportunità nel 2020

Il 2019 è stato un anno che ha registrato un forte incremento di surroghe a tasso fisso, soprattutto nella seconda parte dell’anno, quando tutte le scadenze dei tassi IRS hanno raggiunto livelli molto bassi. Il 2020, visto il trend dell’Eurirs in salita e viste le previsioni rassicuranti sull’Euribor, potrebbe essere l’anno della riscoperta delle surroghe a tasso variabile, soprattutto per chi ha un vecchio mutuo con un debito residuo basso e dunque, scegliendo un mutuo indicizzato, correrebbe un rischio decisamente inferiore e un vantaggio economico quasi certo.

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