Eni: in arrivo risarcimento di 2 miliardi di dollari dallo stato egiziano

Lo stato egiziano è stato condannato a risarcire la joint venture tra Naturgy Energy Group SA ed Eni per 2 miliardi di dollari. I dettagli

Eni: in arrivo risarcimento di 2 miliardi di dollari dallo stato egiziano

2 miliardi di dollari in arrivo dal Cairo per Eni.

È quanto stabilito dal Centro internazionale per il regolamento delle controversie relative ad investimenti (Icsid), organismo indipendente della Banca mondiale, che ha condannato il governo egiziano a pagare un risarcimento quantificabile in almeno 2 miliardi di dollari a Eni e la spagnola Naturgy Energy Group SA.

Le due società otterranno la cifra a seguito della mancata fornitura di gas all’impianto di Damietta, una circostanza - che risale al 2014 - considerata dall’ente un trattamento “ingiusto e privo di equità”, un mancato rispetto del trattato di protezione degli investimenti bilaterali del Paese con la Spagna.

Eni risarcito da Il Cairo: la vicenda

Eni e la società spagnola Naturgy si sono unite nel 2014 in una joint venture dal nome Union Fenosa Gas.

L’unione delle due realtà ha dato vita all’impianto di liquefazione di Damietta, detenuto al 50% dall’azienda spagnola e al 50% da quella italiana. Impianto che subisce però lo stop da parte del governo de Il Cairo vista la mancata fornitura di gas, che segue le carenze energetiche interne a seguito delle turbolenze politiche della primavera araba.

Lo stop causa la segnalazione da parte di Fenosa al Centro internazionale per il regolamento delle controversie relative ad investimenti e, dopo più di quattro anni, la condanna per aver causato la completa cessazione delle attività del centro.

Secondo diversi osservatori ci sono molte probabilità che i 2 miliardi di dollari vengano risarciti sotto forma di forniture di gas rinnovate a Damietta.
La stessa Union Fenosa Gas ha dichiarato che la cifra sarà utile a favorire il raggiungimento di un accordo per riprendere le forniture di gas all’impianto:

“Siamo fiduciosi di poter raggiungere un accordo che ristabilirà il valore di questo investimento attraverso un intesa di tipo commerciale, riprendendo le forniture di gas all’impianto”.

Lo stabilimento di liquefazione di Damietta era considerato strategico in ottica del trasporto del gas verso l’Europa e quindi anche verso l’Italia, e la sua eventuale riapertura potrebbe costituire un altro passo importante per Eni.

Il colosso gestito dal CEO Claudio Descalzi è reduce dagli ottimi risultati mostrati all’ultima trimestrale e dall’accordo con Snam, che porterà alla nascita di 220 impianti di rifornimento gas naturale e biometano nel Belpaese.

Eni - che è presente sul territorio egiziano dal 1954 - ha annunciato solo qualche giorno fa una scoperta a gas nel deserto occidentale, con un pozzo perforato a 30 chilometri a nord-ovest della concessione di Melehia.

Le azioni Eni viaggiano in rialzo dello 0,6% a quota 16,07 euro, reduci dal -2,75 degli ultimi sette giorni, dal -1,38% degli ultimi 30 giorni e dal +19,27% degli ultimi sei mesi.

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Argomenti:

Italia Egitto ENI

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