Il prezzo del petrolio cade, Eni e Enel seguono. Ecco i prezzi target

Tommaso Scarpellini

8 Settembre 2025 - 16:44

Il petrolio scende quando tutti lo vedevano in rialzo: a pagarne il prezzo Eni ed Enel. Ma quali sono i target tecnici da monitorare con attenzione?

Il prezzo del petrolio cade, Eni e Enel seguono. Ecco i prezzi target

Grandissima contraddizione di questo periodo: il petrolio in discesa. Ma non doveva crescere con l’introduzione delle limitazioni commerciali a seguito dei dazi?"

Apparentemente sì, eppure i mercati raccontano tutt’altro. Non è chiaro il nesso, se non ipotizzare che la dichiarazione di presunta illegalità dei dazi stessi stia creando shock volatili sul mercato del greggio. E, guarda caso, a rimetterci sono due dei colossi più osservati di Piazza Affari: Eni ed Enel.

La domanda sorge spontanea: quali target monitorare? E soprattutto: è l’inizio di una fase discendente per i due titoli, o solo un passaggio tecnico?

Materie prime: un mercato che detta le regole prima ancora che si scrivano

Chi conosce il mondo delle materie prime sa bene che queste anticipano spesso le dinamiche macro, fungendo da termometro dell’economia globale. Un quadro veloce aiuta a contestualizzare:

  • Oro: record assoluto, in forte crescita, trainato da dollaro debole e tagli tassi.
  • Argento: in forte crescita, sfrutta la doppia natura di metallo prezioso e industriale.
  • Rame: vicino ai massimi degli ultimi 5 mesi, sostenuto dalla ripresa Cina e dal dollaro in calo.

Petrolio: in controtendenza, oltre il -2.5% settimanale. La domanda globale rallenta, mentre le tensioni geopolitiche e le mosse dell’OPEC+ impediscono un crollo più profondo.

Notate anche voi la discrepanza? Le incertezze sul fronte tariffario non hanno spinto il petrolio verso l’alto come previsto, ma lo hanno affossato, colpendo a sorpresa gli azionisti delle società energetiche. In Italia il riflesso immediato si è visto su Eni ed Enel, entrambe in ribasso e ora in zone tecniche cruciali.

ENI: zona tattica sulla 50 giorni

Il titolo Eni si trova esattamente in appoggio sulla media mobile a 50 periodi (daily). Un livello che il mercato considera spartiacque tra consolidamento e possibile inversione.

ENI, 1D ENI, 1D Grafico a candele giornaliere di ENI. Fonte: baha.com

Se il supporto regge, sarebbe un potenziale segnale di forza.
Se invece la rottura sarà confermata, il prossimo target potrebbe essere €13,70, in corrispondenza della media mobile a 200 periodi.

Da notare che proprio su quei livelli l’RSI a 14 periodi andrebbe a toccare la zona dei 30 punti, tipico livello di ipervenduto e spesso preludio a reazioni speculative.

ENEL: segnali più deboli

Il quadro tecnico di Enel appare più fragile rispetto a Eni.
Il titolo ha rotto a ribasso sia la media a 21 che quella a 50 periodi, evidenziando pressione venditrice.

ENEL, 1D ENEL, 1D Grafico a candele giornaliere di ENEL. Fonte: baha.com

Attualmente sta tentando di risalire, ma lo fa testando le stesse medie dall’alto verso il basso: configurazione tipicamente bearish.

Dinamiche tecniche, ma non definitive

I target discussi restano puramente tecnici, e dunque influenzabili in maniera significativa dalle dinamiche politiche e tariffarie. Nel dettaglio, il settore energetico, e quello petrolifero in primis, è oggi più che mai esposto a variabili esogene, difficilmente prevedibili con i soli grafici.

Le prossime settimane saranno decisive per capire se il petrolio continuerà a sorprendere in negativo o se tornerà a interpretare il ruolo che storicamente gli compete nei cicli di mercato.

Argomenti

# ENI