1 titolo che sale e 1 che scende a Piazza Affari. Ecco quale e quando comprare

Claudia Cervi

28 Ottobre 2025 - 10:40

Conti trimestrali, banche centrali e volatilità alle stelle. Ecco due titoli di Piazza Affari sotto la lente.

1 titolo che sale e 1 che scende a Piazza Affari. Ecco quale e quando comprare

C’è fermento a Piazza Affari. I conti trimestrali pubblicati il 23 ottobre hanno acceso il listino: un titolo corre, un altro scende e il mercato osserva in bilico tra entusiasmo e cautela.

Il contesto, però, spiega molto più dei numeri. Dopo sette tagli consecutivi, la BCE ha tirato il freno: da giugno i tassi sono fermi, mentre Christine Lagarde osserva con cautela l’andamento dell’inflazione e una crescita europea ancora fragile. Dall’altra parte dell’oceano, la Fed difende il suo “soft landing”, sostenuta da un’economia americana che continua a stupire per la sua tenuta.

Il risultato è un mercato sospeso tra speranza e incertezza: la liquidità torna a circolare, ma la direzione non è chiara. E così, anche davanti a bilanci solidi o outlook deludenti, le reazioni non sono mai lineari. C’è chi compra, ma con prudenza. Chi vende, ma senza panico. In questa fase, più che mai, i numeri contano, ma è l’umore del mercato a dettare le regole.

1) Eni, il titolo che sale

A Piazza Affari il titolo Eni sulla carta sembra avere tutte le carte in regola per proseguire il rally. I conti trimestrali hanno superato le attese, con un utile netto adjusted di 1,25 miliardi di euro, ben oltre i 1,02 miliardi stimati dal consensus. Un segnale di forza in un periodo in cui molti big del settore energetico mostrano segni di rallentamento.

Grafico azioni Eni Grafico azioni Eni Fonte Tradingview

Il colosso guidato da Claudio Descalzi ha rilanciato il piano di buy-back, portandolo a 1,8 miliardi di euro, in aumento rispetto al programma precedente. Non solo, Eni ha rivisto al rialzo anche il target di produzione, ora a circa 1,72 milioni di barili al giorno, grazie a una crescita del 6% su base annua. Numeri che raccontano una realtà solida, capace di coniugare ritorni agli azionisti e capacità operativa in un contesto ancora volatile per il petrolio.

Il mercato sta premiando proprio questo equilibrio. Un business stabile, dividendi generosi, buy-back in crescita. Tuttavia, dopo il rally delle ultime settimane e i nuovi massimi toccati da aprile, la prudenza resta d’obbligo. Per chi investe con un orizzonte di 6-18 mesi, Eni può essere una buona candidata, ma meglio valutare un ingresso su un pull-back tecnico, cioè dopo una naturale correzione.

Comprare in corsa, quando il titolo è già “tirato”, rischia di ridurre lo spazio di guadagno e aumentare la vulnerabilità alle oscillazioni del petrolio o alle incertezze regolamentari sulla transizione energetica. E graficamente, a 15,90 c’è un’area di forte resistenza che rischia di frenare ogni ambizione di crescita.

Il messaggio è chiaro: “compra” Eni se credi nella solidità del business e puoi sopportare un po’ di volatilità, oppure attendi un piccolo storno per entrare a un prezzo più equo, per esempio sui supporti a 15,30 euro o più sotto in area 14.

2) STM, il titolo che scende

Sul fronte opposto, c’è un titolo che ha vissuto giorni difficili dopo aver deluso le attese. Si tratta di STM. I nuovi dati pubblicati il 23 ottobre parlano di ricavi in netto calo (-27,6% anno su anno) e margini sotto pressione, con gli analisti che hanno già rivisto al ribasso i target e i giudizi. Barclays, ad esempio, è scesa da 20 a 16 euro. Il ribasso in Borsa è stato immediato, con un crollo dell’11% in una sola seduta.

Grafico azioni STMI Grafico azioni STMI Fonte Tradingview

La volatilità implicita sulle opzioni è schizzata ai massimi degli ultimi mesi, segnale che il mercato non è convinto della direzione. In pratica, gli operatori non scommettono solo sulla discesa, ma si preparano a movimenti violenti in entrambe le direzioni. È il sintomo di un sentiment spaccato, dove paura e speculazione convivono nello stesso spazio.

Per gli investitori, è una fase da maneggiare con cura. Entrare ora equivale a muoversi su un terreno scivoloso con il rischio elevato di subire ulteriori ribassi. Anche il mercato delle opzioni in questo momento mette in evidenza dei forti supporti in area 21, poi più in basso a 19 euro circa.

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