Paura, guerra e petrolio alto spingono molti investitori a scommettere contro il mercato. Ma proprio questo eccesso di pessimismo potrebbe preparare il terreno per un violento short squeeze.
E se il prossimo movimento violento del mercato non fosse un crollo ma uno short squeeze gigantesco? In queste settimane la narrativa dominante è chiara. Guerra, petrolio alto, tensioni geopolitiche e paura di recessione. Tutto sembra suggerire che le borse debbano scendere.
Le notizie che dominano i titoli dei giornali finanziari sono quasi tutte orientate nella stessa direzione. L’aumento dei prezzi dell’energia viene interpretato come un rischio per l’inflazione. Le tensioni geopolitiche alimentano l’incertezza sugli scambi commerciali globali. Le banche centrali continuano a muoversi con cautela sul fronte dei tassi. In un contesto simile diventa naturale per molti investitori assumere una posizione prudente o addirittura ribassista. Eppure, proprio questo consenso ribassista potrebbe nascondere una dinamica molto più interessante. Quando troppi investitori sono posizionati nella stessa direzione, basta un piccolo movimento contrario per scatenare una reazione a catena capace di spingere i prezzi molto più in alto di quanto il mercato immagini oggi.
In altre parole, il rischio non è solo quello di un ribasso improvviso. Esiste anche la possibilità opposta. Un short squeeze alimentato proprio dall’eccesso di pessimismo accumulato nelle ultime settimane. [...]
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