Elezioni Stati Uniti 2020, la guida: candidati, sondaggi e regolamento

Negli Stati Uniti ha preso il via il lungo cammino verso le elezioni 2020: iniziate le primarie, con Trump che sembrerebbe non avere rivali tra i Repubblicani mentre tra i Democratici al momento in testa c’è il grande favorito Joe Biden.

Elezioni Stati Uniti 2020, la guida: candidati, sondaggi e regolamento

Entra nel vivo la complessa macchina delle elezioni negli Stati Uniti del 2020, con le primarie dei Repubblicani e dei Democratici che dopo il Super Tuesday sono ora nella loro fase più calda.

Dopo le scintille del 2016 e l’essere finito in stato di accusa per il caso Ucraina, il tycoon è ancora una volta “uno contro tutti” con i sondaggi che però da tempo sono preoccupanti specie adesso che l’emergenza coronavirus è arrivata che negli States.

Qui lo speciale sulle PRIMARIE USA 2020

Salvo clamorose sorprese, visto che è praticamente senza rivali nelle primarie sarà ancora Donald Trump a rappresentare i Repubblicani alle elezioni 2020. A riguardo il Presidente ha già lanciato la sua campagna elettorale, con tanto di nuovo slogan “Keep America great”.

Le primarie dei Democratici sono invece più aperte, con l’ex vicepresidente Joe Biden al momento in testa rispetto a Bernie Sanders e forte pure del sostegno di due candidati ritirati di peso come Michael Bloomberg e Pete Buttigieg.

ELEZIONI STATI UNITI 2020

La data negli Stati Uniti delle elezioni 2020

Negli Stati Uniti la data delle elezioni è una certezza. Fin dall’Ottocento infatti negli states si vota nel primo martedì dopo il primo lunedì di novembre, a differenza della maggioranza degli altri paesi dove invece le urne si aprono nei fine settimana.

Le prossime elezioni negli Usa quindi si terranno martedì 3 novembre 2020. Il perché di questa data fissa va ricercata nella storia rurale del paese, con novembre che andava a rappresentare il periodo ideale essendo incastonato tra la fine dei raccolti autunnali e l’inizio delle nevicate.

Per quanto riguarda la scelta del martedì, anche qui leggenda vuole che venne indicato questo giorno in quanto per i cristiani la domenica era il giorno da dedicare alle celebrazioni religiose.

Alla fine quindi si giunse al compromesso del primo martedì dopo il primo lunedì di novembre, anche per evitare che si potesse votare il 1° novembre che è un giorno festivo. I grandi elettori invece si riuniranno a dicembre 2020, mentre il futuro Presidente giurerà il 20 gennaio 2021.

La legge elettorale

Con le elezioni presidenziali negli Stati Uniti vengono eletti il presidente e il vicepresidente. Si tratta comunque di un sistema elettorale indiretto visto che i cittadini, alle urne, indicano quelli che saranno i grandi elettori che andranno a formare poi il Collegio Elettorale.

I singoli Stati quindi, ognuno con la propria legge elettorale, eleggono i 538 membri del Collegio Elettorale in un numero che varia a seconda della grandezza dello Stato. Nella maggior parte dei casi, si tratta di un sistema di voto a stampo maggioritario.

I grandi elettori saranno quelli che poi andranno materialmente a eleggere il Presidente. Questi votano a scrutinio segreto e senza vincolo di mandato, ma raramente alla fine esprimono un voto differente al candidato della lista per il quale sono stati nominati.

Quindi i cittadini americani il 3 novembre 2020 andranno a votare i grandi elettori che sono collegati alla lista di un candidato presidente. Saranno poi questi a votare a maggioranza assoluta il prossimo inquilino della Casa Bianca.

Candidati e risultati primarie

Anche se non è molto amato nel suo stesso partito, Donald Trump schivato l’impeachment non sembrerebbe avere rivali nelle primarie riguardanti il Partito Repubblicano visto che sulla sua strada c’è solo l’ex governatore del Massachusetts Bill Weld.

Risultati primarie Partito Repubblicano (assegnati 930 delegati su un totale di 2.552, maggioranza 1.276).

CandidatoRuoloDelegati
Bill Weld Ex governatore del Massachusetts 1
Donald Trump Presidente degli Stati Uniti 929

Nel Partito Democratico al momento sono rimasti quattro candidati in campo. Questi sono i risultati delle primarie del Partito Democratico (assegnati 1.038 delegati su un totale di 4.750, maggioranza 2.376).

CandidatoRuoloDelegati
Joe Biden Ex vice presidente con Obama 497
Michael Bloomberg* Ex sindaco di New York 64
Pete Buttigieg* Sindaco di South Bend (Indiana) 26
Tulsi Gabbard Deputata delle Hawaii 2
Amy Klobuchar* Senatrice del Minnesota 7
Bernie Sanders Senatore del Vermont 395
Elizabeth Warren* Senatrice del Massachusetts 47

*Candidati ritirati

Al momento in testa ci sarebbe Joe Biden che avrebbe un vantaggio di 102 delegati rispetto a Bernie Sanders, ma il cammino delle primarie è ancora lungo visto che le votazioni termineranno soltanto a giugno.

I sondaggi

Donald Trump ha evitato i rischi dell’impeachment ma sta comunque vedendo la sua popolarità negli ultimi mesi in forte calo, anche se i bookmakers continuano a dare il Presidente come il favorito alle prossime elezioni anche perché non si intravedono sfidanti forti tra i dem.

Alle Midterm Election del novembre 2018 i Repubblicani hanno comunque retto, anche se i Democratici hanno riconquistato la maggioranza della Camera mentre al Senato anche se di poco i numeri sorridono ancora al tycoon.

La partita delle elezioni 2020 comunque sarà di certo molto aperta. Guardando la mappa interattiva aggiornata costantemente dal sito 270towin.com, i Democratici sarebbero al momento in vantaggio.

Come si può vedere, saranno ancora gli Stati indecisi (quelli colorati di grigio) l’autentico ago della bilancia. In particolare la Florida con i suoi 29 grandi elettori da eleggere potrebbe essere di nuovo decisiva.

Per quanto riguarda le primarie dei Democratici, quelle dei Repubblicani non sembrano avere storia, la situazione dipinta da un sondaggio, realizzato dall’istituto Emerson tra il 16 e il 18 febbraio, quindi prima del Super Tuesday, ribaltava quella che è l’attuale “classifica”.

In testa ci sarebbe Bernie Sanders (29%) che avrebbe staccato Joe Biden (22%), Michael Bloomberg (14%) e Pete Buttigieg (8%) invece erano più staccati anche se adesso i due si sono ritirati.

Sempre un secondo sondaggio realizzato nello stesso periodo, farebbe emergere come nel testa a testa al momento Donald Trump vincerebbe contro tutti i candidati democratici tranne che con Bernie Sanders, anche se in tutti i casi i distacchi sarebbero minimi.

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