Ricordiamo che nel 2008 la caduta della Lehman Brothers aveva avviato un pessimo effetto domino che aveva portato ad una crisi economica globale. Oggi, con i leader della zona euro che arrancano nel tentativo di alleviare i timori di contagio del debito, i funzionari Usa che litigano sul soffitto del debito, e le nazioni BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) in procinto di un “surriscaldamento”, sembra che per l’economia mondiale il peggio debba ancora venire.
In effetti, un numero crescente di analisti (e non solo) crede che, singolarmente presi, alcuni di questi problemi potrebbe anche avere un impatto pesante come fu quello della crisi finanziaria del 2008!
Zona Euro
I fuochi (maledetti) continuano a divampare. I timori di contagio del debito stanno continuando a bruciare, senza che se ne possa intravedere la fine.
Le economie della zona euro hanno chiesto pacchetti di aiuti e salvataggio, mentre le agenzie di rating hanno seguitato a sentenziare, minacciare e rifiliare un downgrade dopo l’altro.
Purtroppo per i funzionari della zona euro, i problemi del debito della regione sembrano aumentra, invece che placarsi, nonostante i loro sforzi. Le posizioni di Spagna, Portogallo e Italia sono a rischio se la Grecia non supererà i suoi problemi di debito.
Stati Uniti
Un paio di settimane fa il segretario del Tesoro Tim Geithner aveva avvertito che se il Congresso non solleverà il suo soffitto (del debito), pari a 14.300 miliardi di dollari, entro il 2 agosto c’è una buona probabilità che gli Stati Uniti andranno in default, cosa che metterebbe il rating AAA del paese a rischio di declassamento. Immaginate le ripercussioni che potrebbero esserci sui mercati globali se il dollaro improvvisamente perdesse molto del suo valore!
Naturalmente, non si può parlare dei problemi negli Stati Uniti, senza considerare l’argomento delicato del mercato del lavoro. Non è forse di poche settimane fa il rapporto NFP in cui apparivano dati di gran lunga peggiori del previsto?
BRIC
Brasile, Russia, India e Cina sono pronte a sostiturisi alle solite potenze economiche, che appaiono ormai vecchie e prive di forza e ad aprire la strada alla crescita economica globale. Le loro economie sono in espansione, ma la rapida crescita del BRIC non è (e no sarà) certo priva di dolori.
Proprio a causa della veloce ascesa, gli investitori (con i loro carichi di fondi) hanno fatto scorrere in questi paesi un impressionante volume di denaro, in tempi estremanente rapidi. Il problema che ne potrebbe derivare è la formazione di bolle speculative, rischio da non sottovalutare in quanto creerebbe facilmente perturbzioni nei mercati e nell’economia. Quando una bolla di gomma da masticare scoppia in faccia è abbastanza fastidioso (e appiccicoso) ma quando una bolla speculativa si apre ed esplode, è un milione di volte peggio. Basta dare un’occhiata a quello che è successo con la bolla immobiliare statunitense.
E poi c’è il problema della rapida crescita dell’inflazione, causata anche dall’espansione insolitamente forte. L’inflazione potrebbe rappresentare una minaccia anche per la crescita.
La volontà di questi Paesi di alzare i tassi d’interesse ha causato un incremento delle rispettive valute e provocato una situazione di stallo nella crescita. E ’per questo motivo che molti credono che queste economie siano sul punto di un surriscaldamento.
Che cosa possiamo concludere da tutto questo?
Beh, che forse dovremmo aspettarci il peggio.
Il futuro è nuvoloso e dobbiamo stare attenti con i nostri trades a lungo termine. In pratica, a questo punto, l’unica cosa certa è l’incertezza. Ma non dobbiamo sentirci persi quando si tratta di trading. Dopo tutto, sappiamo tutti fin troppo bene come l’incertezza sia in grado di piegare le condizioni degli scambi in favore di valute rifugio quali il franco svizzero e lo yen giapponese.