ENI: guerra tra manager, De Scalzi querela Amara

Eni si scaglia contro gli avvocati Amara e Calafiore, rei di aver diffamato l’azienda nel corso delle deposizioni in merito al presunto depistaggio da parte che lo stesso Amara e Armanna avrebbero compiuto anni fa nell’ambito delle indagini sull’acquisizione del blocco Opl245 in Nigeria da parte di Eni e Shell

ENI: guerra tra manager, De Scalzi querela Amara

Si scaldano gli ambienti in Eni con l’amministratore delegato Claudio Descalzi sceso in prima persona in campo per querelare presso la Procura di Milano l’avvocato Piero Amara.

Secondo il top manager dell’azienda, Amara lo avrebbe diffamato nel corso della sua memoria difensiva sottoposta alla stessa Procura di Milano nel corso del procedimento relativo al presunto depistaggio che lo stesso Amara e Vincenzo Armanna avrebbero compiuto con il fine di sviare le indagini delle autorità inquirenti sull’acquisizione del blocco Opl245 in Nigeria da parte di Eni e Shell, operazione avvenuta diversi anni prima.

Scatta la guerra delle querele in Eni

Descalzi ha smentito in modo categorico le dichiarazioni di Amara, definendole «assolutamente prive di fondamento e ricche di contenuti diffamatori», si legge in una nota.

Eni ha assicurato che perseguirà con vigore e in ogni sede opportuna la tutela della propria reputazione nei confronti di chiunque, «sia che abbia già confessato un proprio coinvolgimento, sia che altrimenti risulti responsabile di eventuali condotte censurabili che si potranno evincere a esito dalla conclusione delle attività di indagine in corso o dagli accertamenti interni in itinere ed ha già da tempo agito ed operato conseguentemente (e continuerà a farlo) presso ogni opportuna sede».

Nel mirino di Eni e del suo amministratore delegato anche le dichiarazioni rese il 2 luglio scorso dall’avvocato Giuseppe Calafiore presso la Procura di Milano e pubblicate il 13 luglio da una testata giornalistica nazionale.

In merito a queste ultime illazioni è sceso in campo anche Claudio Granata, Chief services & stakeholder relations officer della società, che ha sporto denuncia per calunnia presso la Procura di Milano nei confronti degli avvocati Calafiore e Amara, e per diffamazione aggravata nei confronti di Vincenzo Armanna.

Secondo il denunciante le affermazioni avanzate dai tre soggetti denunciati, volte a configurare gravi accuse di reato, sono state a più riprese smentite dai diretti interessati poiché riportano circostanze false e per di più prive di qualsiasi logica e fondamento.

Eni, inoltre, ha contestualmente esposto ai magistrati che indagano sulla vicenda l’ipotesi di valutazione della sussistenza degli estremi per concorso in truffa ai danni di Eni da parte di Francesco Mazzagatti, azionista ed amministratore del gruppo Napag, che ha posto in essere «quantomeno una truffa contrattuale ai danni di Eni nell’ambito della nota vicenda White Moon, e dell’Avvocato Piero Amara, che dal verbale reso come persona informata dei fatti dall’ex dipendente Eni Salvatore Carollo, risulta comproprietario della stessa società».

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