Covid, scoperta nuova variante bretone in Francia: potrebbe sfuggire ai test

Martino Grassi

16 Marzo 2021 - 10:57

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Anche in Francia è stata individuata una nuova variante di Covid. La scopertà è stata fatta dall’ospedale di Lannion, nella Côtes-d’Armor, in Bretagna. Al momento sembra che questo ceppo non presenti una maggiore trasmissibilità o pericolosità rispetto al virus originale, ma potrebbe sfuggire ai test.

Covid, scoperta nuova variante bretone in Francia: potrebbe sfuggire ai test

Anche in Francia è stata individuata una nuova variante di coronavirus. L’annuncio arriva dalla direzione generale della Salute (DGS) che al momento è al lavoro per capire quale sia il grado di trasmissibilità e aggressività del nuovo ceppo.

Il sequenziamento del nuovo ceppo è stato svolto dopo lo scoppio di un focolaio nell’ospedale Lannion, nel nord-ovest del Paese, dove sono stati individuati 79 casi, di cui 8 con la nuova variante, ha precisato il ministero della Salute. Secondo quanto riferito dalle autorità, diversi pazienti che mostravano i sintomi tipici del Covid non sono risultati positivi ai test molecolari effettuati.

Covid, scoperta nuova variante bretone in Francia

Alla lista delle nuove varianti di Covid si aggiunge anche quella bretone, identificata in Francia. Il nuovo ceppo è stato classificato nella categoria da monitorare, ossia quella famiglia in cui sono comprese la maggior parte delle nuove mutazioni comparse, e di cui solo una piccolissima parte finisce per creare dei reali problemi alla salute pubblica, come nel caso in cui si dimostrassero essere più trasmissibili.

Le autorità sanitarie hanno rilevato per la prima volta diversi casi di pazienti con i sintomi del Covid in Bretagna, “collegati a un cluster” ma con test PCR negativi, questo potrebbe far pensare che il nuovo ceppo sia in grado di sfuggire ai test, rendendo più difficile l’identificazione dei soggetti asintomatici.

Il 13 marzo, sono stati identificati 79 casi sono stati identificati nell’ospedale Lannion, nel nord-ovest del Paese, compresi 8 casi portatori della variante, confermati dal sequenziamento. Le analisi sono state svolte dall’Istituto Pasteur e hanno rivelato “una nuova variante che porta nove mutazioni nella regione che codifica per la proteina S ma anche in altre regioni virali”, ha fatto sapere il DGS in un messaggio agli operatori sanitari.

La nuova variante non sembra essere più aggressiva

“Una valutazione è in corso per determinare il possibile impatto di questi cambiamenti genetici su una mancanza di riconoscimento da parte dei test virologici che porta alla sotto-diagnosi”, dalle prime analisi comunque non è possibile stabilire se questa mutazione è più aggressiva o trasmissibile rispetto al virus storico, ha precisato il DGS.

Va comunque precisato che la comparsa di nuove varianti del virus è un processo naturale, dal momento che i virus acquisiscono nel corso del tempo delle mutazioni per poter garantirsi la sopravvivenza. Al momento sono solo 3 le varianti che fanno più paura, ossia quella inglese, brasiliana e quella sudafricana. Allo stesso tempo, c’è una seconda categoria di varianti, monitorate dalla comunità scientifica internazionale per le loro caratteristiche genetiche potenzialmente problematiche, ma che continuano a circolare solo su scala ridotta.

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