Covid, è come lo scorso anno: quando potrebbe riaprire tutto?

Antonio Cosenza

23/03/2021

23/03/2021 - 10:20

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Covid: terza ondata simile alla prima, almeno per quanto riguarda la situazione negli ospedali. Ecco quanto bisognerà attendere per le prime riaperture.

Covid, è come lo scorso anno: quando potrebbe riaprire tutto?

Covid: un anno dopo è impossibile non notare dei parallelismi tra la situazione attuale e quella di dodici mesi fa. Il 23 marzo 2020 l’Italia era in pieno lockdown e negli ospedali il numero dei ricoverati era in crescita costante.

È inutile fare un confronto con il numeri dei contagiati in quanto allora si facevano molti meno tamponi rispetto ad oggi. Possiamo analizzare, però, la situazione negli ospedali, dove il 23 marzo 2021 c’erano 20.692 pazienti ricoverati con sintomi, di cui 3.204 in terapia intensiva. Numeri molto simili a quelli di ieri, con il bollettino del 22 marzo che ci dice che negli ospedali ci sono 28.049 persone con sintomatologia da Covid, di cui 3.510 pazienti ricoverati in terapia intensiva.

Ci sono, quindi, diverse analogie tra la prima e la terza ondata, anche in merito alla stagionalità della pandemia. Si spera, infatti, che presto arriverà il picco della curva (che in molte Regioni sembra già essere passato) e che da allora il Governo possa pensare ad un piano di riaperture come fatto lo scorso anno.

Covid: quando riapre tutto? Come andò lo scorso anno

C’è una novità notevole, però, tra lo scorso anno e la situazione attuale. Allora l’Italia era tutta in lockdown, mentre oggi si è deciso di adottare un sistema per fasce di colore che prevede penalizzazioni a seconda dello stato di rischio di ogni territorio.

Ci saranno, quindi, delle Regioni in cui si aprirà prima e in altre dopo: basti pensare che oggi ci sono delle zone in cui tutte le scuole sono aperte, mentre l’anno scorso tutti gli studenti erano a casa per rientrare poi solamente a settembre. Questa volta non andrà così: non appena i dati miglioreranno verrà permesso anche alle scuole in zona rossa di riaprire, come spiegato dal Ministro per le pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti.

Lo stesso vale per bar e ristoranti i quali potranno riaprire, ma solo fino alle 18:00, nelle Regioni che passeranno in zona gialla.

Sono diverse però le riaperture attese dagli italiani. Ad esempio, c’è curiosità di sapere quando verrà meno il coprifuoco, come pure su quando bar e ristoranti potranno riaprire anche di sera. E attendono di avere il via libera anche palestre, piscine, cinema e teatri. Per non parlare poi della possibilità di spostarsi nuovamente tra Regioni.

Come andò lo scorso anno? Una volta certificato un miglioramento dei dati il Governo definì un piano di riaperture che, per gradi, portò ad una ripresa totale delle attività in prossimità dell’estate.

Il lockdown durò fino al 18 maggio, data di inizio della cosiddetta fase due. A partire da questa data furono autorizzati nuovamente gli spostamenti, senza limitazione alcuna, delle persone all’interno del territorio della stessa Regione. Dal 3 giugno 2020 vennero poi autorizzati anche gli spostamenti tra Regioni.

Sempre dal 18 maggio ci fu la ripresa, senza limiti ma nel rispetto di linee guida, di attività come ristoranti, bar, parrucchieri, centri estetici, musei e negozi di vario tipo. Piccolo rinvio, invece, per le palestre, alle quali venne permesso di ripartire solamente dal 25 maggio.

Covid: quando riaprirà tutto?

Questo non significa che anche quest’anno andrà così. Anzi, sembra che intenzione del Governo Draghi sia di riaprire già nel mese di aprile, ma non tutto.

Per la fine del coprifuoco, come pure per gli spostamenti tra Regioni, è molto probabile che si aspetterà effettivamente fino a maggio, in quanto ad oggi non sembrano esserci le condizioni per un’imminente riapertura. Tutto, comunque, dipenderà dall’andamento della pandemia, con l’Italia che questa volta potrà contare sulla campagna vaccinazione.

Il 18 maggio 2020 i ricoverati con Covid erano 10.207, di cui 749 in terapia intensiva; la speranza è che una volta che anche nella terza ondata si tornerà a questi numeri si potrà pensare ad una ripresa totale delle attività, senza limiti sugli spostamenti, e che tutto ciò possa succedere in anticipo rispetto allo scorso anno.

Argomenti

# Italia

Iscriviti alla newsletter

Money Stories