Covid, perché in Russia è nuovo record di morti e contagi?

Fiammetta Rubini

30 Giugno 2021 - 11:31

condividi

Impressionano i dati sulla nuova ondata di Covid-19 in Russia dovuta alla variante Delta. Ma i motivi alla base del boom di morti e contagi sono tutt’altro che scontati.

Covid, perché in Russia è nuovo record di morti e contagi?

Da metà giugno la Russia è alle prese con una nuova impennata di casi Covid-19, con una media di 600 morti al giorno nell’ultima settimana.

Martedì il paese ha registrato 652 decessi, numero record di mortalità dallo scorso 24 dicembre, quando l’epidemia ha raggiunto il culmine in Russia con 635 morti in un giorno. Nelle ultime 24 ore i casi di infezione registrati sono 20.616, per un totale di quasi 5,5 milioni dall’inizio della pandemia (quinto Paese per tasso di contagio nel mondo).

Vista la situazione, Mosca, epicentro della nuova ondata insieme a San Pietroburgo, ha imposto l’obbligo di green pass anche per entrare in locali e ristoranti e di vaccino per alcune categorie di lavoratori.

Secondo le autorità sanitarie il boom di infezioni è legato alla circolazione della variante Delta altamente contagiosa e a una campagna vaccinale fallimentare che procede a rilento. Proprio per questo la Russia è diventata un caso: è stata infatti la prima ad approvare la somministrazione del vaccino, quasi un anno fa, ma ciò non l’ha messa al riparo dalla nuova ondata. Ecco spiegati i motivi.

Covid Russia: perché è boom di morti e contagi

La variante Delta corre in tutto il mondo, e secondo le stime degli esperti, entro fine agosto rappresenterà il 90% dei casi Covid-19. I casi, dicono gli esperti, sono in aumento tra i non vaccinati.

In Russia c’è stata una scarsa adesione alla campagna vaccinale e il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha ammesso che non verrà raggiunto l’obiettivo di immunizzare il 60% della popolazione prima dell’inizio dell’autunno.

Secondo un sondaggio del Levada Center condotto ad aprile il 62% dei russi non vuole il vaccino e il 56% non ha paura di contrarre il virus. Ciò è sorprendente se pensiamo che lo Sputnik V è stato il primo vaccino anti Covid-19 registrato al mondo. Ma la Russia resta ampiamente sottovaccinata. Solo il 13% dei russi ha ricevuto entrambe le dosi del vaccino, e nel frattempo la variante Delta e la variante Delta Plus - più infettive del 60% rispetto alla variante Alpha - colpiscono sempre più persone.

Lunedì sono stati confermati 21.650 casi, il numero più alto da gennaio. La situazione è particolarmente allarmante nelle grandi città: più di un terzo dei casi si registra a Mosca, dove è stato raggiunto il record di 124 nuovi decessi, seguita da San Pietroburgo con 110 decessi. Qui, nonostante la situazione critica, il 25 giugno si è tenuto un evento considerato super diffusore: decine di migliaia di persone di tutte le età, la maggior parte senza mascherina, si sono unite agli studenti delle scuole superiori per i festeggiamenti di diploma.

San Pietroburgo ha ospitato sei partite di Euro 2020 e venerdì ospiterà un quarto di finale, con un numero di spettatori dimezzato ma ancora superiore a 26.000 persone.

Perché i russi non si vaccinano?

Non è solo un problema di scarsa capacità di produzione del vaccino, ma anche la scarsa propensione dei cittadini russi a vaccinarsi. Secondo diversi esperti lo scetticismo verso il vaccino non avrebbe a che fare con ragioni no-vax, o almeno non solo, ma sarebbe un segno di protesta contro il governo e la propaganda nazionalistica. Sabotando il vaccino russo si esprimerebbe quindi la propria sfiducia nei confronti del presidente e delle autorità.

Vaccino Sputnik e variante Delta

Stando alle dichiarazioni ufficiali dell’Istituto Gamaleya che lo ha sviluppato, il vaccino Sputnik è efficace al 90% circa contro la variante Delta. Ma non ci sono altri dati che confermano l’affermazione: non si sa se per efficacia ci si riferisce alla protezione dal contagio o al rischio di ricovero, non ci sono dettagli sugli studi condotti né sul numero dei partecipanti.

Argomenti

# Russia

Iscriviti a Money.it