Cosa sono le obbligazioni

Cosa sono le obbligazioni, quali tipi di bond esistono e come funzionano? Guida completa.

Cosa sono le obbligazioni

Le obbligazioni, cosa sono e come funzionano appartengo ad uno dei concetti base della finanza che è opportuno conoscere, indipendentemente dalla propria professione.

Un’obbligazione (bond, in inglese), è un titolo di debito che l’emittente contrae nei confronti di un acquirente in cambio del rimborso a scadenza del capitale investito maggiorato dei tassi di interesse maturati, pagati tramite la cosiddetta cedola.

Come abbiamo già visto nelle differenze tra azioni e obbligazioni, nel mondo della finanza è opportuno scindere tra equity (il mercato azionario) e debt (il mercato del debito, ovvero delle obbligazioni).
L’obbligazione permette a chi l’acquista di comprare parte del debito di uno Stato o di una società. Di conseguenza, l’investitore diventa creditore nei confronti dell’emittente delle stessa obbligazione.

Le obbligazioni sono notoriamente definite uno degli investimenti più sicuri poiché, ad eccezion fatta di un possibile fallimento di uno Stato o di una società, alla scadenza dell’obbligazione il creditore deve ricevere il rimborso del capitale prestato, oltre agli interessi maturati nel corso della vita del titolo obbligazionario. A stabilire tutte le casistiche e a difendere i diritti del creditore troviamo gli articoli del Codice Civile 2410 e seguenti, specificatamente a tema obbligazioni.

In questo approfondimento Money.it presenta una guida completa a cosa sono le obbligazioni, come funzionano, a cosa servono e le tipologie presenti sul mercato così da fornire una conoscenza approfondita sul tema e informare gli italiani di come procede il mondo finanziario che ruota attorno l’Italia, l’Europa e il mondo intero.

Cosa sono le obbligazioni

La definizione di obbligazioni vede queste come titoli di credito a rappresentanza di una parte di debito contratto da uno Stato o una società con l’obiettivo l’auto-finanziamento. La società o lo Stato emettono un’obbligazione promettendo all’acquirente - ovvero chi acquista l’obbligazione - sia l’intero rimborso del capitale a scadenza che un tasso di interesse. Quest’ultimo rappresenta il rendimento, ovvero il profitto che l’acquirente ha dall’obbligazione. Più è alto il rendimento promesso, meno sicura è l’obbligazione emessa.

Le caratteristiche delle obbligazioni, che ci aiutano a comprendere meglio cosa sono e quali distinzioni è opportuno fare, sono:

  • scadenza: ogni obbligazione ha una certa data entro la quale il debitore (Stato o società) deve rimborsare il capitale investito al momento della sottoscrizione all’acquirente, ovvero all’investitore. In inglese la scadenza delle obbligazioni viene indicata con il termine “maturity”.
  • emittente: soggetto che emette l’obbligazione, ovvero uno Stato oppure un società che hanno contratto un debito tramite l’emissione di obbligazioni.
  • cedola (o coupon): è l’interesse periodico che l’emittente consegna ai propri debitori, detti anche obbligazionisti. Piccola curiosità: il rendimento delle obbligazioni viene chiamato cedola perché agli inizi le primissime obbligazioni erano cartacee e avevano una cedola che venire staccata e poi presentata presso una banca dall’acquirente per poter richiedere il pagamento degli interessi che gli spettavano.
  • prezzo di sottoscrizione: il capitale pagato al momento dell’acquisto di un’obbligazione.
  • valore nominale: il capitale al netto degli interessi maturati che viene rimborsato dall’emittente al momento della scadenza dell’obbligazione. Il prezzo di sottoscrizione può essere più basso del valore nominale di un’obbligazione, garantendo già così all’acquirente un ritorno sull’investimento indipendentemente dalle cedole.
  • tipologia di emissione: è possibile comprare obbligazioni sul mercato primario (a cui hanno accesso solo gli investitori istituzionali) che sul mercato secondario, in cui tutti gli investitori privati (anche detti “investitori retail”) possono acquistare o vendere bond.

Come funzionano le obbligazioni

Come anticipato, l’obiettivo di chi emette delle obbligazioni è raccogliere un capitale da investire, ovvero un finanziamento. Non si si riferisce ad un classico prestito bancario poiché la raccolta diretta tra i risparmiatori è più conveniente e vantaggiosa.
La società debitrice, infatti, solitamente paga all’acquirente un tasso di interesse minore rispetto a quello offerto da un finanziamento bancario. Ma i vantaggi si applicano anche all’acquirente, ovvero al risparmiatore privato: egli gode di un rendimento solitamente più alto rispetto alla media del tasso offerto da altri investimenti in liquidità. Inoltre, il risparmiatore ha la possibilità di rivendere l’obbligazione sul mercato secondario, e quindi abbandonare l’investimento in qualsiasi momento.

L’acquirente, comprando le obbligazioni, prende su di sé il rischio di impresa come gli azionisti ma non ha la possibilità di partecipare ai cda e, più in generale, alle decisioni gestionali dell’emittente dell’obbligazione. Tuttavia, la consegna degli interessi e il rimborso del capitale investito da parte degli obbligazionisti ha sempre la precedenza rispetto alla remunerazione di chi detiene delle azioni della stessa società.

Tipi di obbligazioni

Le obbligazioni possono essere etichettate secondo tre principali tipologie:

  • titoli di Stato: sono obbligazioni, o titolo di debito, che uno Stato emette per finanziarsi in cambio del pagamento di interessi ai suoi acquirenti. In Italia ne sono un esempio i BTP e i Bot).
  • obbligazioni societarie (corporate bond): indicate comunemente sia in italiano che in inglese, le obbligazioni societarie sono i bond emessi dalle società che decide di finanziarsi tramite l’emissione di obbligazioni e quindi di indebitarsi con il mercato.
  • obbligazioni sovranazionali: titoli di debito i cui emittenti sono organismi internazionali (come la Banca Mondiale o la Banca europea degli investimenti).

Tuttavia, non è solo l’emittente ma anche una serie di altre caratteristiche che definiscono delle ulteriori tipologie di obbligazioni:

  • obbligazioni indicizzate: le cedole di questa tipologia di obbligazioni sono legate all’andamento di un sottostante, che può essere l’indice dei prezzi al consumo, un indice azionario o un cambio valutario o altro ancora.
  • obbligazioni zero coupon (senza cedola): bond che non prevedono il pagamento della cedola ma per cui il prezzo di emissione è inferiore al valore nominale, così da comportare comunque un rendimento (obbligazioni sotto la pari).
  • obbligazioni a cedola fissa: la tipologia di obbligazione più diffusa in assoluto, un bond che paga un interesse fisso a cadenza prefissata.
  • obbligazioni convertibili: titoli che l’emittente può convertire (trasformare) da obbligazioni in azioni.
  • obbligazioni cum warrant: corrisponde alla tipologia di obbligazione convertibile ma il diritto alla conversione da obbligazione ad azione è separabile e negoziabile sul mercato.

Un’ulteriore distinzione viene fatta tra le obbligazioni variabili, sempre più diffuse sul mercato. Si tratta di titoli strutturati che si differenziano a seconda del loro sottostante:

  • obbligazioni fixed reverse floater: bond solitamente con scadenza a lungo termine che nel primo periodo pagano delle cedole fisse e molto elevate. In seguito la cedola diventa variabile calcolata in base ad un limite massimo precedentemente stabilito e un tasso variabile.
  • obbligazioni equity linked: titoli che pagano delle cedole fisse ma il rendimento complessivo dell’investimento dipende dai movimenti del sottostante che solitamente è un’azione o di un paniere di titoli.

Obbligazioni: cos’è la cedola

Cosa si intende per cedola quando si parla di obbligazioni?
Con il termine “cedola” ci si riferisce all’interesse che il debito paga nel corso della validità del titolo, dall’emissione alla scadenza. Il pagamento della cedola può avere cadenza trimestrali, semestrale oppure può essere consegnata una volta all’anno.
Tra le tipologie di cedole per le obbligazioni troviamo:

  • cedola fissa - il tasso di interesse di cui l’acquirente può godere è fisso e predeterminato spesso prima della sottoscrizione dell’obbligazione
  • cedola variabile - l’interesse dell’obbligazione cambia del tempo, solitamente ancorato alle oscillazioni del Libor o dell’Euribor a cui viene addizionato uno spread o un ulteriore tasso determinato in via ufficiale. Questa tipologia di cedola per le obbligazioni viene consegnata solitamente con periodicità semestrale.

Obbligazioni: tipi di emissioni

La tipologia di emissione con cui il debitore contrae un debito con gli investitori definisce alcune categorie di bond, tra cui:

Obbligazioni alla pari: il prezzo di sottoscrizione (o emissione) che l’investitore paga al momento dell’acquisto di un’obbligazione è lo stesso del suo valore nominale, ovvero il capitale rimborsato a scadenza. Al netto degli interesse, se il bond viene pagato 100 alla sottoscrizione il debitore rimborsa 100 a scadenza.

Obbligazioni sotto la pari: in questo caso il prezzo di emissione (o sottoscrizione) è minore del valore nominale al netto degli interessi. L’investitore è molto attratto da questa tipologia di obbligazioni poiché, in questo modo, il capitale che gli verrà rimborsato a scadenza sarà più alto di quanto pagato al momento della sottoscrizione, comportando un rendimento. Esempi di questa tipologia di obbligazioni in Italia sono CTz e BOT.

Obbligazioni sopra la pari: il prezzo di sottoscrizione è più alto del suo valore nominale.

Obbligazioni e rating

Il valore, e quindi il rendimento, di un’obbligazione è strettamente correlata al suo rating, ovvero al giudizio che le agenzie di rating (Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch, tra le principali) danno dopo aver valutato il grado di rischio nel sottoscrivere tale titolo.
Il rating sulle obbligazioni va da AAA, il grado massimo che esprime la migliore qualità e sicurezza in assoluto, a D, giudizio che indica un titolo molto pericoloso che difficilmente verrà rimborsato dell’emittente al momento della scadenza.

Come anticipato, il grado di rischio si ripercuote direttamente sul rendimento delle obbligazioni e quindi sul profitto che l’investitore può avere investendo in bond. Più un’obbligazione è rischiosa, più il rendimento è alto così da attrarre comunque investitori, nonostante la possibilità che il capitale investito non venga rimborsato a scadenza.

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