Incontro Conte-Italia Viva: intesa sul Recovery Fund ma è il MES il grande scoglio

Alessandro Cipolla

22 Dicembre 2020 - 16:30

22 Dicembre 2020 - 16:44

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Terminato il vertice tra Giuseppe Conte e Italia Viva, con il ministro Teresa Bellanova che ha parlato di “passo in avanti” con la task force per la gestione del Recovery Fund che sarà modificata, anche se rimane il MES il vero grande tema che potrebbe mettere in crisi il governo.

Incontro Conte-Italia Viva: intesa sul Recovery Fund ma è il MES il grande scoglio

Dopo il grande gelo dei giorni scorsi, arrivano segnali distensivi tra Giuseppe Conte e Italia Viva al termine del vertice di Palazzo Chigi, al quale non ha comunque preso parte Matteo Renzi che ha preferito mandare avanti i suoi colonnelli.

Il Presidente del Consiglio si è così confrontato con i ministri Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, presenti insieme agli altri big renziani Luigi Marattin, Maria Elena Boschi, Ettore Rosato e Davide Faraone.

Conte avrebbe così illustrato alla delegazione i contenuti del Recovery Plan, con la Bellanova che uscendo da Palazzo Chigi ha sottolineata soddisfatta che “finalmente si comincia a ragionare nel merito”.

Finalmente il Presidente del Consiglio ha preso atto che le proposte di Italia Viva sono positive - ha poi aggiunto il ministro - È scomparsa la questione della governance, che si voleva portare in legge di Bilancio con un emendamento; ora quella parte non c’è più”.

Difficile però che la task force per il monitoraggio del Recovery Fund venga cestinata in toto visto che è stata richiesta da Bruxelles a tutti gli Stati membri, ma probabilmente la sua composizione e i suoi compiti saranno diversi da quelli inizialmente pensati dal premier.

Adesso Italia Viva si è presa dei giorni per studiare al meglio la documentazione illustrata da Conte, con i renziani che al pari degli altri partiti della maggioranza che lunedì faranno pervenire un loro contributo di sintesi dove Italia Viva potrebbe però insistere sull spinoso tema del MES.

Conte-Italia Viva: il vero nodo è il MES?

Quando Matteo Renzi ha lanciato nei giorni scorsi il suo ultimatum a Giuseppe Conte, alcuni analisti politici hanno fatto notare come l’ex premier abbia messo sul tavolo alcuni punti che non potevano essere accettati da Palazzo Chigi.

Come si è visto anche nel faccia a faccia di quest’oggi, il tema della governance del Recovery Fund è sicuramente molto complesso, ma un punto di incontro alla fine arriverà anche perché alcune delle perplessità di Italia Viva sono condivise anche dal PD.

Stessa cosa anche per la delega ai servizi segreti, dove i dem vedrebbero bene Marco Minniti mentre i renziani Ettore Rosato, ma il vero ostacolo al momento insormontabile appare essere il MES.

Anche al termine del vertice odierno, Teresa Bellanova ha rimarcato come “se continuano ad esserci 9 miliardi sulla sanità, perché non si riflette sulla possibilità di mettere in campo i 36 miliardi del MES che hanno anche meno condizionalità del Recovery?”.

Se però Italia Viva dovesse presentare nel suo documento la richiesta del MES sanitario, la maggioranza giallorossa si andrebbe inevitabilmente a spaccare visto che il Movimento 5 Stelle e il premier Conte sono contrari a una attivazione in questo momento.

I più maligni sussurrano che il MES sia una sorta di spauracchio da agitare per i renziani al fine di ottenere più peso nella maggioranza, soprattutto in vista delle importanti nomine da fare nei prossimi mesi e di un possibile rimpasto di governo sempre in auge anche se Renzi ha più volte ribadito che il suo partito “non è interessato alle poltrone”.

Se Matteo Renzi però vorrà creare un “incidente” in Parlamento allora senza dubbio il MES è la carta su cui puntare, ma senza una maggioranza alternativa difficile che i renziani facciano cadere il governo specie se l’alternativa sarebbe quella di un voto dove Italia Viva, stando agli ultimi sondaggi, rischierebbe seriamente di non superare la soglia di sbarramento del 3%.

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