Comunicare l’Europa nell’epoca delle fake news: dalla politica estera ai trattati commerciali

Domenico Letizia

17 Dicembre 2020 - 10:14

17 Dicembre 2020 - 10:15

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Gli effetti delle fake news si stanno mostrando anche sulla percezione che i cittadini hanno sull’Unione europea e sulle sue politiche. Da qui l’esigenza di una comunicazione chiara ed efficace.

Comunicare l'Europa nell'epoca delle fake news: dalla politica estera ai trattati commerciali

La capillare diffusione delle fake news ha generato un effetto deleterio sulla percezione dei cittadini dell’Unione Europea e delle sue politiche capace di stravolgere la vita democratica delle singole realtà nazionali e dell’Unione stessa. In quest’ottica, una comunicazione corretta e verificata delle informazioni, da parte dei media, diventa sempre più importante per la costruzione e la crescita di una comune logica di appartenenza capace di emarginare fenomeni legati alla diffusione di notizie elaborate per destabilizzare il lavoro e l’azione dell’Unione Europea.

Comprendere e assimilare i meccanismi che regolano la diffusione di notizie false sull’Unione Europea e analizzare come comunicare correttamente, a partire da esempi pratici, le notizie relative alle politiche comunitarie, commerciali e no, secondo l’etica giornalistica, è tematica da dover trattare con la dovuta attenzione.

Comunicare l’Europa nell’epoca delle fake news

Organizzato dall’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna si è svolto un interessante incontro online sulle attuali strategie dell’Unione Europea per contrastare il fenomeno della disinformazione e procedere ad una corretta analisi e diffusione delle idee e proposte che le istituzioni europee svolgono e applicano. All’incontro, svoltosi in modalità online, hanno partecipato Annalisa Camilli (giornalista di Internazionale), Manuela Conte (giornalista e capo ufficio stampa della Rappresentanza italiana della Commissione europea) e Luca Misculin (giornalista de Il Post).

L’impegno contro le fake news rappresenta un obiettivo prioritario per l’Unione Europea, per rendere i cittadini del continente consapevoli e rafforzare un comune senso di appartenenza. La crisi legata al Coronavirus si è trasformata in una prova generale per rafforzare questo impegno, puntare sulla messa in atto di ulteriori strumenti e azioni che sviluppino una maggiore informazione e lavorare al rafforzamento della cooperazione con altri soggetti internazionali per contrastare la disinformazione.

Un fenomeno in rapida crescita, anche negli ultimi giorni, generato dal dibattito in corso tra le autorità europee e il Regno Unito sugli accordi post Brexit. Le istituzioni europee stanno lavorando molto allo sviluppo di un accordo commerciale che soddisfi i vari protagonisti in campo. Tale scenario ha generato l’emergere e la diffusione di molte fake news che non aiutano a comprendere la portata e l’importanza del dibattito internazionale attualmente in corso.

L’Unione Europea sta lavorando affinché gli Stati europei non precedano alla sottoscrizione di accordi chiave singoli con il Regno Unito, presentando una strategia comune di azione e regole commerciali condivise dell’intera Unione. Tematiche che meritano attenzione e una corretta comunicazione. Tuttavia, va ribadito che negli ultimi anni la comunicazione dell’Unione Europea è notevolmente migliorata ed è già visibile un’apertura al mondo della stampa da parte degli organismi europei. Un’apertura che qualche anno fa non era scontata e non avveniva con semplicità.

Il ruolo delle istituzioni europee

Oggi, le istituzioni europee hanno il compito di migliorare il loro approccio comunicativo e sviluppare ulteriormente le opportunità offerte dai nuovi media e dalla diffusione di portali digitali e divulgativi. Per la retorica populista, l’Unione Europea è il bersaglio perfetto e per arginare l’emergere e la diffusione di tali notizie è divenuto essenziale, per la vita stessa delle istituzioni europee, fare comunicazione.

Durante i lavori online, il giornalista Luca Misculin ha ricordato che “anche nell’utilizzo del lessico siamo molto severi nei confronti dei rappresentanti e delle istituzioni dell’Europa. Pensiamo a titoli quali l’Europa che “boccia “o che “bacchetta” l’Italia. Registriamo un problema all’interno del giornalismo italiano che risulta troppo incentrato sugli aspetti puramente politici. Il nostro immaginario è completamente impregnato di scontro politico e una lettura sociale del rapporto tra Italia ed Europea avviene solo attraverso tale meccanismo di analisi. Cosa vuol dire tale considerazione? I giornali italiani monitorano i meccanismi economici solo analizzando il dibattito politico, senza conoscere le vere attività che quotidianamente le istituzioni europee svolgono e senza riuscire a far comprendere l’importanza di alcuni dibattiti che sono in corso come il Green Deal europeo o gli accordi commerciali con i paesi esteri. Tematiche che vengono sistematicamente ignorate o non descritte con la dovuta attenzione”.

Nella diffusione delle notizie che analizzano il lavoro delle istituzioni europee è importante far comprendere che la stessa idea o visione dell’Europa non è quella legata al dibattito sul regolamento delle sue istituzioni. Attualmente, risulta importante far comprendere e descrivere le differenze che sussistono tra le varie istituzioni quali il Consiglio d’Europa, il Consiglio dell’Unione Europea, il Parlamento Europeo e la Commissione Europea. Decisamente importante è innescare un approfondimento serio sulla formulazione delle riforme del Parlamento europeo e comprendere quali sono i meccanismi che possono bloccare l’emergere di tali riforme e quali elementi, invece, possono valorizzare i fenomeni di cambiamento sociale, giuridici ed economici.

Altro esempio importante è quello della criminalizzazione delle Organizzazioni non Governative e del loro rapporto con le istituzioni europee. Secondo la giornalista Annalisa Camilli, la diffusione dell’opera di disinformazione nei confronti dell’azione delle Ngo nasce in Russia con la criminalizzazione di tali organizzazioni attraverso l’esercizio di politiche autoritarie contro coloro che chiedono libertà di stampa e di associazione o diritti per le coppie Lgbtq. In Italia, le notizie sui fenomeni migratori in atto e sulla presenza dei cittadini stranieri sul suolo europeo sono spesso inficiate da fake news e propaganda. Le motivazioni di questo fenomeno possono essere variegate e spaziare dalle dinamiche economiche, ideologiche a quelle psicologiche, con l’emergere di ripercussioni concrete nella percezione che i cittadini hanno dell’attualità. In questo processo, il ruolo dei media e di una sana informazione assume un’importanza fondamentale.

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