Chi torna al lavoro il 4 maggio (e come)

Tutte le novità e le cose da sapere sul rientro in ufficio e la riapertura di negozi, aziende e fabbriche nella Fase 2 che inizia il 4 maggio.

Chi torna al lavoro il 4 maggio (e come)

Chi potrà tornare al lavoro il 4 maggio e come lo farà? Il decreto con tutte le indicazioni ufficiali per ripartire con la Fase 2 è stato emanato e Conte ha definito le linee guida per il rientro al lavoro in sicurezza.

Dal 4 maggio riaprono i cantieri pubblici, le aziende del settore tessile, moda, automotive, fabbricazione mobili, vetro, costruzioni, commercio all’ingrosso funzionale e attività per l’export.

Chi non torna al lavoro il 4 maggio

Non riaprono il 4 maggio, invece, parrucchieri, barbieri ed estetisti per i quali bisogna aspettare il 1 giugno; i ristoranti, bar, pasticcerie, gelaterie e i mercati restano chiusi fino al 18 maggio, ma possono continuare a fare consegna a domicilio e da asporto dal 4 maggio. I clienti avranno l’obbligo di rispettare il metro di distanza, non consumare all’interno del locale e di non sostare nelle immediate vicinanze degli esercizi.

Anche impianti sciistici, teatri, pub, cinema, sale giochi e scommesse, discoteche, sale ballo, locali, scuole e università restano chiusi. Chi lavora nei musei e nelle biblioteche, invece, potrà tornare operativo in sede dal 18 maggio.

Come si torna al lavoro il 4 maggio

Le misure per gli esercizi commerciali che ripartono con la Fase 2 sono elencate nell’Allegato 5 del decreto 26 aprile. Questi possono riprendere la loro attività il 4 maggio ma dovranno garantire il mantenimento in tutte le attività del distanziamento interpersonale, pulizia e igiene almeno 2 volte al giorno e in funzione dell’orario di apertura, adeguata aerazione e ricambio d’aria, disponibilità a sistemi per la disinfezione delle mani accanto a tastiere, sistemi touch e sistemi di pagamento; utilizzo di mascherine nei luoghi e ambienti chiusi e in tutte le fasi del lavoro in cui non è possibile mantenere il distanziamento interpersonale; uso dei guanti usa e getta nelle attività di acquisto (specie in caso di cibi e bevande).

I negozi amplieranno le fasce orarie (resteranno aperti anche la domenica oppure chiuderanno dopo) e faranno entrare i clienti in modo contingentato. Nei negozi fino a 40 metri quadrati si può entrare una persona alla volta con un massimo di 2 operatori; per quelli più grandi l’accesso è regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando ove possibile la porta di entrata e quella di uscita.

Rientro in ufficio: cosa cambia dal 4 maggio

Il decreto invita le imprese che possono farlo a continuare a utilizzare al massimo le modalità di lavoro agile e da remoto e a incentivare ferie e congedi retribuiti per i dipendenti.

Le imprese che riaprono devono assumere protocolli anti-contagio, far rispettare la distanza interpersonale di un metro o fornire strumenti di protezione individuale e incentivare le operazioni di sanificazione nei luoghi di lavoro.

L’azienda che riapre deve consegnare o affiggere all’ingresso e nei luoghi più visibili appositi depliants informativi che riguardano l’obbligo di rimanere a casa in presenza di febbre o sintomi influenzali e di contattare il medico o le autorità sanitarie; la consapevolezza di non poter andare al lavoro se stanno male o vengono da zone a rischio o contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti; l’impegno a rispettare tutte le disposizioni, in particolare mantenimento delle distanze di sicurezza, lavaggio frequente delle mani, comportamenti igienici corretti. Sarà obbligatorio informare tempestivamente e responsabilmente il datore di lavoro della presenza di qualsiasi sintomo influenzale durante l’espletamento della prestazione lavorativa, avendo cura di rimanere ad adeguata distanza dalle persone presenti.

All’ingresso si potranno mettere sistemi di controllo della temperatura: se questa è superiore a 37,5° il dipendente non potrà entrare. Chi è risultato positivo al virus, per tornare al lavoro dovrà presentare la certificazione medica di avvenuta negativizzazione del tampone. L’azienda deve assicurare inoltre la pulizia quotidiana e la sanificazione periodica dei locali, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni, e mettere a disposizione idonei detergenti per le mani e dispenser collocati in punti facilmente individuabili. Qualora il lavoro imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è comunque necessario l’uso delle mascherine e altri dispositivi di protezione. È previsto, per tutti i lavoratori che condividono spazi comuni, l’utilizzo di una mascherina chirurgica.

L’accesso agli spazi comuni, comprese le mense aziendali, le aree fumatori e gli spogliatoi è contingentato, con la previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto di sosta all’interno di tali spazi e con il mantenimento della distanza di sicurezza di un metro tra le persone che li occupano.

Rimodulazione del servizio dei mezzi pubblici

Ma per consentire a tutti di tornare al lavoro in sicurezza bisognerà però sanificare quotidianamente i mezzi pubblici e rimodularne il servizio, specie nelle grandi città dove bus, tram e metro sono presi d’assalto. Ad esempio a Roma Atac sta pensando di contingentare gli ingressi e studiare percorsi alternativi nelle stazioni per evitare i contatti tra chi esce e chi entra, aumentare i controlli e potenziare il servizio; per quanto riguarda gli autobus si fa strada l’ipotesi “bus a numero chiuso”, con non più di 20 passeggeri su ogni mezzo, anche se chi conosce la situazione mezzi pubblici a Roma sa che una misura del genere potrebbe essere irrealizzabile. Per questo, spiega il presidente di Roma servizi Stefano Brinchi “Puntiamo anche sull’effetto dello smart working e sulla differenziazione degli orari di apertura di negozi e uffici”.

Per la Fase 2 si pensa infatti a eliminare le ore di punta, alla possibilità di entrare in ufficio anche alle 11 e di lavorare a turni; alle aperture serali per i negozi e fabbriche aperte h24 visto che non tutti potranno lavorare contemporaneamente alle catene di montaggio.

Argomenti:

Italia Fase 2

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