Cassa integrazione “scontata” dal 1° luglio: ecco per chi e a quali condizioni

Teresa Maddonni

26 Maggio 2021 - 17:31

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Cassa integrazione: viene “scontata” dal 1° luglio con il decreto Sostegni bis in vigore, ma salta la proroga del blocco dei licenziamenti fino al 28 agosto. Vediamo chi può accedere allo sconto sulla CIG e a quali condizioni.

Cassa integrazione “scontata” dal 1° luglio: ecco per chi e a quali condizioni

Cassa integrazionescontata” per i datori di lavoro a partire dal 1° luglio con il decreto Sostegni bis n.73 del 25 maggio 2021 in Gazzetta Ufficiale e da oggi in vigore.

La cassa integrazione dal 1° luglio, vale a dire senza il pagamento del contributo addizionale, non sarà per tutti e soprattutto l’accesso alla misura è previsto a determinate condizioni.

In particolare la cassa integrazione con il decreto Sostegni bis viene introdotta laddove per il blocco dei licenziamenti dopo il 30 giugno è saltata la mini proroga al 28 agosto annunciata dal ministro del Lavoro Andrea Orlando il 20 maggio scorso in conferenza stampa dopo l’approvazione del testo in Consiglio dei Ministri.

Una norma inserita e approvata in riunione e che ha fatto discutere fino alla sua scomparsa. Resta tuttavia dal 1° luglio la cassa integrazione con agevolazioni vediamo per chi, fino a quando e a quali condizioni.

Cassa integrazione “scontata” dal 1° luglio: per chi e a quali condizioni

La cassa integrazione sarà “scontata” dal 1° luglio senza che i datori di lavoro debbano pagare il contributo addizionale e fino al 31 dicembre 2021. Dal 1° luglio, dopo che è saltata la mini proroga del blocco dei licenziamenti fino al 28 agosto, le aziende per le quali il blocco dei licenziamenti scade il 30 giugno, possono accedere alla cassa integrazione ordinaria o straordinaria degli articoli 11 e 21 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148 senza tuttavia dover versare il contributo addizionale. La misura viene introdotta dall’articolo 40 - “Ulteriori disposizioni in materia di trattamenti di integrazione salariale e di esonero dal contributo addizionale”, lo stesso che prevede il contratto di solidarietà.

Per la cassa integrazione “scontata” dal 1° luglio ci sono tuttavia delle condizioni che i datori di lavoro dovranno rispettare, o meglio una condizione, vale a dire che non potranno licenziare. Il divieto di licenziamento però vale solo per il periodo in cui si utilizza la cassa integrazione scontata.

Restano sospese, nello stesso periodo in cui si utilizza la cassa integrazione, le procedure pendenti avviate successivamente al 23 febbraio 2020, “fatte salve le ipotesi in cui il personale interessato dal recesso, già impiegato nell’appalto, sia riassunto a seguito di subentro di nuovo appaltatore in forza di legge, di contratto collettivo nazionale di lavoro o di clausola del contratto di appalto”.

Cassa integrazione “scontata” dal 1° luglio: salta il blocco dei licenziamenti

La cassa integrazione “scontata” dal 1° luglio è l’unica parte della norma a sorpresa (rispetto alla bozza) annunciata dal ministro Orlando lo scorso giovedì in conferenza stampa che resta nel testo del decreto Sostegni bis.

Si prevedeva inizialmente infatti, oltre all’eliminazione del contributo addizionale per la cassa integrazione dal 1° luglio, anche da quella stessa data una proroga del blocco dei licenziamenti fino al 28 agosto per le aziende che avrebbero richiesto la CIG Covid entro il 30 giugno 2021, proroga che salta.

La mini proroga del blocco dei licenziamenti, che voleva essere una mediazione tra le richieste delle parti sociali, non era piaciuta a Confindustria che ha parlato di un’imboscata ordita dal ministro Orlando, ma la norma è stata discussa durante il CdM e approvata; alla fine tuttavia salta.

Sostegno al ministro Orlando è arrivato dal segretario del PD Enrico Letta che ha ritenuto le critiche avanzate a suo carico “ingenerose”. I sindacati non sono tuttavia d’accordo, chiedevano infatti una proroga per tutti al 31 ottobre e annunciano per il 28 maggio una mobilitazione senza mollare la presa sulla questione: quella del blocco dei licenziamenti è la motivazione che si aggiunge alla protesta per le morti sul lavoro.

Se la norma sul blocco dei licenziamenti salta, restano tuttavia, oltre allo sconto sulla cassa integrazione, tutte le misure del pacchetto lavoro da 4 miliardi del Sostegni bis.

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