COVID: Germania senza ottimismo. I tedeschi non credono nella ripresa

La ripresa economica si allontana e si fa cupa per i tedeschi. La Germania, potenza europea, fa i conti con l’impennata dei contagi e la sfiducia nei consumi.

COVID: Germania senza ottimismo. I tedeschi non credono nella ripresa

La Germania vacilla, stretta dalla morsa del COVID.

Proprio nel giorno in cui per la prima volta dall’inizio della pandemia la nazione tedesca segna il record di oltre 10.000 casi giornalieri, crolla anche la fiducia dei consumatori.

La potenza europea sembra ormai aver perso il pieno ottimismo. Il sentiment dei cittadini così basso indica una percezione molto incerta e debole della ripresa economica in Germania.

Il coronavirus fa paura e non a caso la Merkel si è appellata direttamente alla popolazione, affinché rispettino le regole. Tempi duri per la Germania?

Germania sotto stress: i tedeschi non vedono la ripresa

I dati pubblicati oggi, giovedì 22 ottobre, hanno parlato chiaro: la percezione dei consumatori tedeschi va verso la negatività e per novembre la fiducia è in forte calo.

I timori di una seconda ondata di coronavirus che sta colpendo la più grande economia europea hanno reso i cittadini meno disposti a spendere.

L’istituto GfK ha affermato che il suo indice di fiducia dei consumatori, basato su un sondaggio di circa 2.000 tedeschi, è sceso a -3,1 a novembre da -1,7 nel mese precedente. Andamento peggiore di quanto previsto (-2,8).

Cosa significa in concreto questo arretramento nel sentiment della popolazione? L’esperto GfK Rolf Buerkl ha affermato su Reuetrs che l’ottimismo tra i consumatori tedeschi è svanito a ottobre con i casi di coronavirus alle stelle in Germania, alimentando i timori di un altro blocco per contenere l’epidemia.

Le prospettive dei consumatori non sono mai state così deboli da aprile secondo le rilevazioni dell’istituto. Stando ai sondaggi eseguiti settimane fa, tre quarti dei tedeschi considerano la pandemia di COVID-19 come una “minaccia grande o molto grande”, con più della metà preoccupata per l’impatto coronavirus sul loro futuro personale.

A completare il quadro critico per la Germania, ci sono aspettative economiche e di reddito al ribasso, con una crescente propensione al risparmio.

Poco ottimismo, quindi, anche per la granitica potenza tedesca. Con conseguenze in tutta Europa. Non a caso, le azioni europee hanno toccato il livello più basso in quasi un mese oggi, anche come riposta al calo della fiducia dei consumatori tedeschi (oltre alle preoccupazioni per l’aumento dei casi di coronavirus nel continente e per l’impasse degli stimoli statunitensi).

L’indice tedesco DAX.GDAXI è sceso dello 0,9% ed è rimasto indietro rispetto ai suoi omologhi europei negli scambi in Borsa.

Merkel in difficoltà: il modello Germania non funziona?

L’appello della cancelliera ai cittadini di qualche giorno fa ha acceso i riflettori sul metodo tedesco per arginare i contagi.

La seconda ondata sta colpendo la Germania in modo grave, anche se i livelli di allarme restano più bassi rispetto ad altri Paesi europei. A reggere maggiormente, come è sempre stato, è il sistema ospedaliero, che può contare su un buon numero di terapie intensive.

Tuttavia, l’organizzazione tedesca sta mostrando falle. L’approccio decentralizzato della Germania alla gestione del virus potrebbe rivelarsi complicato, poiché ogni Lander adotta restrizioni proprie, generando spesso confusione.

Per avere una linea generale unitaria, tanto utile in questo momento, occorrono riunioni lunghe e complesse tra Governo centrale e governatori. La Merkel non è riuscita a trovare un compromesso la scorsa settimana. Si rischia, quindi, di peggiorare il caos e la percezione di una crisi ancora lunga.

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