Borse: perché il bazooka di Draghi non ha colpito?

Livio Spadaro

11/03/2016

La BCE ieri ha superato ogni aspettativa con il nuovo pacchetto di misure varato. Eppure c’è qualcosa che non è andato nel verso giusto nella conferenza di Draghi.

Borse: perché il bazooka di Draghi non ha colpito?

La seduta di scambi di ieri dei mercati finanziari, oltre ad essere stata caratterizzata da una forte volatilità, può essere definita “strana”. I listini europei, all’annuncio del nuovo pacchetto di misure della BCE erano schizzati a rialzo mentre il cambio Euro-Dollaro è iniziato a sprofondare fino alla soglia di 1,08$.

Durante la conferenza stampa del presidente Mario Draghi però qualcosa è andato storto: le piazze d’affari europee hanno prima ridotto i guadagni, chiudendo poi la seduta in negativo, mentre il cross EurUsd è schizzato a rialzo passando da un -1,55% al +1,7% in poco tempo.

C’è qualcosa quindi che non ha convinto appieno operatori e investitori, visto il movimento dei mercati, cos’è che è andato storto in una giornata che avrebbe dovuto invece scatenare il rally su tutte le piazze europee?

Riunione BCE: sintesi del nuovo pacchetto di misure

Nella seduta odierna i mercati potrebbero dare conferma di quanto accaduto nella giornata di ieri. I listini europei, così come l’Euro nel mercato Forex, hanno dato due segnali completamente opposti nel giro di poche ore.

All’annuncio delle nuove misure messe in campo dalla BCE, i listini del Vecchio Continente sono scattati a rialzo trainati per lo più dai titoli bancari che beneficiano particolarmente del nuovo pacchetto di misure varato dalla BCE.

La nuova manovra dell’istituto di Francoforte prevede il lancio di 4 TLTRO, un taglio ai tassi di deposito di 10 punti base, un taglio ai tassi di rifinanziamento allo 0% (minimo storico), un aumento del programma di acquisti mensili di bond a €80 miliardi (dai precedenti €60) e l’inclusione nel piano di acquisti di bond con investment grade di società non bancarie.

Borse: scatto a rialzo dopo l’annuncio della nuova manova BCE

All’annuncio di questo pacchetto di misure, numerose case d’affari hanno applaudito al ritorno di Super Mario (nomignolo affibbiato dai mercati al presidente della BCE) che questa volta non ha solo centrato le attese del mercato ma ha fatto ben oltre quanto ci si aspettasse. La manovra vista così infatti sembra un chiaro messaggio alle banche: “prestate i soldi che vi diamo” per aiutare la ripresa dell’economia reale.

Ben fatto è stato il primo pensiero di tutti gli operatori di mercato, fin quando non è iniziata la consueta conferenza stampa del presidente.

Conferenza Draghi: ecco cosa è andato storto

Nell’evento con i giornalisti c’è qualcosa che è andato storto, nonostante il pacchetto di misure veramente straordinario. Draghi, rispondendo ad una domanda sui tassi di deposito ha forse dato una risposta troppo onesta.

Il presidente ha infatti dichiarato che non ci si aspettano altri tagli dei tassi ma che comunque gli stessi rimarranno molto bassi e per molto tempo.

La BCE non può pensare di tagliare per sempre i tassi, andando così a erodere i margini di guadagno delle banche, pur considerando che l’esperienza avuta dall’Eurozona con i tassi negativi è stata positiva. Questo è il succo del pensiero di Draghi che ha probabilmente fatto storcere il naso ai mercati.

Borse: preoccupa il ritorno al voto dei falchi della BCE

Inoltre, molti investitori si sono iniziati a chiedere quanto possa aver pesato il sistema di votazione rotativo nel board della BCE. In questa riunione infatti falchi del calibro di Jens Weidmann (numero 1 della Bundesbank) non avevano diritto di voto, ma dalla prossima riunione torneranno a far valere il proprio diritto nella sede del Consiglio Direttivo.

Quindi ci si chiede quanto peserà il ritorno di esponenti delle banche centrali meno avvezzi all’alleggerimento monetario che sta perpetrando da diverso tempo la BCE.

Draghi ha respinto tali preoccupazioni, sostenendo che le misure approvate ieri sono state votate a larga maggioranza (attenzione, non all’unanimità) lasciando intendere che anche all’interno del board dell’istituto di Francoforte le cose non siano del tutto chiare tra i vari membri del board.

BCE taglia stime di crescita e inflazione

Altro fattore che potrebbe aver pesato è il taglio alle stime di inflazione e di crescita per l’anno in corso e per i prossimi due anni.

Alcuni analisti hanno fatto notare come le stime della BCE siano state al di sotto delle loro aspettative, il che farebbe pensare che c’è qualcosa che non sta funzionando.

L’inflazione infatti stenta a decollare nell’Eurozona, così come la crescita in molti dei Paesi facenti parte della Regione. Siamo sicuri quindi che le precedenti manovre della BCE e quelle messe in atto adesso possano dare uno stimolo alla stagnante situazione europea? Questo non è dato saperlo, poiché adesso, come detto anche dallo stesso Draghi ieri, la palla passa ai singoli governi che dovranno attuare le necessarie riforme per recepire gli stimoli della BCE.

Questo è un punto dolente, poiché in Europa esistono vincoli su bilanci statali che impediscono manovre espansive dei governi oltre un certo limite.

Eurozona: il paradosso attuale

Sembra dunque un paradosso europeo: la BCE stimola la crescita iniettando liquidità e cercando di farla circolare, i Paesi però hanno poteri limitati per far muovere tutti questi soldi.

Andrebbe cerciò rivista la politica comunitaria, cercando di trovare un punto d’accordo tra gli Stati membri per cercare di recepire gli stimoli di Francoforte.

Dalle ultime diatribe tra Commissione Europea e alcuni Paesi UE, tra cui l’Italia, non sembra molto probabile. Infine, c’è anche chi sostiene che la BCE ha sparato le ultime munizioni e adesso sia a corto di nuovi colpi.

Questo non è del tutto vero poiché la BCE ha ancora diversi “conigli nel cilindro” da tirare fuori, il problema di fondo è un altro e cioè che i governi si devono dare una svegliata.

Borse: ora la palla passa alla Fed, BCE non deve far perdere la fiducia a investitori

Ora la palla passa alla Federal Reserve, che sembra la vera guida del cambio Euro-Dollaro e degli stessi mercati. Al momento sembra improbabile che la banca centrale americana faccia qualcosa nella prossima riunione di marzo ma se arriveranno buone notizie dai dato macroeconomici non è improbabile che arrivi un nuovo rialzo dei tassi.

La partita BCE contro inflazione è cominciata veramente solo adesso, il tempo ci dirà chi ne uscirà vincitore. Quello che può fare ora l’istituto di Francoforte è non perdere la fiducia riposta dagli investitori, altrimenti si sà già chi vincerà la partita.