Arrivi Italia, nuova ordinanza conferma: da Romania e Bulgaria quarantena obbligatoria

Romania e Bulgaria nella black list dell’Italia: quarantena obbligatoria per chi rientra da questi Paesi. La situazione contagi nell’Est Europa fa tremare.

Arrivi Italia, nuova ordinanza conferma: da Romania e Bulgaria quarantena obbligatoria

Di fronte al coronavirus che avanza dall’estero, l’Italia sta imponendo nuovi blocchi e restrizioni alle frontiere. L’ultima è la quarantena obbligatoria per chi viene in Italia da Romania e Bulgaria o ha visitato questi Paesi negli ultimi 14 giorni. Il ministro della Salute ha firmato oggi 31 luglio l’ordinanza che conferma la misura della quarantena di 14 giorni per chi è stato in Romania e Bulgaria, come già previsto per tutti i Paesi extra Ue ed extra Schengen. Nella stessa ordinanza si elimina l’Algeria dalla lista dei Paesi extra Ue che, seppur con disposizione di quarantena, hanno la possibilità di accesso in Italia senza comprovati motivi di urgenza.

Un possibile freno agli arrivi dalla Romania era già nell’aria da quando il ministro della Salute la scorsa settimana ha annunciato lo stop ai collegamenti con Serbia, Montenegro e Kosovo. Al momento sono 16 i Paesi da cui è vietato il transito e l’ingresso in Italia.

Il boom di contagi di coronavirus in Romania e Bulgaria rappresenta un rischio reale per l’Italia considerata la forte presenza di lavoratori rumeni nel nostro Paese, in particolare nel settore assistenziale. Si stima infatti che 1 milione di persone provenienti dalla Romania sono occupate in Italia, soprattutto colf e badanti che lavorano senza norme di sicurezza e a contatto con i soggetti più fragili.

Coronavirus Romania è un rischio per l’Italia

La Romania, così come gli Stati vicini, sta registrando un forte aumento dei casi di Covid-19, con picchi di oltre 1.100 nuovi casi confermati in un giorno. Il numero totale di casi confermati nel Paese ha superato i 40.000 e quello dei morti ad oggi è pari a 2.150.

Il governo rumeno ha deciso di prorogare lo stato di emergenza di un altro mese, e questa è la seconda estensione dopo l’entrata in vigore dello stato di allerta a metà maggio. Molte attività al chiuso sono ancora sospese, le persone hanno l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi pubblici, sui mezzi, al lavoro e nei negozi, e di mantenere una distanza interpersonale minima di 1,5 metri.

Perché l’Italia non blocca gli arrivi dalla Romania

Il 16 luglio il ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato su Facebook di aver firmato un’ordinanza con cui si bloccano gli arrivi in Italia da altri 3 Paesi ad alto rischio epidemia: Serbia, Kosovo e Montenegro. In Europa i Balcani sono ora i nuovi osservati speciali: nella lista di Paesi vietati dal 14 luglio vi erano già Macedonia del Nord e Moldova. Ma come mai non è stato imposto lo stop ai collegamenti con la Romania?

La ragione è presto detta. La Romania è un Paese membro dell’Unione Europea, e in base all’art. 6 del DPCM 11 giugno 2020, gli spostamenti da/per gli Stati membri dell’UE, anche per turismo, non sono soggetti a limitazioni. Sotto il post di Speranza c’è chi ha fatto notare che le persone provenienti dalla Serbia o dalla Moldavia possano passare proprio dalla Romania per raggiungere l’Italia e, aggirare, di fatto il blocco. In realtà questo rischio è evitato dal fatto che la Moldavia ha già chiuso i suoi confini e non si può né entrare né uscire dal Paese.

Oggi, venerdì 24 luglio, Speranza ha annunciato l’aggiunta della Romania e della Bulgaria tra i Paesi più a rischio per i quali viene applicata la quarantena di due settimane all’arrivo in Italia. “Il virus non è sconfitto e continua a circolare. Per questo motivo dobbiamo ancora stare attenti”, ha scritto Speranza su Facebook.

La Romania aveva revocato la misura di quarantena/isolamento per chi viene dall’Italia e lo stop dei voli da e per il nostro Paese il 23 giugno.

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