Azioni: 3 motivi per cui il rally in Europa è destinato a continuare

L’Europa sta già assistendo a una seconda ondata di coronavirus, ma alcuni analisti ritengono che il rally azionario sia destinato a continuare per 3 motivi.

Azioni: 3 motivi per cui il rally in Europa è destinato a continuare

In ogni dove, e in Europa in particolare, il coronavirus ha portato volatilità e incertezza nel comparto azionario, per la crescita economica e per l’occupazione.

Miliardi di euro di debiti sono stati accumulati dai vari Governi con il fine di sostenere le imprese, le industrie e migliaia di posti di lavoro. Le banche centrali hanno intensificato lo stimolo proveniente dalla politica monetaria, ma nonostante questo il fantasma della recessione si avvicina inesorabile.

Barron’s ha chiesto ad alcuni analisti esperti dei mercati europei di prevedere come proseguiranno i mercati nel resto dell’anno. Sono tre le grandi incognite al momento quando si parla di crescita: il coronavirus, la ripresa economica mondiale e le elezioni USA 2020. Gli stessi costituiscono anche i tre motivi per cui il rally dell’azionario europeo sarebbe destinato a continuare.

1) Il coronavirus

Il rischio di una seconda ondata è reale ma Roland Kaloyan, responsabile della strategia europea di Société Générale, afferma che “i governi, le aziende e le famiglie hanno sviluppato delle strategie per ridurre i rischi: allontanamento sociale, uso di mascherine, lavoro da casa”.

Il rovescio della medaglia dovrebbe essere più limitato rispetto alla prima ondata. Anche perché la politica fiscale e quella monetaria sono all’opera”, prosegue l’esperto. Un vaccino sarebbe un sollievo per settori come quello del travel e del tempo libero, aggiunge.

I politici sembrano essere poco propensi ad attivare un secondo lockdown e ci sono evidenze secondo cui il Covid-19 sta diventando meno mortale. Andreas Bruckner, strategist specializzato nell’azionario europeo presso Bank of America, ritiene inoltre che la ripresa dell’UE non deraglierà a causa dell’aumento del numero di contagi.

Le seconde ondate negli Stati Uniti, a Hong Kong e in Giappone “si sono interrotte dopo due mesi, poiché l’aumento dei casi rende le persone più caute”, ha spiegato, sottolineando che la seconda ondata in terra europea ormai dura da otto settimane.

2) La ripresa economica

Gli indicatori ciclici come il PIL influenzeranno la forma che prenderà il percorso di ripresa delle diverse economie. Che sia a forma di V, un rapidissimo rimbalzo o a forma di radice quadrata sarà un fattore chiave per i mercati azionari, afferma Kaloyan.

Il miglioramento della crescita economica ha portato l’indice Stoxx Europe 600 in rialzo di oltre il 30% rispetto ai livelli di metà marzo. I titoli ciclici europei hanno sovraperformato del 25% i titoli difensivi, che in genere sono dei beni rifugio in tempi di crisi. Ciò rappresenta un segnale di fiducia.

Questo rally è destinato a continuare ”, a novembre lo Stoxx Europe 600 aumenterà di un altro 15% secondo Bruckner, mentre i titoli ciclici saliranno di un altro 10% rispetto ai difensivi.

L’analista ritiene che la ripresa macroeconomia non sia prezzata all’interno delle valutazioni delle azioni europee. Un indicatore chiave è l’indice composite dei responsabili degli acquisti (indice PMI) dell’area euro, che traccia l’andamento dei nuovi ordini. Il dato ha raggiunto quota 51 ad agosto, grazie al boost dell’attività economica in Europa a seguito del lockdown.
Ma le azioni europee hanno un andamento piatto ormai da giugno.

Continuano a scontare un PMI ben al di sotto di 50”, afferma Bruckner. “Ci aspettiamo che l’indice PMI continui a salire verso quota 58 nei prossimi mesi”.

Le elezioni USA

Una vittoria del presidente Donald Trump è interpretata come una continuazione delle politiche attuali, afferma Kaloyan, specificando che la vittoria dell’ex vicepresidente Joe Biden potrebbe sollevare molti dubbi, in particolare sul fronte fiscale. “Tornare al dibattito sul sistema sanitario statunitense potrebbe essere di nuovo una fonte di stress per i titoli del comparto sanitario europeo”, afferma Kaloyan.

Binky Chadha, chief global strategist in Deutsche Bank, afferma di non essere preoccupato per gli effetti di un aumento dell’euro contro il dollaro rispetto ai livelli attuali perché i flussi di capitale in entrata in Europa sono più importanti.

Anche se le elezioni presidenziali statunitensi sono storicamente associate a un S&P 500 stabile con tendenza ribassista nel periodo precedente, seguito da un forte rally dopo la fine dell’anno, temiamo che questa volta potrebbe non esserci una risoluzione rapida e chiara”, conclude l’esperto.

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