5 azioni di Piazza Affari con dividend yield fino al 7,4% che possono salire fino al 50%

Claudia Cervi

8 Dicembre 2025 - 13:19

Ecco i titoli che nel 2026 potrebbero pagare due volte: con un rendimento da dividendi e crescita del capitale.

5 azioni di Piazza Affari con dividend yield fino al 7,4% che possono salire fino al 50%

Il 2025 ha visto i mercati azionari protagonisti di una crescita senza sosta, ma ora che il 2026 è alle porte lo scenario è completamente cambiato. L’euforia si sta sgonfiando e molti investitori si domandano quali azioni possono davvero garantire rendimenti interessanti senza trasformare il portafoglio in una scommessa.

La verità è che, in un contesto così imprevedibile, trovare titoli capaci di pagare oggi e crescere domani sembra quasi impossibile.

Barclays, però, ha individuato un paniere di azioni italiane che non solo offrono dividendi elevati, ma presentano anche un potenziale di rialzo che il mercato, oggi, sembra ancora sottovalutare. È la combinazione che molti risparmiatori cercano senza trovarla mai davvero: cedole elevate e margini di crescita che in alcuni casi sfiorano il 50%.
Una doppia leva che, in un anno carico di incognite come il 2026, potrebbe trasformarsi in un vantaggio competitivo decisivo.

Parliamo di aziende che, secondo gli analisti, hanno le carte in regola per premiare i loro azionisti due volte: con rendimenti immediati e con la possibilità di vedere il prezzo delle azioni tornare a correre.

1) Nexi

Grafico Nexi Grafico Nexi Fonte Tradingview

Nexi viene da un percorso complesso. Il 2025 è stato complicato, segnato da una discesa che ha amplificato ogni incertezza sul settore dei pagamenti digitali. Ma proprio in questa fase di scoramento generalizzato si cela un dato che sta attirando l’attenzione degli analisti: la combinazione tra un dividend yield superiore al 6% e un buyback praticamente completato, che porta il total yield a livelli difficili da ignorare.
Nexi oggi tratta a uno sconto enorme rispetto ai suoi multipli storici, un divario che suggerisce come il mercato non stia prezzando appieno il potenziale del business. Con un potenziale upside vicino al 50%, secondo diverse case d’investimento, la fintech potrebbe trovarsi esattamente in quel punto in cui la narrativa cambia e gli investitori iniziano a tornare.

Per i risparmiatori alla ricerca di rendimento ma anche di una possibile rivalutazione del capitale, Nexi rappresenta la classica storia che può ribaltare lo scenario nel giro di qualche trimestre.

2) Inwit

Grafico azioni INWIT Grafico azioni INWIT Fonte Tradingview

Inwit è uno di quei titoli capace di costruire valore con maggiore costanza. Le sue infrastrutture di rete rappresentano l’ossatura del sistema delle telecomunicazioni e generano flussi di cassa prevedibili. Questo le permette di distribuire un dividendo tra i più generosi di Piazza Affari (6,5%), a cui si somma il contributo di un buyback che amplia ulteriormente il total yield a oltre il 10%.

Il mercato ha punito il settore delle telecom nelle ultime stagioni, complice la concorrenza feroce e la corsa agli investimenti. Tuttavia le società che possiedono le infrastrutture, come Inwit, soffrono meno perché lavorano con contratti pluriennali e ricavi ricorrenti. Gli analisti ne stanno prendendo atto, tanto che diversi report vedono un potenziale di rialzo di quasi il 47%.

3) Saipem

Grafico Saipem Grafico Saipem Fonte Tradingview

Saipem è un titolo che vive sempre in equilibrio tra rischio e opportunità. Il settore energetico sta attraversando una fase di nuova espansione, trainato da investimenti strutturali e da una domanda globale che non ha rallentato con la forza che molti si aspettavano. In questo contesto, Saipem propone uno dei dividend yield più alti del listino, vicino al 7,4%.
La società è reduce da anni complessi, ma la sua esposizione all’oil&gas e ai grandi progetti infrastrutturali potrebbe rivelarsi un punto di forza, soprattutto in uno scenario di prezzi del petrolio più resilienti del previsto. Il titolo oggi tratta con uno sconto di quasi il 50% rispetto ai multipli degli ultimi cinque anni, un elemento che gli analisti interpretano come possibile margine di recupero.
Un potenziale upside superiore al 30% non è una previsione, ma un’indicazione di quanto il mercato stia ancora scontando le fragilità del passato.

4) Eni

Grafico Eni Grafico Eni Fonte Tradingview

Eni resta una delle grandi certezze della finanza italiana. Il suo modello di business genera flussi costanti e permette di sostenere politiche di remunerazione tra le più robuste del Ftse Mib.

Il dividend yield supera il 6%, mentre i buyback confermano la volontà della società di restituire valore agli azionisti anche nei momenti di maggiore volatilità del settore energetico.

Il titolo non promette esplosioni improvvise, ma è proprio questa la sua forza: una traiettoria chiara, una strategia credibile e valutazioni che restano inferiori rispetto alla media dei competitor europei. L’upside stimato non è spettacolare, ma può essere la componente di crescita che si aggiunge a una rendita già generosa.

5) Multiply Group

Grafico Multiply Grafico Multiply Fonte Tradingview

Tra i nomi meno noti ai risparmiatori italiani c’è Multiply Group. Al contrario di Eni, questa società oggi offre un dividend yield contenuto, ma spicca per un potenziale upside vicino al 50% secondo le stime più recenti. La capitalizzazione ridotta la rende naturalmente più volatile, ma proprio per questo il mercato tende spesso a sottostimare il contributo dei buyback e la capacità di recupero nelle fasi di ottimismo globale.

In un contesto di tassi in discesa e liquidità che gradualmente si riattiva, i titoli più piccoli possono beneficiare di flussi in entrata che amplificano i movimenti di prezzo. Non è un titolo adatto a chi cerca solo stabilità, ma può essere la componente più dinamica di un portafoglio che vuole bilanciare dividendi e crescita potenziale. Una scommessa misurata, insomma, ma con caratteristiche che gli analisti considerano particolarmente interessanti per i prossimi dodici mesi.

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