5 azioni da comprare subito, approfittando del crollo del mercato

Claudia Cervi

19/11/2025

Durante l’ultima correzione gli indici hanno perso fino al 21%, mentre alcuni titoli hanno limitato il ribasso al 6%. Ecco quali sono e perché potrebbero farlo anche nel prossimo crollo.

5 azioni da comprare subito, approfittando del crollo del mercato

Se domani il mercato dovesse davvero crollare, quali azioni vorresti avere già in portafoglio? La domanda circola sempre più spesso ora che, dai massimi recenti, gli indici globali hanno lasciato sul terreno un 5-7%, abbastanza per far riaffiorare il dubbio che questa sia solo la prima crepa. Non serve catastrofismo per immaginare uno scenario del genere: basta guardare com’è andata ogni volta nella storia della finanza. I mercati avanzano, si tendono, si surriscaldano e poi, puntualmente, rientrano. Il punto non è prevedere quando arriverà il prossimo scossone, ma cosa fare quando i prezzi iniziano a scivolare sul serio.

È lì che si vede la differenza tra chi resta intrappolato nella paura e chi trasforma un ribasso in un’occasione. Le azioni che attraversano indenni le fasi più dure hanno un tratto comune: vendono prodotti che non smettiamo di comprare neanche nei momenti tesi, generano cassa anche quando i grafici si tingono di rosso e hanno marchi così radicati da non perdere fascino nemmeno quando l’umore degli investitori cambia. Sono le azioni come Coca Cola, quelle che non promettono rally improvvisi ma ti aiutano a restare in equilibrio mentre tutto oscilla.

Ecco cinque titoli che, più di altri, riescono a conservare valore quando il mercato decide di mettere alla prova gli investitori.

1) Coca Cola

Quando i mercati iniziano a perdere equilibrio, Coca Cola è una certezza. Non è un caso che sia uno dei titoli sempre presenti nel portafoglio di Warren Buffett. Non è solo questione di storia o di fascino del marchio, ma di quotidianità: le persone continuano a comprarla perché è un’abitudine, quasi un rituale. Anche quando l’economia rallenta e gli investitori diventano più cauti, il suo business regge senza scosse.

Coca Cola ha registrato nel terzo trimestre del 2025 ricavi netti per circa 12,5 miliardi di dollari, in crescita del 5% anno su anno; la crescita organica è stata del 6%. Il reddito operativo è aumentato del 59%, e il margine operativo si è attestato al 32% contro il 21,2% dell’anno precedente.

Negli anni ha costruito una macchina operativa impeccabile, capace di attraversare decenni di cicli economici senza smarrire la rotta. Dividendi costanti, margini stabili e una distribuzione che raggiunge ogni angolo del mondo fanno il resto. In un portafoglio che vuole restare solido perfino quando arrivano le onde alte, Coca Cola è spesso la prima scelta.

2) Nestlé

In Europa, Nestlé è uno di quei nomi che non hanno bisogno di presentazioni. Caffè, acqua, cioccolato, pet food: categorie così radicate nella vita quotidiana da muoversi poco anche quando la fiducia dei consumatori vacilla. È questa stabilità a rendere il titolo uno dei più interessanti durante i ribassi.

Nestlé ha chiuso il terzo trimestre del 2025 con una crescita organica delle vendite del 4,3% rispetto all’anno precedente. Ha già confermato la guidance per l’intero anno e ha dichiarato un margine operativo pari o superiore al 16%.

La capacità del gruppo di ritoccare i prezzi senza perdere domanda e la sua presenza globale proteggono il titolo dalla volatilità.

3) Diageo

Il settore degli spirits premium ha un comportamento tutto suo, quasi indipendente dall’umore dei mercati. Le persone cambiano molte abitudini quando l’economia rallenta, ma un buon whisky o un gin di marca restano piccoli piaceri difficili da tagliare. E Diageo ha un portafoglio di brand riconosciuti ovunque e una capacità di mantenere margini alti anche nei momenti più complicati. Non è un titolo che esplode nei rialzi, ma rallenta poco nei ribassi.

Anche i fondamentali sono solidi: Diageo ha presentato i risultati preliminari a giugno 2025 con un flusso di cassa operativo (net cash flow from operating activities) pari a circa 4,3 miliardi di dollari, mentre il free cash flow ha raggiunto i 2,7 miliardi di dollari.

4) Enel

In Italia c’è un titolo che più di altri incarna la stabilità nei momenti complessi: è Enel. Le famiglie hanno bisogno di servizi fondamentali per l’energia, le aziende anche. E questo crea una base di ricavi che non scompare appena arrivano le prime vendite sui mercati. Con una crescente quota di rinnovabili e una dimensione internazionale che diluisce i rischi, Enel riesce a mantenere una rotta costante anche quando gli indici scendono.

Enel ha chiuso il primo semestre del 2025 con ricavi pari a 40,816 milioni di euro, in aumento del 5,4% rispetto al primo semestre 2024 (38,731 milioni).

Nei ribassi spesso è uno dei primi titoli a ritrovare equilibrio ed è per questo che molti investitori lo considerano una presenza imprescindibile nel lungo periodo.

5) Italgas

Sempre in Italia, Italgas è un titolo meno lontano dai riflettori, ma capace di costruire valore giorno dopo giorno. Il suo business regolato, basato su infrastrutture essenziali, è uno dei più resistenti ai cambiamenti improvvisi del mercato. I piani di investimento al 2031 mostrano una visione a lungo termine che raramente si vede nel settore, con investimenti complessivi per 16,5 miliardi, segno di una strategia che non si lascia influenzare dagli scossoni del breve periodo.

Italgas ha registrato nei primi nove mesi del 2025 ricavi e altri proventi rettificati per 1.800,5 milioni di euro, in crescita del 37,5% rispetto al periodo precedente. L’EBITDA rettificato è salito a 1.368,9 milioni di euro (+35,6%) e l’EBIT rettificato è arrivato a 879,6 milioni di euro (+45,2%).

Quando arrivano le correzioni, Italgas tende a perdere meno terreno di altri titoli perché la sua redditività non dipende dagli umori del ciclo economico. È una di quelle azioni che danno il meglio proprio quando il mercato mette alla prova la pazienza degli investitori.

Nel crollo tra febbraio e aprile 2025 gli indici globali hanno lasciato sul terreno fino al 21%, ma i titoli più solidi hanno retto molto meglio: Coca Cola ha perso la metà dell’S&P 500, Nestlé ha difeso valore in un mercato svizzero in rosso profondo (-18%) e Italgas ha limitato il danno a un semplice –6% mentre il FTSE MIB crollava del 19%. Numeri che mostrano, senza teorie, cosa significa davvero avere un portafoglio resistente ai ribassi.

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