3 titoli che a luglio guadagnano oltre l’80% delle volte. L’ultimo ti stupirà

Tommaso Scarpellini

1 Luglio 2025 - 18:15

3 titoli che storicamente brillano a luglio, con performance positive oltre l’80% delle volte. L’ultimo ti farà mettere in discussione alcune scelte del passato.

3 titoli che a luglio guadagnano oltre l’80% delle volte. L’ultimo ti stupirà

C’è chi dice “Sell in May and go away”, ma la realtà, come spesso accade nei mercati finanziari, è più sfumata, e a volte anche sorprendente.

Alcuni titoli sembrano seguire regole tutte loro. È il caso di tre nomi che nel mese di luglio negli anni passati hanno mostrato una ricorrenza positiva sorprendente: hanno chiuso in rialzo oltre l’80% delle volte, sfidando la narrazione stagionale secondo cui l’estate porta solo volumi bassi e performance piatte.

I primi due sono delle big tech ben note, ma il terzo, sorpresa, non è un titolo azionario.

È un ETF che replica un indice celebre. Vediamoli nel dettaglio.

1. Apple Inc. (AAPL)

Negli ultimi 20 anni, AAPL ha chiuso in rialzo il mese di luglio nel 90% dei casi, con un rendimento medio mensile di circa +8%.

È una statistica che colpisce per due motivi: in primo luogo, Apple non è una piccola crescita speculativa, ma una mega-cap da oltre 3.000 miliardi di dollari di capitalizzazione. In secondo luogo, è una delle poche big tech a trovarsi ancora su livelli depressi nel 2025, dopo un primo semestre volatile.

Dal punto di vista tecnico, Apple sta consolidando sui minimi, anche se il titolo scambia a circa 30x P/E TTM.

2. Amazon (AMZN)

Il secondo titolo è Amazon, che storicamente mostra una propensione a guadagnare soprattutto nella prima metà di luglio. Dal 2010, AMZN ha registrato un ritorno positivo in questa fase nel quasi 80% dei casi, con un rendimento medio di circa +6%.

A differenza di Apple, Amazon è in trend rialzista da fine aprile, supportata da una crescita nel comparto cloud e da una maggiore efficienza nei costi operativi. Il P/E TTM è più elevato, intorno a 35x, ma il mercato sembra premiarla per la crescita attesa.

3. Sorpresa: l’S&P 500 (ETF SPY)

Il terzo caso non è un titolo, ma l’indice per eccellenza del mercato USA: l’S&P 500, rappresentato dall’ETF SPY.
E qui arriva la vera sorpresa: dal 2005, SPY ha chiuso in verde l’80% dei mesi di luglio, con una performance media di +2,6%.

Un dato che smentisce il mito del “sell in May”, che suggerisce invece di vendere all’inizio dell’estate per tornare a partecipare al mercato a inizio inverno. La statistica evidenzia come luglio sia invece l’inizio di un mini-rally estivo anche per l’S&P 500, probabilmente trainato dalle trimestrali e dal gioco inverso che le mani forti fanno prorpio con il pensiero ribassista dei retail.

US500, 1W US500, 1W Grafico a candele settimanali del titolo US500. Fonte: baha.com

Quindi...

Come dimostrano questi tre esempi, conoscere le ricorrenze storiche e i dati può offrire un vantaggio strategico.
La lezione? Non fidarti dei luoghi comuni: nei mercati, spesso è proprio ciò che non ti aspetti a fare la differenza.