Le 10 azioni migliori su cui investire €50.000 oggi

Claudia Cervi

21 Novembre 2025 - 08:20

Sono queste le 10 migliori azioni da comprare oggi, in vista del rally di Natale e delle opportunità del 2026.

Le 10 azioni migliori su cui investire €50.000 oggi

Il 2025 è stato, finora, un anno di corsa per i mercati globali. Gli indici hanno macinato performance a doppia cifra, sospinti prima dal taglio dei tassi della BCE e poi dalla svolta della Fed, che ha dato nuova ossigeno all’azionario. Ora il ritmo sembra rallentare, un fisiologico momento di pausa dopo mesi di salita, ma con il tradizionale rally di Natale all’orizzonte i mercati potrebbero ritrovare slancio.

L’intelligenza artificiale continua a dettare legge negli Stati Uniti, assorbendo capitali e attenzione come nessun altro tema, ma anche in Europa ci sono realtà capaci di correre. E non solo nella tecnologia: energia, difesa, farmaceutico, infrastrutture. Alcuni titoli mostrano segnali solidi, altri si stanno riposizionando proprio in questa fase di respiro.

In un contesto così dinamico, scegliere dove allocare 50.000 euro significa diversificare con criterio.

Ed è proprio in questa logica che nasce la selezione delle 10 azioni da considerare oggi con un capitale di 50.000 euro, per costruire un portafoglio equilibrato in una fase di mercato ancora in evoluzione.

1) Nvidia

Quando si parla di intelligenza artificiale, Nvidia ne è diventata il benchmark. Il 19 novembre ha pubblicato un trimestre che ha superato le attese di Wall Street e ha definito un outlook per il quarto trimestre ben oltre le stime, segno che la domanda di chip AI continua a esplodere. Da inizio anno il titolo è salito del 43% circa.

La crescita degli hyperscaler americani ed europei e la corsa globale alla costruzione di nuovi data center crea un ecosistema che difficilmente rallenterà nel breve periodo. Tuttavia, per un investitore che dispone di 50.000 euro, inserire Nvidia in portafoglio significa puntare su un tema chiave con la consapevolezza però che il prezzo incorpora già buona parte delle attese.

2) Broadcom

Broadcom è un altro titolo interessante per chi vuole investire indirettamente nell’AI, puntando sui semiconduttori customizzati. Broadcom non cerca di imitare Nvidia, ma crea soluzioni perfettamente calibrate sui bisogni dei grandi clienti. Il segmento dedicato ai chip per AI e hyperscale è aumentato costantemente e le guidance recenti parlano di ricavi in forte crescita (oltre 5 miliardi di dollari solo per la parte AI nell’ultimo trimestre). Le partnership con i principali hyperscaler non sono semplici contratti commerciali, ma vere alleanze tecnologiche.

3) Taiwan Semiconductor Manufacturing Company

Dietro ogni grande storia legata all’intelligenza artificiale c’è un produttore che trasforma i progetti in chip reali: è TSMC. Un’azienda che non solo produce chip per mezzo pianeta, ma che lo fa con una capacità di innovazione difficilmente replicabile altrove. Il passaggio ai 2 nanometri apre un capitolo nuovo nella competizione tecnologica e il tema energetico diventerà centrale nei prossimi anni.

Nel terzo trimestre 2025 ha registrato ricavi per 33,1 miliardi di dollari, con un margine lordo al 59,5% e un margine operativo sopra il 50%

Per chi investe significa puntare sulla colonna portante dell’intera industria AI.

4) Apple

Apple non è più solo l’iPhone, è un ecosistema che macina numeri in modo quasi automatico. Nel quarto trimestre fiscale 2025 il gruppo ha riportato ricavi per 102,5 miliardi di dollari, in crescita dell’8% anno su anno, con un utile per azione diluito in aumento del 13%. In un momento in cui il mercato si interroga su quali Big Tech siano meglio posizionate per monetizzare l’AI nei dispositivi, Apple gioca una partita diversa: non rincorre, integra.

Inserire Apple in un portafoglio diversificato significa esporsi a un business globale che genera cassa, distribuisce dividendi e riacquista azioni, con una volatilità di solito inferiore rispetto ai titoli tech più speculativi.

5) Enel

Sul fronte europeo, Enel è una delle storie più interessanti per chi crede nella transizione energetica ma non vuole rinunciare alla visibilità sugli utili. Nei primi nove mesi del 2025 il gruppo ha registrato un utile netto ordinario di 5,7 miliardi di euro, in crescita del 4,5% rispetto all’anno precedente, con un EBITDA ordinario di circa 17,3 miliardi e una guidance confermata per l’intero esercizio.

Con i tassi in discesa e la necessità di accelerare gli investimenti green, il titolo diventa un’opzione interessante per diversificare, offre un potenziale apprezzamento e una componente cedolare molto generosa.

6) Saipem

Tra i titoli ciclici, Saipem è quello che più di tutti sta beneficiando della ripresa della domanda energetica. Nei primi nove mesi del 2025 i ricavi sono saliti a 11 miliardi di euro, in crescita dell’8,4% rispetto al 2024, mentre l’EBITDA ha raggiunto 1,2 miliardi con un balzo di oltre il 30%. Sono numeri che arrivano dopo anni complessi, in cui la società ha dovuto rimettere mano ai conti e alla struttura operativa.

Il dato più forte è però il backlog: oltre 30 miliardi di euro, sostenuto da un order intake di 7,5 miliardi. Significa visibilità sui progetti per diversi anni, soprattutto nell’offshore e nelle grandi opere energetiche, i due segmenti che oggi stanno correndo di più.

7) UniCredit

Guardando all’Italia, UniCredit merita attenzione per più motivi: i risultati al terzo trimestre 2025 hanno mostrato un utile netto di circa 2,63 miliardi. Il settore bancario europeo è migliorato sensibilmente negli ultimi anni grazie al contesto macroeconomico italiano e all’upgrade del rating sovrano. Con i tassi in discesa ma ancora lontani dai minimi storici, il margine di interesse regge e le grandi banche italiane si muovono in uno scenario più sano. Nel 2026, UniCredit prevede di mantenere una redditività elevata, continuando a redistribuire capitale agli azionisti.

8) Leonardo

Negli ultimi tre anni la geopolitica ha riscritto le priorità di governi e mercati. Leonardo si trova in posizione favorevole grazie all’aumento degli investimenti nel settore difesa e alle nuove opportunità nell’aerospazio. Nei primi nove mesi del 2025 ha registrato nuovi ordini per 18,2 miliardi di euro, in aumento di oltre il 23% rispetto al 2024, con ricavi saliti a 13,4 miliardi e un EBITA di 945 milioni, in crescita di quasi il 19%. Il backlog ha raggiunto 47,3 miliardi, con un book-to-bill di 1,4 volte, segnale che il portafoglio ordini si espande più rapidamente dei ricavi.

Per un investitore europeo significa esporsi a un settore dalle prospettive in espansione, con cicli lunghi e domanda stabile.

9) Thales

Rimanendo nel comparto difesa in chiave europea, troviamo anche Thales, il gigante francese che unisce tecnologia, aerospazio e sicurezza. Qui il tema non è solo la spesa militare, ma una crescente attenzione alla cybersecurity e ai sistemi di controllo avanzati. L’Europa guarda sempre più a partnership interne per ridurre la dipendenza da player extra-UE, e questo rende Thales un titolo particolarmente interessante in un portafoglio che punta su stabilità industriale.

Nei primi nove mesi del 2025 il gruppo ha registrato vendite per 15,26 miliardi di euro, in crescita di circa il 9% su base omogenea, e ordini per 16,76 miliardi, anch’essi in aumento del 9%, con una forte progressione nella divisione Defence, che ha visto ricavi in salita di quasi il 14%.

10) Novo Nordisk

Novo Nordisk è una delle aziende più solide del settore farmaceutico europeo, ma ora sta affrontando una fase di rallentamento. Pur essendo leader nei farmaci anti-obesità e anti-diabetici, nel 2025 l’azienda ha rivisto al ribasso le sue previsioni di crescita. Le vendite attese si attestano tra l’8% e l’11%, mentre gli utili dovrebbero crescere tra il 4% e il 7%. In parte, questo rallentamento è causato da una maggiore concorrenza da parte di Eli Lilly, che ha guadagnato terreno nel mercato GLP-1.

Nonostante la correzione recente del titolo, i fondamentali restano solidi. Le vendite trimestrali si aggirano intorno ai 75 miliardi di corone danesi e la domanda di trattamenti per obesità e diabete continua a essere forte. In ottica di diversificazione del portafoglio, Novo Nordisk resta una scelta interessante, soprattutto per chi crede che il megatrend salute-metabolismo abbia ancora ampi margini di crescita.

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