Azioni a Piazza Affari, che flop. €10.000 investiti qui hanno fatto perdere più di €4.000

Claudia Cervi

26 Novembre 2025 - 08:23

Queste 4 azioni di Piazza Affari promettevano bene a inizio 2025, ma hanno generato oltre 4.000€ di perdita su un investimento da 10.000€, con cali fino al 47%.

Azioni a Piazza Affari, che flop. €10.000 investiti qui hanno fatto perdere più di €4.000

Promettevano bene all’inizio del 2025. Eppure queste azioni di Piazza Affari hanno fatto flop. Aziende solide, brand conosciuti, fondamentali di bilancio che lasciavano intravedere margini di crescita. Sembrava la classica storia in cui, puntando 10.000 euro a gennaio, ci si potesse ritrovare con un piccolo capitale in più qualche mese dopo.

E invece no. Perché in Borsa non ci sono mai certezze e queste azioni, pur partendo con ottime premesse, hanno imboccato la strada opposta. I conti si sono affievoliti, i ricavi non hanno tenuto il passo, qualche scossone nel settore di riferimento ha completato l’opera.

Così, un portafoglio teorico costruito con 10.000 euro investiti in questi titoli si è trasformato in una potenziale minusvalenza, con una perdita superiore ai 4.000 euro.

Entriamo dentro i numeri di questi quattro titoli italiani.

1) Campari

Grafico Campari Grafico Campari Fonte Tradingview

Campari si è presentato a inizio 2025 come uno dei nomi più rassicuranti del listino. Un gruppo internazionale, marchi ben noti, una reputazione costruita in anni di acquisizioni intelligenti e strategie commerciali calibrate. La logica avrebbe suggerito un anno di stabilità, se non addirittura di crescita. E invece, il titolo, già indebolito dal passaggio da circa 10 a 6 euro nel corso del 2024, non è riuscito a invertire la rotta nei primi mesi del 2025.

Il settore beverage non ha brillato, frenato più del previsto dai consumi in Europa e da costi di riorganizzazione che hanno pesato sui margini. La razionalizzazione annunciata negli ultimi mesi non è stata semplice. Campari ha messo sul tavolo pezzi della sua storia italiana, avviando la cessione di marchi storici come Averna, Braulio e Zedda Piras. Amari che, insieme, valgono circa 80 milioni di euro di ricavi annui.

Dunque, chi a gennaio avesse puntato 2.500 euro su Campari oggi si ritroverebbe con una perdita di circa 191 euro, pari a un -7,64%. Un risultato deludente, mitigato solo in parte dal dividendo distribuito dal gruppo. Con un pacchetto di 446 azioni in portafoglio, l’investitore avrebbe infatti incassato 0,065 euro per azione, per un totale di poco meno di 29 euro. Un piccolo cuscinetto, insufficiente però a compensare il calo del titolo.

2) Stellantis

Grafico Stellantis Grafico Stellantis Fonte Tradingview

Il 2025 sembrava essere l’anno del riscatto per Stellantis. Dopo mesi di volatilità, molti analisti scommettevano su una ripresa trainata dal calo dei tassi, da nuovi modelli elettrici e da un contesto macro più favorevole. Ma il settore automobilistico europeo ha mostrato ancora una volta tutti i suoi limiti e la società ha dovuto fare i conti con risultati operativi sotto le aspettative.

Il titolo ha bruciato quasi la metà del suo valore nel 2025, un tonfo del 47% che ha trasformato quello che sembrava un rimbalzo possibile in un incubo per molti investitori. In una simulazione concreta, 2.500 euro investiti a gennaio (195 azioni) oggi varrebbero appena 1.325 euro. Un tracollo che rende Stellantis uno dei simboli più evidenti del flop che ha colpito parte del listino quest’anno. Come già accaduto con Campari, nemmeno il dividendo riesce a cambiare il quadro: i 0,68 euro per azione distribuiti in aprile avrebbero garantito circa 132 euro di incasso, troppo poco per compensare la perdita di valore accumulata dal titolo.

3) Saipem

Grafico Saipem Grafico Saipem Fonte Tradingview

Saipem è uno di quei titoli che, all’inizio del 2025, molti investitori consideravano una scommessa facile. La ripartenza degli investimenti energetici, il prezzo del petrolio più stabile e una pipeline di commesse che sembrava finalmente respirare dopo anni difficili avevano alimentato l’idea di un anno di consolidamento. La società, reduce da un profondo processo di ristrutturazione, aveva mostrato segnali incoraggianti sul fronte dei conti e una maggiore disciplina sui costi, elementi che facevano pensare a un percorso graduale ma favorevole.

Eppure, nei mesi successivi, il quadro si è rivelato più complesso del previsto. Le tensioni geopolitiche, i ritardi su alcuni cantieri internazionali e una volatilità delle materie prime che ha continuato a cambiare le carte in tavola hanno pesato sull’umore del mercato. Così, pur senza crolli clamorosi, il titolo ha perso slancio e si è lentamente inclinato verso il basso. A novembre 2025 il bilancio da inizio anno registra un -5,79%, una cifra modesta se confrontata con i flop più pesanti del listino.

Un investimento da 2.500 euro oggi varrebbe 145 euro in meno. In questo caso, tuttavia le 909 azioni possedute avrebbero generato un flusso di dividendi di 154,5 euro, compensando il rosso.

4) Geox

Grafico Geox Grafico Geox Fonte Tradingview

Anche per Geox, il 2025 poteva essere l’anno della ripartenza. Nuove strategie commerciali, razionalizzazione dei punti vendita, investimenti sul digitale e attenzione ai mercati esteri. Sulla carta c’erano i presupposti per tornare a crescere. Ma il mercato retail continua a essere uno dei più difficili da interpretare. I consumi post-inflazione non hanno reagito come previsto e la concorrenza è rimasta forte.

Il risultato è stato un titolo che ha perso circa il 37%, diventando uno dei peggiori di Piazza Affari. In una simulazione concreta, 2.500 euro investiti a inizio anno (circa 5.600 azioni) oggi varrebbero 1.600 euro circa. Una perdita secca, aggravata dal fatto che la società, a differenza di altre del listino, non ha distribuito dividendi nel corso dell’anno.

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