Avvocati responsabili in solido con gli imputati: polemiche sulla proposta di Davigo

Piercamillo Davigo propone la sua ricetta per accorciare i tempi della Giustizia. Molti i punti contestati, soprattutto quello di rendere gli avvocati responsabili in solido con gli indagati per le somme non versate allo Stato. Forte l’opposizione dell’avvocatura.

Avvocati responsabili in solido con gli imputati: polemiche sulla proposta di Davigo

Le dichiarazioni di Piercamillo Davigo, membro togato del CSM e presidente della II Sezione penale della Cassazione non sono passate inosservate, soprattutto agli avvocati. La sua particolare ricetta per migliorare l’efficienza della Giustizia penale e ridurre la durata dei processi si articola in diversi punti abbastanza controversi. Tra questi quello che più di tutto ha scatenato l’indignazione degli avvocati è quello di prevedere la responsabilità solidale del difensore incaricato del caso con la persona indagata, dato che la maggior parte degli imputati non paga allo Stato le sanzioni pecuniarie previste per lite temeraria. Estrema anche l’affermazione di rivedere e circoscrivere le ipotesi di gratuito patrocinio.

Giovanni Malinconico, presidente dell’Organismo congressuale forense, ha definito le osservazioni di Davigo “un’aberrazione” nei confronti dei difensori legali. Fulminea anche la reazione del presidente del Consiglio degli avvocati di Roma, Antonio Galletti che ha espresso la ferma opposizione di tutta l’avvocatura.

Ecco quali sono state le dichiarazioni di Davigo e le reazioni degli avvocati.

Avvocati schierati contro Davigo: le dichiarazioni sul processo

Tra gli avvocati di tutta italia si sta diffondendo lo scalpore destato dalle ultime dichiarazioni di Piercamillo Davigo, magistrato dalla illustre carriera. Il tutto parte da alcune dichiarazioni che Davigo ha rilasciato sul Fatto Quotidiano, dove ha elencato in pochi punti le riforme che secondo lui sono necessarie a migliorare il funzionamento della Giustizia penale. Secondo l’ordine degli avvocati però si tratta di ipotesi azzardate e poco garantiste.

Tra le diverse questioni messe al bando, le più forti sono senza dubbio quella di rivedere l’istituto del gratuito patrocinio a spese dello Stato: sia perché molti imputati dichiarano meno di quanto hanno effettivamente e quindi beneficiano dell’aiuto dello Stato illegittimamente, sia perché, secondo Davigo, essendo il pagamento previsto “per atti” e non in misura forfettaria gli avvocati si approfittano di questa disposizione compiendo più atti di quelli strettamente necessari.

Altro punto fortemente contestato è la possibilità di introdurre la responsabilità solidale degli avvocati insieme agli indagati quando questi ultimi non pagano le sanzioni dovute. A riguardo Davigo ha dichiarato le parole seguenti:

“Oggi tutti propongono i ricorsi e si perde un sacco di tempo. La sanzione pecuniaria, 2- 6mila euro a imputato, non spaventa nessuno. Anzi, non la paga quasi nessuno: lo Stato incassa solo il 4%, perché gran parte degli imputati non dichiara redditi né ha beni al sole. Basterebbe rendere responsabile in solido l’avvocato. Così, quando il cliente gli chiede di ricorrere, gli fa depositare fino a 6 mila euro e poi, in caso di inammissibilità del ricorso, verserà lui la somma al posto del cliente.”

Parole queste che offendono gravemente l’intera categoria e che non possono passare inosservate.

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